In attesa del ritorno sulla Terra del Velociraptor possiamo accontentarci della Capra a Sonagli di più
CITO QUESTO DISCO IL LORO SECONDO INCISO NEL 74 DOVE A COLPIRE OLTRE AL PROG RAFFINATO CON INSERIMENTO DI SAX E PERCUSSIIONI DELLA SILVANA ALIOTTA.
DOPO UN DISCO INCISO NEL 72 DAL TITOLO FRONTIERA DOVE SI TRATTAVA IL TEMA DELL'EMIGRAZIONE MA DAL TOCCO HARD-PROG QUI SI HA UN EVOLUZIONE E SIAMO AL PROG PIU CLASSICO DOVE SVETTA QUESTO BRANO DAVVERO BELLO "UN MONDO SPRECATO" CON UNA VOCE APPUNTO DA FIABA di più
GRANDIOSO DISCO DI HARD-ROCK DI QUESTO GRUPPO ROMANO CON ALL'ATTIVO SOLO QUESTO DISCO INCISO NEL 72 MA PRIMA CI AVEVA ANTICIPATO QUALCOSA COL SINGOLO TUTTE LE COSE CON UNA COVER DEI JETHRO TULL
TUTTI I BRANI COLPISCONO PER LA SINTONIA TRA CHITARRA BASSO E BATTERIA CON SOLO QUALCHE SPRAZZO ACISO DI TASTIERE.
SEGNAO IL PRIMO BRANO IMPRESSIONE E LO STRUMENTALE IL DIALOGO DI UN PAZZO DAVVERO FORMIDABILE NEL SUO INTRECCIO CHITARRA/BASSO/BATTERIA di più
quando nel 75 i POOH incisero questo disco erano ormai ai ferri corti col loro produttore G.LUCARIELLO.
il quale dopo l'insuccesso(assurdo!) del loro precedente disco sempre del 75 UN PO DEL NS......si videro costretti ad incidere questo disco che almeno per la metà lo trovo bello anzi superbo!
è vero che non ha la magniloquenza ne di PARSIFAL ne tantomeno di UN PO DEL tuttavia,cne dicevo,almeno mezzo disco è bello e mi riferisco ai due strumentali QUINTA STAGIONE/FORSE ANCORA POESIA davvero notevoli oltre ai brani QUEL TANTO IN PIU NINNA NANNA UN POSTO SULLA STRADA e CARA BELLISSIMA.dopo questo ulteriore flop commerciale ma non artistico il gruppo svoltò incidendo POOHLOVER che a mio avviso resta il loro terzo disco piu bello della loro carirera oltre ad iniziare un autoproduzione giunta sino ai giorni recenti ciao ugo di più
Forse la miglior band hard rock di sempre di più
Figli degeneri dei Crash Worship. Micapizzefichi. di più
Uno dei suoni di basso più felicemente cancerogeni della storia del rockenroll (para-scandinavo). di più
Ottimo album, forse il suo migliore da solista, che rappresenta anche il suo ritorno sulle scene dopo qualche anno passato chiuso in casa, con alcol ed eroina come compagne di vita. Stile e visioni musicali molto diverse dal Clapton precedente, qui Slowhand si allontana leggermente dal canonico rock-blues per intraprendere una musica diversa, molto simile al Tulsa blues di JJ Cale con influenze canjun, reggae, musiche caraibiche. Un ottimo lavoro senza dubbio... di più
Un monicker una garanzia. di più
Ho sempre amato i gruppi con i carrelli della spesa in copertina. di più
Riduttivo definirlo solo musica. Arte allo stato puro. di più
Ci sono più idee in mezzo brano di questi scardinatimpani dell'Ohio (detto anche O-Aiò) che in intere e sterminate discografie di interi settore del (cosiddetto, tristemente) Post-Metal. Macchettelodicoaffare. di più
La voce più fuori dal coro nel Jazz. di più
Indubbiamente una cantante di classe, ma a lunghi tratti parecchio ripetitiva e noiosa. di più
Un talento smisurato. Album bellissimi, sopra a tutti "La pianta del the" e "Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia". Tra l'altro, ha avuto la dignità di ritirarsi quando sentiva di non avere più niente da dire. Roba da pochi eletti. di più
Edicola Flower, edicola Flower, eeedicolafflower;gnie gnie gnieFonicpower!
DEUX di più
Suoni autunnali, fra delicati colori intimistici e squarci improvvisi verso una musica mai ferma. di più
Tasti pianistici bagnati di struggente poesia. di più
Il Maelstrom che risucchia il dolore più recondito. di più
La musica si libera da tutto per elevarsi in un sublime caos organizzato. di più