Dopo oltre vent'anni di produzione scadente (con rare eccezioni) questo disco, primo del terzo millennio per zio Reginaldo, segna la sua rinascita e l'inizio di una "seconda giovinezza", quantomeno artistica. Nonostante una produzione e delle sonorità fin troppo patinate e laccate che mi piacciono ben poco, su questo disco ricominciano ad esserci alcuni bei brani, tra tutti l'opening "The Emperor's New Clothes" e la bella ballad "American Triangle", due grandi canzoni (nello stesso disco, per uno che di canzoni veramente belle tra il 1979 e il 2000 ne avrà tirate fuori 4-5 massimo). Non tutto funziona, qualche pezzo risulta decisamente prescindibile, ma oltre quelle due ci sono altre 4-5 canzoni azzeccate ("The Wasteland" soprattutto) e insomma, si torna su più che discreti livelli complessivi. Dopo questo e "Peachtree Road" (meno bello di questo) inizierà invece il periodo d'oro di questa rinascita con un trittico di dischi davvero molto belli, tra il 2006 e il 2013. Dopodiché, è tornato alle puttanate.
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