Il classico "vaso di coccio" in mezzo ai due vasi di ferro: con questa locazione potremmo meglio descrivere il secondo lavoro di Ditonellapiaga/Margherita uscito esattamente 2 anni dopo la pubblicazione del buonissimo album di esordio "Camouflage" e della sua ottima prima apparizione a Sanremo nel 2022 con il celeberrimo "Chimica".
Che l'ottima Margherita rappresenti senza dubbio, al di là dei propri gusti soggettivi, un'Artista con la maiuscola poliedrica, versatile, imprevedibile e capace di passare con una certa abilità da un repetorio ElettroPop senza compromessi a uno decisamente più Soul/Jazz (Amy Winehouse docet) è fatto alquanto assodato, a mio parere, anche se in questo "Flash", in realtà, la parte più cantautorale viene decisamente privilegiata rispetto a quella più prettamente teatrale (pur se ancora abbastanza presente in alcune tracce).
Si parte con "Ti Dirò", pezzo che vede come protagoniste le chitarre Rock mescolate sapientemente con una base elettronica ben congegnata con il solito timbro caldo della cantautrice a fare il suo buon lavoro, quasi quasi ricordando alla lontana, addirittura, una qualche composizione dei primi Radiohead in alcuni brevi passaggi.
Il seguito del platter cerca di offrire, con risultati alterni, "piatti", per così dire, di ogni tipo: per esempio, il "featuring" con i (fu) Coma_Cose in "DNA" è il famoso "vorrei ma non posso" in cui tutto scorre bene o male piacevolmente, ma senza quella "scintilla creativa" che potrebbe rendere la canzone in questione un pochino di più della risicata sufficienza.
Migliori risultati, invece, si hanno con le due ballad "Fossi Come Te" e, soprattutto, con "Come Prima" in collaborazione con il buon Fulminacci: emtrambe hanno carattere molto intimista e sono la plastica raffigurazione dell'altra faccia di Ditonellapiaga; quella, cioè, della giovane donna Margherita in preda a sentimenti contrastanti circa l'amore verso una persona da lei immaginata o, più metaforicamente, verso se stessa con quella punta di nostalgia mista ad amarezza che lascia l'ascoltatore con un senso di empatia e persino di commozione nei confronti della protagonista stessa.
C'è però spazio, come detto, ad alcuni brani Pop/Dance di grande qualità e di irriverenza assoluta, come nel caso di "È Tutto Vero" con un testo che fa decisamente...politica fin dai primissimi versi: "Dici che ho il cuore più neutrale della Svizzera / La mia vagina è liberale e fa politica" e rappresenta uno dei punti più alti dell'album.
Anche "Mary" è un altro ottimo pezzo Pop/Dance dove il testo è scritto a sei mani con Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista e narra in modo tenero quanto al tempo stesso esplosivo di una ragazza immaginaria di nome Mary che a soli 16 anni scopre il piacere della famosa "prima volta" insieme a una persona la fa letteralmente volare fin verso "orbite celesti e nuvole", parafrasando uno dei versi della canzone.
Carina ma nulla più la collaborazione con Gaia in "Una" dove viene proposta una sorta di Bossa Nova semi-elettronica piacevole, ma con una prova vocale da parte di entrambe un pochino sottotono.
"Tu Con Me Hai Chiuso" è, invece, un pezzo molto radiofonico che scorre placidamente come le acque del Tevere da lei raffigurate nel testo, ma anch'esso senza lasciare particolarmente il segno.
"Non Resisto" e "Pazza Di Me", a conclusione dell'album, sono entrambi pezzi sempre all'insegna dell'ElettroPop, anche se, purtroppo, abbastanza scialbi: il primo, nonostante il "feat" con Whitemary, una delle artiste di musica elettronica più in voga del momento, nulla aggiunge né toglie al resto dell'opera complessiva; il secondo, per contro, vede Margherita/Ditonellapiaga sperimentare per la prima volta nella sua produzione l'autotune con risultati, tuttavia, rivedibili e che, in particolare, non rendono affatto giustizia alla sua così brillante "pasta vocale" di cui è dotata.
Il risultato finale è un lavoro certamente buono/buonissimo in alcuni fragenti e, pertanto, non totalmente da buttare via, cui fanno da contraltare altri momenti dove la cantautrice di Roma quartiere Prati sembra avere una certa crisi di identità sia personale sia artistica. Ma fu proprio da questo momento di "impasse" che poi è nata la recente "Miss Italia" e il resto, come si dice, è stata storia specie con il Sanremo di quest'anno.