Uno dei dischi epic più belli di tutti i tempi...e anche dell'heavy metal tutto. La barbarica title-track, la furente "The Oak" , la nordica "Thor" e (su tutte) l'incredibile "Mountains" semi-ballad potente e soave, ornata dagli irresistibili riff di The Boss. Assoutamente imperdibile! di più
Disco che ho sempre apprezzato e messo tra i vertici del gruppo. La title track (riff preso da Fire Dance dei Rainbow) è un pezzo immenso, "Solitarie" una perla... Ma il pezzo migliore (non solo del disco ma dell'intera carriera dei Deep Purple) è senza dubbio "Anya", brano che mi manda letteralmente fuori di testa ogni volta... Resto del disco ottimo... di più
Il disco più emblematico della rinascita artistica di Neil Young negli anni '90 di più
Bello anche il booklet. Un disco che alterna bruschi cambi di stille, tra scariche hard'n'heavy e una serie molto interessante di ballate "da monta". Da ascoltare in macchina con gli amici o mentre inchiappettate la figa di turno! di più
Il manifesto universale dell'acciaio! di più
Capolavoro celestiale, consigliatissimo ai "neofiti" di musica classica. di più
Un drumming militaresco, alieno, scarnificato, ripetuto ed ossessivo; fondamentale nella costruzione del suono dei Joy Division...HEART AND SOUL... di più
Repertorio non sempre irresistibile, ma la "svolta italiana" le ha dato qualcosa in più! Anni fa avevo messo 5 stelle, assolutamente fuori luogo. Diciamo che sono legato affettivamente al periodo di "Dimmi come", però artisticamente vale 2,5 stelle. di più
La Cacca di più
Da giorni ascolto il suo ultimo "disco" per colpa di un mio amico che lo fa girare sempre in macchina... Sapevo che faceva "musica" di merda, ma fino a questo punto no... Testi imbarazzanti e poi ha una voce pessima... Come cavolo fa ad avere successo questo?? Bo... I misteri della vita... Fiero di non essere cresciuto con la sua "musica" e con quella dei suoi simili.... di più
Se forse non buttasse il suo talento nel cesso per cantare cagate accalappiafighette... di più
Lo voterei per il reddito di cittadinanza... perché in una democrazia nessuno dev'essere lasciato solo dallo stato a raccattare dalla spazzatura! di più
Il periodo 70-76 è tra i più malsani e affascinanti che si siano mai sentiti sulla faccia della Terra; nell'80 ci fu quell' ulteriore irrobustimento del sound, ornato di tetra epicità grazie alla sublime voce di Dio, e pure il resto è ottimo. Fra i più grandi di sempre, non c'è che dire... di più
Premetto che adoro questa band. In studio fanno la loro figura, dal vivo no! Uno Staropoli velato da effetti registrati di cori e strumenti, un Turilli che più anonimo non si può e un Guers (al basso) che avrebbe potuto anche rimanere in camerino, tanto è inutile il suo strumento. Da salvare l'eccezionale prestazione di Lione ed un furibondo Hozlaw dietro le pelli. Non è un tipo di musica da proporre dal vivo! O almeno, non in questo modo! di più
Perfetto. Tre chitarre che donano più corpo ai pezzi, un Dickinson nettamente superiore alle prestazioni live degli anni ottanta, una scaletta da paura e il pubblico più vasto che la band abbia mai visto. E si fa sentire di brutto! Un plauso per "Sign of the Cross" portata da Bruce a livelli sublimi: il più bel pezzo di questo magistrale concerto! di più
Ottimo a livello esecutivo, ma secondo me già il Maiden England gli è molto superiore, almeno dal punto di vista dell'esecuzione. Qui sarebbe tutto perfetto (con le composizioni che suonano in una veste ancor più grezza e spedita), se non fosse per un Dickinson, dal mio punta di vista, che perde più tempo a urlare e a sgolarsi inutilmente piuttosto che cantare come soltanto lui sa fare. di più
Album che decretò l'effettiva rinascita del gruppo dopo l'ottimo "Permanent Vacation".., La celebre "Love in An Elevator" è ormai un punto fermo dei live della band... Bellissime anche "the Other Side", "Janie's Got A Gun" , ma tutto il disco è su livelli altissimi... di più
Melodico, diretto, intimista. Un pop piacevole e facilmente comprensibile (sopratutto dal punto di vista lirico). L'opener "Non finisce mica il mondo" è uno dei tanti manifesti sonori di Carboni e la delicatezza di "Per tutto il tempo" farebbe allungare un compiaciuto sorriso persino all'uomo più insensibile del pianeta. Carino in genrale, ma in alcuni punti veramente appagante (sempre se sarete in grado di accettare la semplicità della proposta). di più
Fra i capitoli meglio riusciti della Vergine di Ferro. Nonostante lo spiazzante impatto per via dell'uso dei sinth, riesce comunque a convincere appieno. Un connubio di potenza e melodia senza precedenti. La dinamica title-track e l'epica "Alexander the Great" valgono da sole l'acquisto! di più