Copertina di Devildriver The Fury Of Our Maker's Hand
(sic)VII

• Voto:

Per appassionati di metal alternativo, fan dei devildriver, amanti di sonorità aggressive e tecniche, e chi cerca nuovi gruppi emergenti nel metal
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LA RECENSIONE

Anno 2005:

i Devildriver forti del loro ottimo debut-album si ripresentano a noi, con intenzioni invariate: odio, cattiveria e odore di zolfo a catinelle.
La musicalità resta praticamente invariata anche se in questo capitolo i Devildriver si lasciano
andare a qualche leggera, molto leggera, apertura melodica in più, soprattutto nelle intro di alcune song e nella finale title-track.

Madre dell'album è sempre la Roadrunner Records sotto la sapiente guida di Colin Richardson. Il nuovo capitolo è intitolato "The Fury Of Our Maker's Hand" ma quando si passa all'ascolto, l'intro di "End of The Line" ci fa pensare di aver sbagliato gruppo. I Devildriver infatti ci propongono 50 secondi di tranquillità con arpeggi che fanno quasi diventare di buon umore se non fosse che a seguito di questi attimi la batteria nizia a menare e si viene catapultati nell'inferno creato da Dez (che come al solito esordisce con uno dei suoi potentissimi growl) e compagni.

Singolo per questo album è stato scelto "Hold Back The Days" scelta direi azzeccata visto la relativa "orecchiabiltà" (anche se scrivere orecchiabile non è il termine più esatto) del pezzo. Da segnalare sopra le altre "Pole Horse Apocalypse" con un assolo mozzafiato, "Impending Disastre" e "Bear Witness Onto" dai ritmi infernali e "Before The Hangman's Noose" in cui torna alla mente l'omonimo esordio del gruppo.

Per i fan degli esordi sarà un'ottimo ritorno della band, anche se a mio avviso questo album è leggermente inferiore al suo predecessore anche se Dez e soci sono sempre ad ottimi livelli con il singer che non sbaglia un colpo e il resto della band a supportarlo con grande maestria. Per chi invece scoprirà i Devildriver con questo album conosceranno una valida alternativa a tutti i altri gruppi emergenti di questo periodo.

Consiglio personale:
se avete la possibiltà andate ad assistere ad uno show dal vivo dei sopra-recensiti perchè ne vale davvero la pena, sanno coinvolgere come pochi altri gruppi.

Recensed by (sic)VII

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Riassunto del Bot

La recensione di The Fury Of Our Maker’s Hand evidenzia la forza e l’intensità tipiche dei Devildriver, confermate nel loro secondo album. Pur mantenendo il sound aggressivo del debutto, la band introduce leggere aperture melodiche. Il disco è prodotto con cura dalla Roadrunner Records e guidato da Colin Richardson. Canzoni come Hold Back The Days e Pole Horse Apocalypse spiccano in un lavoro molto apprezzato sia dai fan sia dai nuovi ascoltatori, con un consiglio finale di vedere la band dal vivo.

Tracce testi video

02   Driving Down the Darkness (03:52)

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04   Hold Back the Day (04:14)

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07   Pale Horse Apocalypse (04:13)

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09   Impending Disaster (04:09)

10   Bear Witness Unto (04:04)

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11   Before the Hangman's Noose (03:51)

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12   The Fury of Our Maker's Hand (04:51)

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DevilDriver

DevilDriver è un gruppo metal statunitense fondato nel 2002 a Santa Barbara da Dez Fafara (ex Coal Chamber). Il loro suono miscela groove metal con venature death-thrash e melodiche; i primi album su Roadrunner li impongono nella scena, mentre uscite successive dividono la critica.
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