Tre dischi monumentali, ma poi si è fatto prendere la mano da un ego imbarazzante...
Peccato, perché la chitarra sa suonarla eccome e ha obiettivamente creato un sound unico.
Per la serie: peccato per quelle promesse, oneste ma grosse di più
Un disco che ha più di trent’anni, ma che ancora oggi è capace di farsi ascoltare con attenzione, ancora oggi è capace di farsi analizzare con passione. E per questo ritengo meriti l’inclusione nella nostra “hall of fame” degli album imprescindibili. di più
ogni volta che gira sul piatto è festa! di più
Indubbiamente non al livello dello strepitoso "Energie" rispetto al quale "Vox" mi pare nel complesso, seppur molto gradevole, decisamente meno ispirato nel songwriting che qui passa di più nelle mani della Russo e della Sisini, forse però "trattenute" e limitate dai voleri della casa discografica. Le stesse prestazioni vocali di Giuni pur restando eccellenti (e, a tratti, anche qui davvero spettacolari) risultano un poco meno appariscenti e clamorose rispetto a quanto sentito in "Energie", fermo restando che la clamorosa voce della Russo resta il valore aggiunto anche delle canzoni meno riuscite (come quelle di Battiato, che qui dirada il suo apporto compositivo rispetto al disco precedente e ottiene risultati che mi convincono molto meno), e regala ancora fuochi d'artificio assoluti nei brani più ispirati e un poco più liberi ("L' oracolo di Delfi" e "Oltre il muro" su tutte). di più
Premio letterario di più
Top 3 nei migliori dischi italiani di sempre di più
Due parole: capolavoro + fondamentale. di più
In realtà fanno (nel senso di "facevano") una musica normalissima, come dovrebbe sempre essere: libera da vincoli, basata sul lasciarsi tentare da un'idea e trovare il modo migliore di buttarcela dentro. E questo vale per qualsiasi altra band di genere experimental, avant-garde e prog. Sono tutti gli altri (pop in primis ma non solo) che suonano una musica non normale, basata su strutture canoniche create solo per le radio ma che in natura non le appartengono... di più
Figura mitica della library all'italiana. Moglie di Remigio Ducros, è autrice di diversi lavori d'interesse che abbracciano tutti i generi, spesso strizzando l'occhio allo sperimentalismo. Prematuramente scomparsa all'età di 42 anni. di più
Compositore francese, attivo a partire dagli anni '50, si è dedicato tanto all'insegnamento della musica classica che alla sua composizione. Vincitore di alcuni premi internazionali, è conosciuto anche come autore di colonne sonore per il cinema. di più
Degna conclusione di una breve ma intensissima carriera! di più
Non farò finta che Mark Shelton fosse il mio idolo, ma lui ha incorporato tutto ciò che mi è piaciuto del metal, e ciò che ad un certo punto nel metal non ho trovato più. La capacità di avere una visione e di immedesimarsi totalmente in essa, lui il bardo per antonomasia. Questo rendeva il metal vivo, umano, anche geniale, al di là dei suoi difetti e, anzi, proprio in loro virtù. E' qualcosa che non riconosco più in un metal, quello attuale, francamente manierista, perso fra trigger, tecnicismi chitarristici e cantanti iperimpostati. Ciao, Mark, e grazie per tutto ciò che mi hai regalato. di più
quando 2 mostri si incontrano!!! di più
Il Rock'n Roll non morirà mai, disse qualcuno, e con ragione. Al massimo schiatta per qualche anno e poi ritorna dalla terra, più marcio, più macabro, più cattivo, più decomposto. Tipo qui. Lo Psychobilly (scusate, è il nome più bello mai attribuito ad un genere musicale) in tutto il suo lercio splendore. Rock'n Roll e Garage anni '50 e '60 marcito con gli anni, diventato un baccanale di ferocia quasi "tribale". La maggior parte dei brani sono degli stessi Cramps ma non mancano cover eccellenti (con "Strychnine" cover dei Sonics, band tra le più dure e selvagge del garage anni '60, i Cramps vanno a nozze) come la fantastica doppietta che chiude l'album: "Tear it Up", la canzone più scatenata e psychobillosa di tutto il disco e "Fever" che invece è un sublime, allucinato, passionale e inaspettato rallentamento, un finale da applausi. Disco strepitoso. di più
Il maestro del noir italiano, non solo per la "trilogia del milieu" ma anche per "Il poliziotto è marcio". Meno riuscite, ma non banali, le sue escursioni in altri generi. di più
un pò di Wind, tanto And then & Duke....le ultime pallottole prog, probabilmente scarti dalla produzione Genesis. di più
Considerato da tanti un disco inutile. Considerato da me un buonissimo disco di splendide cover rivisitate in chiave jazz con la stupenda voce di Michael, molto a suo agio in versione crooner. Dirige Phil Ramone. di più
Quando il Rock ha fatto la storia di più
Brutale caotico, sgradevole nel senso buono. di più