Copertina di Devo Something For Everybody
sfascia carrozze

• Voto:

Per fan dei devo, amanti del synth-pop e della new wave, appassionati di musica alternativa degli anni 80 e 2010
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LA RECENSIONE

Maledetti DEVO!

Vi ascolto da così tanto che non posso non considerarVi una minima ma pur sempre significativa porzione di me, di questa scempiata anima derelitta sulla quale i Vostri sgangherati anthems e i Vostri obliqui pezzi proto-POP hanno contribuito allo stato di perenne idiozia della labile mente.

Sono passati vent’anni dall’ultimo disco in studio, non esattamente imperdibile, dei cinque De(vo)cerebrati di Akron e le speranze per un ritorno quantomeno decoroso non erano esattamente qualificabili al livello di certezza. Dopo un silenzio prossimo all'infinito nell'ultimo lustro hanno ripreso a empire le balere prospicienti i palchi di mezzo globo terracqueo, riportando perlopiù alla luce il materiale primordiale che li ha resi imprescindibili - dal caposaldo “Q: Are We..” al Pop avulso di “Oh, No..” - a tanti.

Cotanto nuovo invitante manicaretto radioattivo, nono album della serie in quasi quarant'anni di discendente carriera, non v'è dubbio che ben poco aggiunga (ma neppure sottrae) a quanto già si sapeva di Loro: pur tuttavia risulta un disco giocoso, frizzante, divertente: portatore sano di spensierate e allegre synth-POP canzoncine che colmano l’aere circumnstante di umori gioiosi et benefici: la teorizzata Devoluzione portata alle proprie più estreme conseguenze.

L’effetto che produce presenta i medesimi risvolti che ingenererebbe l’inatteso incontro con una vecchia (evidentemente non sopita del tutto) fiamma da cui il vile fato ha determinato la scissione; poco importa delle rughe che solcano il volto, alcun peso hanno le occhiaie, il doppio mento: il fatto che entrambi portate sulla gobba quella doppia decade in più e che non tutto sia andato esattamente come ci si attendeva; infatuazione allo stato puro che prescinde da qualsivoglia considerazione spazio-temporale: è in casi come questo che le regole della attrazione (gravitazionale) divengono lettera morta.

Nondimeno poco è dato sapersi sé questo disco sia in grado di dispensare effettivamente qualcosa (di positivo) a tutti: per quanto concerne il solitario neurone che (stoicamente) mi sorveglia, decisamente sì.

E tanto, poco o molto che sia, basta.

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Riassunto del Bot

Dopo vent’anni di assenza, i Devo tornano con 'Something For Everybody', un album giocoso e fresco che rimane fedele al loro stile proto-pop e synth-pop. La recensione esprime affetto e riconoscenza verso il gruppo, celebrando la loro capacità di evocare emozioni pure e spensierate. Pur senza innovazioni radicali, l’album è un gradito e benvenuto ritorno per i fan di lunga data.

Tracce

01   Fresh (02:59)

02   What We Do (03:17)

03   Please Baby Please (02:41)

04   Don't Shoot (I'm a Man) (03:26)

05   Mind Games (02:30)

06   Human Rocket (03:22)

07   Sumthin' (02:46)

08   Step Up (03:00)

09   Cameo (02:49)

10   Later Is Now (03:52)

11   No Place Like Home (03:18)

12   March On (03:50)

13   Watch Us Work It (02:14)

14   Signal Ready (02:06)

15   Let's Get to It (02:56)

Devo

Devo è una band new wave statunitense formatasi ad Akron (Ohio) nel 1973. Celebre per la teoria della de‑evoluzione, l’estetica multimediale e l’uso di elettronica, ha esordito con Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! (1978, prod. Brian Eno) e raggiunto il grande pubblico con Freedom of Choice (1980) e la hit Whip It. Dopo una pausa negli anni ’90, è tornata con Something for Everybody (2010).
12 Recensioni