lo reputo uno dei brani più significativi della loro produzione, nonostante la lunghezza. di più
fade into you......
strage you never knew..... di più
Anello di congiunzione tra punk new Wave e goth di più
Merryweather Postpavillion già vale un 5. il resto pure. di più
tra le cose migliori degli ultimi anni di più
i primi 3 album: Funeral, Neon Bible e The Suburbs, sono degli assoluti capolavori ormai considerati dei classici. Da Reflektor in poi vivacchiano, con qualche sprazzo di genialità ancora qui e là. Ma se non diamo 5 a loro a chi? di più
solo una definizione? sono shoccato. Lost in the Dream e A Deeper Understanding sono tra le cose migliori del decennio passato, 5 stelle tutta la vita. di più
Melody AM e The Understandinf valgono le cinque stelle. Poi scendono di livello ma rimangono dignitosi. Un 4 ci sta. di più
i primi album solisti fino al 1977 basterebbero già a incoronarlo uno dei più grandi geni del 900. Non riesco a trovare qualcuno più influente di lui nella musica degli ultimi 50 anni di più
Mi sento persino in imbarazzo a definirlo... da un punto di vista generale, è un genio con una voce unica, la più emozionante del rock intero. Da un punto di vista musicale, un enorme artista molto influente per praticamente tutti quelli venuti dopo. da un punto di vista umano, una persona degna del premio nobel per la Pace. Per me, poi, è semplicemente Tutto. di più
Se questo sito non fosse popolato al 99% di snob ci sarebbero almeno un 25-30% di definizioni positive. Taylor Swift fa pop, sì, e neanche dei migliori, forse. Ma sa cantare (ascoltare le versioni acustiche dei suoi pezzi, grazie) sa strimpellare la chitarra, ha presenza scenica e riesce a fare emozionare centinaia di milioni di persone (che, capisco, non è necessariamente sinonimo di talento ma d'altronde neanche essere ascoltati da quattro sfigati che si credono stoc***o lo è); il pop di Swift è allegro, è fun music, lo ascolti ti mette di buonumore e via, non ha mai avuto pretese di essere Aristotele in musica. chi la stronca del tutto o ha la puzza sotto il naso oppure è semplicemente invidioso. di più
È incredibile come questa straordinaria band sia finita nel dimenticatoio o addirittura del tutto ignorata dalla critica. Autori a metà degli anni ‘90 di tre album clamorosi e assolutamente da riscoprire. di più
Uno degli artisti più liberi, puri e originali mai espressi dal cantautorato americano. di più
la migliore girlband mai esistita!!!!! di più
Il grvppo elettrogeno preferito dalla Anonima Sequestri di più
Oh, Amon Düül II, quanto vi amo. Il Cazzo di Dio è uno dei più grandi dischi d'esordio e capolavori del rock acidissimo-psychedelico di questa amorfa "tipologia" di musica. Questo ben nutrito gruppo di fricchettoni teutonici ha preso il rock-acido e psichedelico anglo-americano e lo ha estremizzato, lo ha trasformato in un sabba grottesco, in una festa tribale, distorta, nel pieno della Foresta Nera. E lo fa con poca intenzione di prendersi sul serio, lo fa col gusto del grottesco, del teatrale sopra le righe, della fascinazione orientale e della tenebra, del macabro giocoso, del divertimento nel goliardare con strilli, cantato enfatico, versacci, dolci e inquieti vocalizzi da incantatrice dei boschi della Renata Knaup. Alla fine è rock psichedelico, ma è anche qualcosa di più e allora che le chitarre sferraglino, le percussioni tribalizzino, il basso rimbombi, il violino sfrigoli, il sassofono spernacchi, le 12 corde arpeggino e le voci ci trasportino in notti oscure dove il rock acido anglofono è finito in Germania, all'Inferno, per divertirsi di più, estremo, libero, privo di confini, privo di muri maledetti. Da bravi rockers fricchettoni nel profondo, tirano fuori anche ritmi e riff irresistibili, e quelle percussioni... Meraviglioso dal primo all'ultimo secondo, ma "Luziferz Ghilom" e gli strabordanti 20 minuti del Cazzo di Dio title-track sono i due brani che volano nell'infinito. Vi adoro. di più
Rassicuranti come il pranzo della domenica da nonna, dal suono curato e pulito (anche se miglioreranno e tanto con i dischi dalla seconda metà dei '70 in poi) come il pavimento della casa di nonna dopo le grandi pulizie, solari quanto me dopo un 6- strappato al compito in classe di matematica, stucchevoli come il terzo frutto di marzapane mangiato di fila; ecco, gli Abba sono così, le prime 4-5 canzoni te le godi, apprezzi il loro indubbio talento per la bella melodia (e almeno "Disillusion" con la voce della Agneta a farla da padrona, è una bella canzone, niente di speciale ma bella), i pezzi sono tutti divertenti, coinvolgenti, begli incastri vocali e via dicendo, tutto bellino... A metà disco diventa tutto ripetitivo, nelle canzoni non ce ne sta mezza che spicchi sulle altre, e ti vengono anche le prime carie e dici "si, ragazzi e ragazze, ma che due coglioni sto pop allegro e solare eh". Gli Abba son così, anche se questo è solo il primo disco (nemmeno uscì a nome "Abba" all'epoca) e ha anche un paio di pezzi cantati ancora in svedese (tipo nei dischi di Agneta e Frida pre-Abba si facevano dischi da prima, separatamente, tutti e quattro), taitoltrac compresa, il che è bellissimo, imparate le lingue, ignoranti. Dopo faranno di meglio, ma il succo non è mai cambiato troppo. di più
5 musicisti straordinari capeggiati da Manzanera + la collaborazione di Brian Eno. Supergruppo di gran valore che esordisce con questo live ovviamente notevole. Grande spazio al leader Manza però c'è da dire che MacCormick al basso fa paura davvero, mostruoso; impeccabile sottofondo di Monkman e Watson, grande Phillips alla batteria. Belle le due cover e bella versione di "Third Uncle" (con MacCormick che butta giù i muri, lo adoro). Non un capolavoro ma se si vuole ascoltare dei grandi musicisti suonare bella musica be eccoli qua. di più
Uno dei miei dischi preferiti. Uno dei dischi della vita. Non c'è da dire altro perché, appunto, è uno dei dischi più belli e importanti di tutta la mia attività auscultatoria di note musicali. di più