Copertina di Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand WISH I WEREN’T HERE
caesar666

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Per appassionati di musica sperimentale, fan di martial-industrial e psichedelia, seguaci di albin julius e der blutharsch
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LA RECENSIONE

Albin Julius continua imperterrito a pubblicare dischi con la nuova incarnazione dei Der Blutharsch. Esiste un prima e un dopo nella storia dei Der Blutharsch: la prima fase fu all’insegna di un rigoroso martial-industrial in cui seppero pubblicare dischi di notevole pregio come The Track Of The Hunted e Time Is Thee Enemy anche se, personalmente, ritengo che l’apice creativo sia stato raggiunto con le 2 collaborazioni con i Death In June in Take Care And Control e Operation Hummingbird. Dal 2011, anno dell’uscita di The Story About The Digging Of The Hole And The Hearing Of The Sounds From Hell è avvenuto il cambio di rotta.

Ora esce il nuovo Wish I Weren’t Here: la prima impressione è i nuovi Blutharsch si stiano sempre più avventurando in territori liquidi e psichedelici. L’inizio della prima traccia “Evil” è lento e solenne: sembra di essere all’interno di un tempio mentre gli adepti di un culto dimenticato celebrano riti oscuri più antichi degli uomini. La musica è ossessiva e ripetitiva: il basso pulsante e le chitarre acide accompagnano il canto ieratico di Marthynna, sacerdotessa di questo rituale alieno. La successiva title-track è oscura e minimale: sembra di ascoltare dei Joy Division in acido. “All One” vira invece su sonorità space-rock e psichedeliche che potrebbero ricordare i primi Pink Floyd mentre “Make Me See The Light” è un brano molto rock e deciso. Quello dei Blutharsch attuali è un suono lisergico e primitivo: in alcuni momenti non c’è propria traccia del passato: è come se Albin Julius avesse fatto ”tabula rasa”. Si riconosce un barlume dei vecchi tempi solo per una certa impetuosità e solennità tutta teutonica come nella travolgente “Forgotten”. La conclusiva “O Lord” chiude il cerchio con Marthynna sempre invasata al canto mentre la musica induce visioni acide.

In definitva Wish I Weren’t Here conferma quanto sta facendo ultimamente Albin Julius. Chi ha apprezzatto il nuovo corso comprando questo cd va sul sicuro. Astenersi gli altri. Disponibile su Bandcamp: https://derblutharsch.bandcamp.com/album/wish-i-weren-t-here.

Web: http://www.derblutharsch.com/

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il nuovo album 'Wish I Weren't Here' dei Der Blutharsch, evidenziando l'evoluzione dal martial-industrial a un sound più psichedelico e lisergico. Il disco è caratterizzato da atmosfere solenni e rituali, con influenze che spaziano da Joy Division a Pink Floyd. L'autore apprezza il coraggio artistico di Albin Julius e consiglia l'album a chi già segue questa nuova direzione.

Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand

Progetto austriaco guidato dal compianto Albin Julius, nato come nuova incarnazione dopo i trascorsi martial-industrial. Con questo nome abbraccia una psichedelia liquida e tribale, tra space-rock e kraut, con la voce di Marthynna spesso in primo piano e chitarre acide a dettare il rito.
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