la più celebrata e, forse, armoniosa suite degli Yes. Quì veramente il gruppo agisce come un unico organismo, dai passaggi in controtempo di Bruford, alle acrobazie velocissime di Howe a quel momento di misticismo assoluto in cui la voce pulita e squillante di Anderson vien fuori dalle grotte sgocciolanti per lasciare spazio all'organo a canne di Wakeman
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