Il Rock'n Roll non morirà mai, disse qualcuno, e con ragione. Al massimo schiatta per qualche anno e poi ritorna dalla terra, più marcio, più macabro, più cattivo, più decomposto. Tipo qui. Lo Psychobilly (scusate, è il nome più bello mai attribuito ad un genere musicale) in tutto il suo lercio splendore. Rock'n Roll e Garage anni '50 e '60 marcito con gli anni, diventato un baccanale di ferocia quasi "tribale". La maggior parte dei brani sono degli stessi Cramps ma non mancano cover eccellenti (con "Strychnine" cover dei Sonics, band tra le più dure e selvagge del garage anni '60, i Cramps vanno a nozze) come la fantastica doppietta che chiude l'album: "Tear it Up", la canzone più scatenata e psychobillosa di tutto il disco e "Fever" che invece è un sublime, allucinato, passionale e inaspettato rallentamento, un finale da applausi. Disco strepitoso.
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