Altro centro per i Perigeo. Album meno rock e più elettronico, l'intro Genealogia è un biglietto da visita perfetto in questo. Il rock rimane sempre, certamente, In vino veritas è una cavalcata jazz-rock stupenda e alcune rimembranze rimangono nell'immortale Via Beato Angelico. L'album in se ha qualche difetto, anzi, uno grosso e personale: secondo me il lato B non vale il lato A, i primi 4 brani dell'LP sono semplicemente perfezione pura, tra una Genealogia incantevole, una Polaris trascinante, una Torre del lago sognante e una impeccabile Via Beato Angelico; il lato B, pur cominciando benissimo con In vino veritas, si perde un po' nel mezzo con pezzi che seppur interessanti hanno decisamente meno mordente, anche se la chiusura dell'album con Sidney's call vale tutto. A livello personale sta poco dietro il suo predecessore, ma nonostante tutto, Genealogia è un altro meraviglioso capitolo della discografia del Perigeo che merita di essere ascoltato come quasi ogni album del Perigeo, dove, seppur non ogni brano sia un capolavoro, ce ne sono sempre almeno tre o quattro che sono semplicemente eterni. 9/10.
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