Discomostro, un nome, una garanzia; dopo 9 anni dall’album di esordio siamo arrivati al quarto capitolo… Oh No!. Non è certo un’affermazione negativa il titolo di questo album, ma in un certo senso è ciò che si può esclamare dopo la fine dei 27 minuti di questo disco, prima di riprodurlo da capo nuovamente. La band capitanata dalla voce di Carlame (ex batterista degli storici Skruigners), il 14 febbraio 2025 ha deciso di fare muovere e pogare le persone ai loro concerti con un nuovo lotto di brani. Il disco in questione si apre con “Nudo”, che con un sound tipicamente punk come ci hanno abituati, mette subito in chiaro le cose; “… non so cantare, ho la faccia di chi ha perso la guerra, ne ho già fatte tante sai, mentre tu ti sistemavi i capelli…”, così canta il buon Carlo, come a rimarcare in maniera goliardica la trentennale esperienza nella scena italiana del punk/hardcore. Una cosa che salta subito all’orecchio, così come in buona parte dei pezzi, è il basso in primo piano; spesso assieme agli strumenti, e spesso con linee funzionali alla ritmica del brano, esso è di un’ottima originalità e trascina l’ascoltatore, specie in ottica live. Tra i momenti più commerciali (se così si può dire) troviamo “Tuttocchei”, pezzo di palese critica alla società contemporanea e all’ipocrisia della stessa; non mancano le frecciatine alla scena politica italiana, ma allo stesso tempo non sono fini a loro stesse. Il disco prosegue con brani di un ottimo tiro come “Peperoni” e la traccia guidata dal basso “Giada”, fino ad approdare in territori più malinconici con “Tornerò”, brano molto groovy e allo stesso tempo di impatto. Il disco, ormai al termine, si conclude con “Cactus” e “Persona”; la scelta nell’ordine delle tracce è super azzeccata: “Cactus” è probabilmente uno dei pezzi più duri e compatti dell’album (reminescenze del periodo Skruigners), mentre “Persona” ha una struttura iniziale di ballad acustica, per poi aprirsi in un blast beat pesante da parte di Manuel alla batteria che conduce il brano alla sezione principale; seppur totalmente diverso come genere, una chiusura del genere in un disco riconduce vagamente alla conclusione di Vulgar Display Of Power dei Pantera con “Hollow”. Complice anche la meditazione introspettiva del testo, che in certi punti ricorda vagamente Battiato, “Persona” non solo è uno dei brani migliori del disco, ma anche dei Discomostro stessi. Per tutto il resto, analizzando l’opera nel complesso, questo è un disco che sicuramente non stravolge la linea presa nei precedenti lavori, ma proprio sulla base di questo tiene testa e conferma la solidità musicale del gruppo. Possiamo affermare che con questo Oh No!, l’eredità artistica degli Skruigners e dei gruppi storici del punk italiano in generale viene assolutamente onorata, e combinandola con elementi provenienti dalla scena contemporanea, le viene resa giustizia nella maniera migliore. Le sonorità nel complesso meno pesanti rispetto al precedente Mostropatia sono sicuramente qualcosa che faranno storcere il naso agli amanti dell’hardcore punk più cattivo, ma, guardando all’intento musicale del gruppo, è una mossa sicuramente azzeccata per non ricadere nell’anacronistico. Sicuramente una delle migliori uscite del 2025 di questo genere.
Brani migliori: “Nudo”, “Tuttocchei”, “Tornerò”, “Persona”.
Il Mostro ora non è più davanti a noi, è fra noi.
Oh No! è già un classico.