Non fa una canzone decente da anni, ma non riesce proprio a starmi antipatico. Mai sborone, mai una parola fuori posto...Mediocre, ma simpatico. di più
Disco che a malapena ricordavo di avere ascoltato, sicuramente è quello dei Maiden che avevo sempre cacato meno e riascoltandolo ora capisco perché. Questo è il primo disco dei Maiden che ha tutto dell'Heavy Metal pomposo e epico "classico" che a me, onestamente, fa un po' cacare, perdendo anche quel divertimento un po' caricaturale orrorifico e i guizzi e le ispirazioni "pop" e melodiche del disco precedente. "Where Eagles Dare" è esattamente l'esempio perfetto del Metal che mi tritura i coglioni. Altri pezzi, come "Revelations" "The Trooper" e, in parte, la più lunga ed elaborata "To Tame a Land" (da "Dune"), quest'ultima tipico esempio dell'heavy più raffinato dei Maiden che resta uno stile che mi convince si e no, più no che si, sono sicuramente più validi ma nel complesso il disco ha tutto quello che serve, nel genere, per tenermi a distanza. Eccetto la sempre splendida copertina (povero Ed...) di più
Capolavoro New Wave. Dopo la triade aurea 1973-1974 (i dischi della formazione Fripp-Wetton-Bruford per intenderci), è quello che preferisco del Re Cremisi. La triade “Indiscipline”-“Discipline”-“The Sheltering Sky” da manuale. di più
Dopo oltre vent'anni di produzione scadente (con rare eccezioni) questo disco, primo del terzo millennio per zio Reginaldo, segna la sua rinascita e l'inizio di una "seconda giovinezza", quantomeno artistica. Nonostante una produzione e delle sonorità fin troppo patinate e laccate che mi piacciono ben poco, su questo disco ricominciano ad esserci alcuni bei brani, tra tutti l'opening "The Emperor's New Clothes" e la bella ballad "American Triangle", due grandi canzoni (nello stesso disco, per uno che di canzoni veramente belle tra il 1979 e il 2000 ne avrà tirate fuori 4-5 massimo). Non tutto funziona, qualche pezzo risulta decisamente prescindibile, ma oltre quelle due ci sono altre 4-5 canzoni azzeccate ("The Wasteland" soprattutto) e insomma, si torna su più che discreti livelli complessivi. Dopo questo e "Peachtree Road" (meno bello di questo) inizierà invece il periodo d'oro di questa rinascita con un trittico di dischi davvero molto belli, tra il 2006 e il 2013. Dopodiché, è tornato alle puttanate. di più
Live in studio monolitico, di pura e selvaggia avanguardia. di più
Con questo iniziano i miei KC preferiti di sempre. Non che non adori il primo fantastico quartetto (1969-1971), sia chiaro, ma con questo ed i due successivi si raggiungeranno vette incredibili non solo nel progressive, che qui viene abbondantemente digerito e superato, ma per la musica tutta. Rock totale, con la migliore formazione Cremisi di sempre per me. 10/10. di più
Grandissimi fino a "Highway To Hell". Ignoro cosa sia, invece, tutto quello che vien dopo.
Sottolineo la parola "tutto", nel caso in cui non si fosse capito. di più
Saccarosio di più
Classicheggiante e poetico. di più
"Space Shanty": un album progressive rock tanto bello quanto poco considerato. di più
Album bellissimo e molto sottovalutato. C’è molto dei precedenti (il Fusion, la melodia napoletana e tanta poesia) ma anche del nuovo, come alcuni accenni World che saranno più forti nei due successivi. Un Pino innovativo ed ancora grande, con alle spalle l’ennesimo cast di musicisti d’eccezione (Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Mel Collins, Alphonso Johnson, ecc.). di più
Magniloquente quadro fiabesco, tra jazz, progressive e poesia. Capolavoro, per me. di più
Gran disco, sulla scia del monolitico debut ma più Jazz e sperimentale. È quello dei primi KC che ascolto “meno” (notare le virgolette), ma anche qui i pezzoni abbondano: “Cadence and Cascade”, title-track e la sinistra (non un caso) e abissale “The Devils Triangle” sono tra il meglio del loro repertorio, ad esempio. di più
Uno di quei gruppi il cui nome (fantastico) descrive perfettamente l'essenza della musica da esso proposta. A dir poco 'ccezionali. di più
Il primo amore non si dimentica mai. di più
Il primo LP che ho comprato. Non il migliore lavoro degli Stones (massacrato dalla critica, ripudiato da loro stessi e nemmeno il mio favorito), rimane comunque un disco unico e un passaggio fondamentale per la musica del gruppo e del Rock in generale. di più
La più scatenata scarica elettrica degli Alla Cazzo Di Cane. Bello, sarà che sono nel mood giusto, ma bello. Scontato e semplice, solo e soltanto rock'n roll elettricissimo e scatenatissimo e durissimo ma bello. Mi sa che è quello loro che mi piace di più insieme a Let There. Essendo tutto uguale, ha il merito di non avere pezzi minori, riempitivi o cali di tensione, le canzoni sono tutti rock'n roll molto fichi, tutti sul medesimo livello, forse anche più che nei due dischi precedenti, "Powerage" è un bel blocco di granito. Ci si diverte ad ascoltarlo. di più
Quando sarò cenere, sia questo album tumulato assieme alle mie spoglie di più
Il disco più grezzo dei Maiden, più del precedente. "Killers" è un ponte, o almeno così lo sento, tra l'Hard-Rock anni '70 e l'Heavy Metal-poco Heavy (o NiuUeivovbritiscevimedal) degli anni '80. Questi Maiden sono molto più concisi e diretti rispetto ai dischi successivi, e sono tremendamente efficaci, pur avendo sempre una certa "raffinatezza" di fondo, nelle melodie e nelle strutture dei brani. E poi c'è il loro lato cartoonesco-orrorifico che mi fa tanta simpatia, la solita strepitosa copertina, le tematiche cupe-horror e le citazioni letterarie (stavolta tocca a Poe) riportate in un'atmosfera mai seriosa, il tutto sublimato nella title-track che è la mia preferita del disco. Non che mi piaccia tutto (trovo le due strumentali assolutamente prescindibili, non mi dicono un cazzo, per dirla poeticamente) ma è un disco bello solido con parecchi bei pezzi ("Murders in the Rue Morge" "Wratchild" "Twilight Zone" che è un gioiellino e altre). di più
5 bolas di più