Copertina di Doctor Midnight & The Mercy Cult I Declare: Treason
ilTrattoreRagno

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Per appassionati di heavy metal, industrial metal, fan di turbonegro, amanti della musica alternativa e dello shock rock.
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LA RECENSIONE

Ed ecco a voi il Doctor Midnight: Hank Von Helvete.

Che cazzo ci fa di nuovo in una band? Solo lui lo sa. Ha abbandonato i Turbonegro (che comunque eran un paio di dischi che tiravan la cinghia) dicendo che, dopo essersi disintossicato da alcol e drogame vario, non avrebbe potuto mantenere le sue aspettative da musicista. Eh? E infatti rieccolo qui. Ma..no more denim. Chiuse le erezioni da cobra al soldo della Turbojugend mondiale e aperto il capitolo del Culto della Compassione. Attorno al focolare si riuniscono personaggi come il KMFDMiano Tim Skold e il Satyriconiaco Anders Odden e gettano nel fuoco ciò che hanno di più caro.

"Sign My Name" è una legnata micidiale, le chitarre sono saturissime, è un heavy metal alieno e cubico quello che ci attende in questo disco è evidente, Hank apre la bocca liberando lo spirito di Alice Cooper attraverso un anthem bestiale che si conclude con un'armonizzazione heavy eighties che levati. L'anima metallicoindustriale di Skold non tarda a farsi sentire sulla veemente "Bleed Idiot Bleed" , tirata psicotica di chitarre elettrificate all'estremo, da cui emerge un bel rigurgito di basso che si schianta in un ritornello ferale e si apre ancor di più sul successivo bridge disperato che mostra tutta l'anima da fabbrica Skoldiana, muovendosi viscido sotto chitarre e batteria. Ed entra in scena uno spooky shock rock incazzatissimo con il singolo "(Don't) Waste It", che striscia sotto la soglia del dolore e si apre in un ritornello aperto e stonato al punto giusto, c'è ancora del denim nel sangue del nostro, e la parte centrale della canzone è una costola dei Black Sabbath della campana a morto. E il loro spettro, il loro gene mutato, stagna nella doomy "OK (We're Just About To Die)" con la voce recita l'omelia finale. E il mostro a due teste, una con le fattezze di King Diamond, l'altra con stampigliato su il nome Ministry, di "Misconception" fa spavento, la strofa è uno stomp bastardo, le chitarre tagliano la faccia come sei corde punk infottate dall'odio, e tirano sul gas di una macchina impazzita che perde completamente la testa sulla rabbia implosiva della semi-storta"Revenge" che sembra qui per fare il verso al signor Satyr.

Questo è un ibrido mostruoso che va osservato a lungo. E se ha fatto prendere bene un fan dei Turbonegro (che, Hank a parte, qui non c'azzeccano un cazzo) come me è tutto dire. Vi basta? 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ritorno di Hank Von Helvete con Doctor Midnight & The Mercy Cult, un progetto che mescola heavy metal, industrial e shock rock in modo potente e originale. Il disco si presenta come un ibrido sonoro energico, con riff saturi e atmosfere oscure che catturano l'ascoltatore. La critica evidenzia la qualità compositiva e la forza delle singole tracce, consigliando l'album agli appassionati del genere e ai fan delle esperienze musicali fuori dagli schemi.

Tracce

01   You Are God - Intro (01:23)

02   Sign My Name (04:37)

03   I Declare: Treason (04:17)

04   Bleed Idiot Bleed (04:01)

05   (Don't) Waste It (04:06)

06   Blame Is The Game (04:09)

07   OK (We're Just About To Die) (04:15)

08   Misconception (03:34)

09   Glory (Throw The Axe) (04:37)

10   Revenge (04:16)

11   Victorious (04:23)

12   Smile (03:13)

Doctor Midnight & The Mercy Cult

Supergruppo formato nel 2011 con il cantante Hank von Helvete; nel progetto sono coinvolti musicisti come Tim Sköld e Anders Odden. Hanno pubblicato l'album I Declare: Treason (2011).
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