Destrudo
Falx Cerebri

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I Destrudo arrivano nel 2010 a pubblicare il loro secondo demo "Falx Cerebri". Il gruppo si sintonizza sulla lunghezza d'onda del Death Metal più intricato e sperimentale, all'interno della musica della band romana ritroviamo venature Progressive, pennellate vagamente jazzistiche, e forti richiami ai maestri Technichal Death del passato, Cynic su tutti, non parliamo in ogni caso di una band clone, il gruppo ha una sua matrice di originalità e questo si percepisce per tutta la durata del mini-album. I brani sono in tutto quattro di durata medio/lunga. L'unico breve intermezzo è la Title-Track, brano strumentale inferiore ai 3 minuti e forse il più azzardato, un tappeto di chitarre si intreccia con un sax che effettua una cavalcata per tutta la durata del pezzo, sovrapponendosi in maniera quasi stridente alle chitarre, il tutto arricchito da una parte elettronica deviante dal tema principale, forse troppa carne al fuoco, ma gestita in modo assolutamente non banale ed interessante, la sperimentazione è anche questo.

I restanti tre brani "Matter in A Ghost World", "Concussion" e "Lord of War" restano su un piano più strettamente legato al Prog Death, sono tre brani ottimamente suonati ed altrettanto ottimamente composti, il primo di questi è a parere di chi scrive il punto forte del demo, un brano lungo più di 8 minuti che però non stanca mai risultando vario senza perdersi in inutili digressioni. La voce del cantante passa con naturalezza da un cantanto aggressivo ad un Clean piuttosto piacevole, in alcuni intermezzi la voce viene effettata elettronicamente, personalmente mi è tornata subito alla mente la voce di Masvidal in "Focus". Ottime le parti di chitarra sia dal punto di vista del riffing che sotto l'aspetto solistico. La parte ritmica non gode forse del massimo risalto ma non è mai fuori posto ed ogni inserimento risulta calibrato al punto giusto. Strutturalmente simile a "Matter in A Ghost World" è "Lord of War" mentre "Concussion" resta il brano più diretto dell'album, vicino forse ad un Death Metal maggiormente tradizionale che in ogni caso non si distacca dagli aspetti tecnici che risultano evidenti per tutto il disco. Da sottolineare è anche l'ottima produzione dell'album in possesso di un suono pulito e corposo.

In conclusione il demo è veramente buono, forse 4 brani sono pochi per valutare complessivamente un gruppo, ma sicuramente il loro è un ottimo punto di partenza per delle idee future.

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Commenti (Uno)

The Decline
Opera: | Recensione: |
Mi hai incuriosito e me li sono sentiti. Certo che tra Nevermore, assoli di sax, Meshuggah, voci effettate, Opeth, elettronica e tappeti di synth sembra davvero tanta(troppa) la carne al fuoco per 4 soli pezzi.
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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