Copertina di DNA Last Live at CBGB's
BertrandRussell

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, fan del no wave, cultori della scena underground anni '80, collezionisti di vinili rari, musicisti e critici musicali
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LA RECENSIONE

Come spesso accade, John Zorn, oltre che essere un degnissimo sassofonista/frontman/dittatore per innumerevoli band di orientamento avant-klezmer-noise-metal (...), si cimenta nello scovare artisti dei panorami musicali affini al suo, allo scopo di pubblicarne le opere. Ora che la sua casa discografica di riferimento è la Tzadik, ad alcuni progetti passati - e in questo caso, all'etichetta Avant, che pubblicò tre LP dei Naked City - è difficile arrivarci attraverso il classico negozio di dischi. Ci vuole pazienza, e la voglia di spendere svariati euro, per queste maledette edizioni giapponesi.

Però, insomma, dopo un volo intercontinentale, il disco arrivò dritto dritto nel lettore cd della mia cameretta, con il suo scarsissimo minutaggio (29 minuti) e con le mie aspettative, gonfie come poche volte. Un disco dei DNA non si vede spesso in giro, e io non li avevo mai ascoltati prima. Ebbene, l'effetto fu spiazzante: un incrocio tra Derek Bailey, gli Einstürzende Neubauten più astratti del primissimo periodo e la concisione dei Ramones. La registrazione è molto pulita, forse anche troppo per testimoniare un qualcosa di selvaggio e scarno. I tre DNA sono Arto Lindsay, nato in Virginia, ma brasiliano di adozione, Tim Wright, bassista preso in prestito dai Pere Ubu, e Ikue Mori, in versione batterista prima della conversione al laptop. Tutti e tre, a distanza di decenni da quella sera del 25 giugno 1982, mostri sacri. L'idea è questa: Ikue Mori e Wright "sostengono" i pezzi, rendendoli minimamente formati, mentre Lindsay cerca di distruggere il tutto con i suoi lirismi cacofonici (sia vocali che chitarristici).

La parola d'ordine è fare spazio a qualcosa che (allora) era nuovo, e sottolineano con forza il concetto: "Newest Fastest", "New New", "Brand New", New Fast", "New Low"... Spigolosità, rabbia, atonalità forzata, ritmi per niente rock, ma al 100% selvaggi, alla ricerca del suono "senza onde", o No Wave. La città, New York, era quella in cui, in quei mesi, circolavano band del calibro di Sonic Youth, Swans, o maestri del rumore sinfonico come Glenn Branca. Se vogliamo, una risposta meno intellettuale rispetto a quella degli europei Einstürzende Neubauten e Throbbing Gristle, ma più ruvida, diretta. De gustibus, a me piacciono entrambe le versioni di quella (breve) corsa all'esistenzialismo-nichilismo musicale.

Dare un voto, qui, è abbastanza complicato, per una serie di fattori che ho già sostanzialmente elencato: poco materiale (eppure, nel 1993, questo era il documento più lungo dei DNA!), ed una innata simpatia per Arto Lindsay e per i suoi eclettismi (Golden Palominos, Ambitious Lovers), per cui mi tengo su un tre stellette e mezzo-quattro, contenti?

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album "Last Live at CBGB's" dei DNA, un riferimento cruciale nel panorama No Wave e sperimentale, registrato nel 1982. Pur essendo breve, l'opera mostra un mix unico di caos e controllo, con Arto Lindsay, Ikue Mori e Tim Wright protagonisti. La critica evidenzia la qualità della registrazione, il valore storico e artistico del disco e l'influenza della scena musicale di New York in quegli anni. Il rating dato è di 4 stelle su 5, riconoscendo rarità e innovazione.

Tracce

01   Newest Fastest (01:37)

02   5:30 (01:12)

03   Detach (01:35)

04   New New (03:11)

05   32123 (01:13)

06   Brand New (03:16)

07   Horse (03:13)

08   Forgery (01:01)

09   New Fast (01:16)

10   Blonde Redhead (01:50)

11   Action (01:08)

12   Marshall (02:11)

13   Lying on the Sofa of Life (02:14)

14   New Low (01:47)

15   Calling to Phone (02:24)

DNA

DNA è un trio no wave di New York attivo dal 1978 al 1982, formato da Arto Lindsay (chitarra, voce), Ikue Mori (batteria) e, dopo i primi mesi con Robin Crutchfield, Tim Wright (basso). Partecipò alla compilation No New York curata da Brian Eno e pubblicò l'EP A Taste of DNA.
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