Copertina di Donald Byrd Ethiopian Knights
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Per appassionati di jazz, funk e groove, ascoltatori di musica vintage anni '70, amanti del talento strumentale e delle sonorità sincopate
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LA RECENSIONE

Giravolteggevolmente.

Un qualche dio del groove deve aver baciato o quantomeno carezzato, in un giorno pressappoco indefinito degli inizi della settima decade del secolo duodecimo, il trombettista di Detroit Donald Byrd, hardbopper della prima ora e funkeggiatore glitterato della seconda.

(Allo snodo tra i due, tra il pre-bacio-del-dio-del-groove ed il post-bacio-del-dio-del-groove, cavalieri etiopi fanno mossette.)

Amorevolmente & a calci in culo, s'intende.

Fatto sta che ha funzionato.

Fatto sta, anche ammettendo che un dio del groove non esista, che Byrd se n'è escito ex abrupto (l'anno prima del [aggiungere aggettivo esagerato] H. H. di H. H.) con questo agile dischetto, pesantemente sincopato e di tastiere ornato, veleggiante a spron battuto e di buona lena, oggetto cont(ro)undente da metter sù, in rigoroso atteggiamento auricolare di chi tace e ascolta, per smuovere ogni possibile culo.

Attendere seduti che cambi il mondo non è certo come smuoverlo e sconquassarlo dal di dentro, il culo ondeggiande del mondo: meglio segnarne con volo funky l'orizzonte e far di tutto per non restarsene fermi a braccia conserte.

Seguiva la moda? Ecchissenefrega.

L'imperatore (il Negus) d'Etiopia ha richiamato uno stuolo di bellimbusti, tutt'aduntratto, salterini & danzerecci. Fischiando: orsù.

Fremete una mezz'oretta con loro, vedrete che giravolteggiamento.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album Ethiopian Knights di Donald Byrd come un'opera vibrante e sincopata che fonde il funk e l'hard bop con un groove irresistibile. Il testo sottolinea la capacità dell'album di scuotere e coinvolgere l'ascoltatore, superando mode e tendenze. Byrd viene descritto come un artista capace di reinventarsi con energia e talento, regalando un'esperienza musicale coinvolgente e senza tempo.

Tracce

01   The Emperor (15:40)

02   Jamie (04:00)

03   The Little Rasti (17:44)

Donald Byrd

Donald Byrd (1932–2013) è stato un trombettista jazz statunitense nato a Detroit. Figura di spicco della Blue Note, passò dall’hard bop degli anni ’50–’60 al jazz-funk dei ’70 con Black Byrd (prodotto dai Mizell Brothers), album di grande successo. Fu anche docente universitario e mentore di giovani musicisti.
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