Copertina di Domenico Modugno Domenico Modugno
Spoonful

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Per appassionati di musica italiana classica, studiosi di cultura musicale, fan di modugno e persone interessate alla storia del cantautorato italiano.
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LA RECENSIONE

Stavolta faccio il salto piu lungo della gamba. Che Domenico Modugno meritasse un recensore di ben altro spessore è quasi scontato, ma siete VOI DEBASERIANI ad averlo voluto, lasciando la sua pagina vuota di recensioni...Ci sarebbe stato da piangere...

Senza troppi fronzoli e troppi giri di parole, Domenico Modugno è stato il pilastro della canzone Italiana degli anni 50 e oltre. E' stato colui che, attraverso varie sperimentazioni e varie trasformazioni, ha modellato la canzone Italiana fino ad allora lontana dai canoni odierni fino ad incanalarla nei binari a noi piu familiari. In parole povere, se oggi posso recensire il Giardino dei Semplici e Franco Simone, il merito è anche suo (e della gentile redazione di Debaser). Non solo canzoni: il nostro Domenico, di origini Pugliesi, si è ben mosso anche attraverso il cinema e la televisione, risultando un personaggio a dir poco completo, per non parlare della sua carriera da regista e addirittura della sua parentesi politica. La sua passione nasce quando era giovanissimo. Si innamora del cinema Italiano e inizia a strimpellare la chitarra regalatagli dal padre. Un inizio difficile, che lo vede prima impegnarsi in lavori precari, poi arruolarsi. La sua figura si concretizza negli anni 50, divenendo la celebre icona che noi oggi conosciamo, il ragazzone dai baffi e dalla voce imperiosa, lo sciupafemmine di Polignano a Mare, insomma, la figura cardine della canzone Italiana. La sua prima passione fu il cinema, e in importanti film partecipò nell'inizio della decade, come 'Filumena Marturano' nel 1951 e 'I pompieri di Viggiù' del 1949. Ma fu solo cantando la canzone 'Ninna nanna' nel film 'Carica Erotica' che al nostro si aprirono le porte della musica e della radiofonia in generale. Gli inizi discografici sono contraddistinti da canzoni di stampo popolare, cantate sopratutto in dialetto siciliano, al punto da tradire forse la sua terra, a detta di qualcuno. Accompagnamenti scarni, generalmente canzoni accompagnate solo da una chitarra acustica, le prime composizioni di Domenico, che gli permisero di ritagliarsi uno spazio tale da non solo pubblicare i primi dischi, ma anche di partecipare alle prime edizioni di Sanremo.

Fu il 1956 la prima partecipazione al Festival, col brano 'Musetto', classificatosi sesto. Ma non fu importante, dal momento che da quell'annata iniziarono ad uscire fuori tutti i grandi successi del cantautore (che ricordiamo essere il primo cantautore ad aver mai partecipato al Festival di Sanremo, portandosi con se qualcosa di completamente proprio). Circa due anni dopo la musica italiana cambiò di colpo. Con la seconda partecipazione a Sanremo insieme a Johnny Dorelli, nasce 'Nel Blu Dipinto Di Blu', volgarmente chiamata anche 'Volare'. Ora, non è mia intenzione sembrare esagerato, ma si tratta indubbiamente della canzone Italiana per eccellenza. Conosciuta ormai in tutto il mondo, sulle bocche di grandi e piccini, risultò di un originalità strabiliante. Sembra che il testo sia venuto in mente al cantautore mentre guardava il cielo fuori dalla finestra insieme alla moglie. Evidenziare il testo, sembra quasi una presa in giro, troppo conosciuto. Rielaborato da artisti di ogni epoca e nazionalità, risultò (ovviamente) vincitore di Sanremo 1958. Festival che Domenico rivinse l'anno successivo con 'Piove', bellissimo brano d'addio verso l'amata, meno conosciuto del precedente brano con cui vinse la manifestazione ma pur sempre una delle canzoni 'guida' del panorama musicale leggero. A rendere il tutto piu magico, quasi 'epico', la bellissima e imponente voce, che definirei unica, di Domenico (Ciao ciao bambina/ un bacio ancora/ e poi per sempre ti perderò). In questo frangente Domenico raggiunge una popolarità tale da tenere del tour internazionali arrivando addirittura agli Stati Uniti. Nel frattempo non dimenticò la sua vena cinematografica, piu volte mista a quella musicale, cantando all'interno di numerosi film. Da ricordare 'Lazzarella' del 1957 e nel ruolo di Gaetano nel film 'Io Mammeta e Tu', il casanova che si innamora della madre del suo migliore amico nelle vesti di un Turco. Proprio per quel film cantò la famosa 'Io Mammeta e Tu' in dialetto Napoletano.

Pur non partecipando a Sanremo molto risalto ebbe 'Vecchio in frac', quella che amo definire la capostipite della scuola cantautorale Italiana, una classica storia narrata in stile ballata solo voce e chitarra acustica. La storia è quella di un uomo apparentemente misterioso con un frac, l'abito, e un cilindro. Si tratta di una figura dipinta come quasi un fantasma, la storia culmina col suicidio di quest ultimo (Galleggiando dolcemente /e lasciandosi cullare/ se ne scende lentamente/ sotto i ponti e verso il mare). 'Adieau, adieau, adieau' grida l'uomo mentre si lascia abbandonare al suicidio, suicidio contestato dalla censura che ebbe da ridire sulla parte finale del brano. Raccontò lo stesso Modugno che la storia si rifà al principe Raimondo Lanza di Trabia, suicidatosi giovane buttandosi dalla finestra.

La grandezza di Domenico Modugno scaturisce dal suo essere un personaggio a 360 gradi. Non solo grande musicista e attore, ma anche discreto poeta. Collaborò con Salvatore Quasimodo e fu amico di Eugenio Montale. Non solo; Modugno vantò anche la partecipazione ad eventi politici, quali alcuni riguardanti il Cile e l'allora dittatore Pinochet. Un personaggio a tutto tondo, un vero e proprio pilastro della canzone Italiana e non solo, giustamente definito come il padre di cio che sarebbe poi venuto. Senza di lui la forma canzone non sarebbe stata forse la stessa che conosciamo oggi, il suo contributo è stato essenziale. Ora, per ovvi motivi è impossibile soffermarsi sulla discografia/filmografia del personaggio evidenziando tutti i brani/film che meriterebbero, ma almeno dare un'occhiata ai piu fondamentali era necessario. La sua discografia, a tratti sconfinata, vanta ben 7 omonimi, anche se c'è da dire che ad un occhiata veloce piu che dischi sembrano delle vere e proprie raccolte di brani piu in 'voga'. Gli stessi potevano ripetersi in piu dischi. Forse il piu completo sotto questo punto di vista è l'omonimo del 1958, anno in cui iniziò la fama internazionale del ragazzo Pugliese, contenente, oltre i grandi classici, brani come 'Lu Minaturi' o 'Lazzarella'. Erano inizialmente brani prettamente in dialetto, in genere Siciliani, che qualcosa devono alla tradizione Naturalistica di Giovanni Verga, poichè molto basati sul quotidiano e sull' onnipresenza dello scrittore, che mai esprime giudizi. Segue cosi una strepitosa serie di dischi che si interrompe bruscamente solo nel 1984, anno in cui Modugno fu colpito da un ictus che compromise la sua vita artistica per sempre. Commovente la sua partecipazione come guest star a Sanremo 1976, in un epoca in cui, ormai gia leggermente in la con gli anni, entrò in scena con una chitarra, cantando i suoi brani classici, con un aria quasi paterna nei confronti dei giovani che si destreggiavano tra una canzone e l'altra. Con quell'aria come a dire 'ragazzi, se voi siete qui un po di merito è anche mio'. Era un epoca in cui Domenico aveva gia dato di tutto e di piu, pur non venendo mai dimenticato dal pubblico Italiano. Morì nel 1994, lasciando un vuoto nella canzone Italiana incolmabile. A ricordarlo giovane e forte come un tempo, una stupenda statua nella sua Polignano a Mare, raffigurante il cantautore con le braccia aperte in segno di gratitudine verso il pubblico.

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Riassunto del Bot

Questa recensione celebra Domenico Modugno come il pilastro della canzone italiana degli anni '50 e oltre. Attraverso sperimentazioni e impegno artistico, Modugno ha dato forma al moderno panorama musicale italiano con successi immortali come 'Volare'. La sua carriera si estende anche al cinema e alla politica, rafforzando la sua figura di artista completo. L'album omonimo del 1958 rappresenta un esempio chiave della sua opera. La recensione rappresenta un omaggio alla sua eredità indelebile e al ruolo di innovatore che ha avuto.

Tracce testi video

01   Vecchio frack (04:30)

02   Nel blu dipinto di blu (03:38)

03   Piove (Ciao ciao bambina) (03:06)

Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
E poi per sempre ti perderò
Come una fiaba, l'amore passa
C'era una volta poi non c'è più

Cos'è che trema sul tuo vizino
È pioggia o pianto dimmi cos'è
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove piove sul nostro amor

Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
E poi per sempre ti perderò
Come una fiaba, l'amore passa
C'era una volta poi non c'è più

Ciao, ciao, bambina, non ti voltare
Non posso dirti rimani ancor
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove piove sul nostro amor

04   Musetto (03:32)

05   Resta cu'mme (03:43)

06   Addio... addio (03:29)

07   Marinai donne e guai (02:55)

08   Strada 'nfosa (03:47)

09   Lazzarella (03:11)

10   Libero (02:54)

11   Tu si 'na cosa grande (03:33)

12   Lu pisci spada (03:11)

13   'O ccaffè (02:37)

14   La donna riccia (02:23)

15   Pasqualino maragià (03:13)

16   Io mammeta e tu (03:57)

18   Stasera pago io (03:23)

Domenico Modugno

Domenico Modugno (Polignano a Mare, 9 gennaio 1928 – Lampedusa, 6 agosto 1994) è stato cantautore, attore, regista e politico italiano. Icona della canzone italiana, ha conquistato fama mondiale con Nel blu dipinto di blu (Volare), ha vinto Sanremo nel 1958 e 1959 e ha segnato in modo decisivo la forma-canzone del dopoguerra.
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