Un ottimo nuovo inizio per i Reinassance formazione 2.0 (che poi loro, con quel nome, partivano già avvantaggiati, vorrei pure vedere). "Kiev" "Bound for Infinity" e "Rajah Khan" sono le mie preferite ma tutto il disco è bello, senza passi falsi. Più curiosa la netta divisione dei compiti tra composizione ed esecuzione. La band è tutta nuova, dominata dal pianoforte di Tout e dalla voce della Haslam, ma i brani sono tutti composti o da McCarty, che ha continuato a scrivere per la band pur non suonandoci più o da Michael Dunford, che in "Prologue" non era nemmeno un membro "attivo" della band, oltre alla paroliera Tatcher (no, non Margherita, bensì Bettina). Insomma i soliti scrivevano i brani e i 5 della nuova formazione erano in pratica ottimi interpreti/esecutori. Ma tant'è, ottimo disco.
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