Ignoranza, volgarità e atteggio non fanno una figa e non fanno nemmeno un'attrice decente.. di più
Una delle band più particolari della musica odierna di più
Scoperti in questo mese da un fratello che vive in oriente. Mi sono innamorato della raccolta 'Make Yourself a Happening Machine'. E di questi svitati. Primi anni '80, in biloco tra garage rock iper-fuzzoso, nenie paisley ed abbondanti spore di psilocibina. Non ho ascoltato altro nelle ultime due settimane. di più
Ad un solo anno di distanza dal suo sofferto esordio solista, Bob Mould nel 1990 ci consegna una delle sue opere migliori; è un ritorno a quelle sonorità elettriche a lui e a noi tanto care e mai dimenticate: una formazione a tre soli elementi che rimanda da subito agli Husker Du. E' l'imponente maestosità della lunga title track a dare il via ad un disco intriso di feedback, con il sublime vertice raggiunto in "Stop Your Cryng" dove il fantasma del suo primo immenso gruppo appare in lontananza. di più
Non si può usare l'adobe flash, bisogna per forza scaricare applicazioni su misura, obbligo di scaricare iTunes per gli iPod, obbligo di avere tutti i tag a posto altrimenti ti sparge tutte le tracce di qua e di là, e in generale scarsa possibilità di personalizzazione, batterie non sostituibili e che durano un cazzo, prezzi decisamente alti... 'Na dittatura insomma! La sufficienza ok perché alla fine i prodotti son fighi e poi sull'iPod Classic ci metti tutto il tuo archivio... però che palle! di più
D. Boon, Mike Watt e George Hurley: provenienza San Pedro, California. Un ibrido solo in apparenza assurdo il loro suono: hardcore-punk-funk-blues-jazz in assoluta libertà, senza regole e barriere...(R)INNOVATORI... di più
Robuste iniezioni di psichedelia, pop, folk rock e sperimentazione proiettano Zen Arcade e gli Husker Du ben oltre l'hardcore punk e verso le meraviglie successive (su tutte ovviamente, New Day Rising e Warehouse: Songs and Stories). di più
Non un gruppo ma IL gruppo metalcore. di più
Uno dei pochi gruppi validi sull'attuale panorama musicale di più
Settembre 1970; pochi mesi dopo l'omonimo debutto i ragazzi di Aston, nei pressi di Birmingham, danno alla viva luce il loro album più rappresentativo: la Sacra Bibbia per gli amanti del nascente suono Heavy. Bastano otto brani per poco più di quaranta minuti leggendari: a distanza di decenni non hanno perso nulla della loro potenza evocativa. "War Pigs", "Paranoid", Planet Caravan", "Iron Man", Electric Funeral", "Hand Of Doom", "Rat Salad", "Fairies Wear Boots"...DISCO PERFETTO... di più
Come già ha scritto un altro per "completezza" probabilmente è stato il più grande di tutti. Per la voce straordinaria, le melodie, i testi, il suo prosare in canzone parlando del più e del meno e adottando un linguaggio nuovo e diretto. Personaggio unico per potenza vocale, fisionomia (un nano peloso e frocio) e personalità (mattoide simpatico buono geniale al di sopra delle parti un vero artista). di più
Ottimo esordio, tengono bene i tre successivi, si comincia a cadere dal 1999. "Ci sono anch'io" chiude una parabola decennale dignitosa. di più
Costui, Costei... e Costello, dicevo anni fa. Per ora 3 stelle, dovrei conoscerlo meglio per alzare. di più
Migliore dell'altro figlio di Pooh... del Dj Francesco, inutile paragonarlo al padre. di più
I signori di Canterbury. Non esistono parole per descrivere quel capolavoro di nome Third. di più
L'inizio della omonima prima canzone dell'omonimo primo album: non esiste paragone in Musica di così agghiacciante bellezza; e poi arriva N.I.B. (Nativity In Black) dove c'è un verso che riassume la loro importanza nemmeno quantificabile: "My Name Is Lucifer, Please Take My Hand"...Non occorre proseguire... di più
Siamo agli inizi degli anni novanta ed i ragazzi brasiliani danno alla luce il loro disco migliore per quanto riguarda compattezza esecutiva, violenza sonora e valida, finalmente, produzione. E' la breve title track ad aprire minacciosa un album che trasuda potenza e cattiveria in ogni momento, grazie anche a canzoni di immane esplosività come "Dead Embryonic Cells" e la conclusiva "Infected Voice"; un muro sonoro spaventoso che resterà per sempre ineguagliato...WE SHALL ARISE... di più
Nell'olimpo del progressive rock. di più
Mi è sempre piaciuto il primo album... gli altri un po' meno, decisamente meno. 3 stelle solo per il debutto. di più