I Dream Theater: una garanzia. Grandi in studio, grandi nei live. Potrei lodare all'infinito i miei dioli, ma quando esagerano e toppano di brutto, bisogna ammetterlo. E questa coverizzazione del celebre "Master Of Puppets" è una reale inutilità se non fosse per pochi aspetti positivi.
Gli aspetti positivi? I membri originali dei Dream Theater. Ovvero: Mike Portnoy, John Petrucci e John Myung. Sono loro che tengono duro durante il concerto e gli unici che lo rendono godibile.
Portnoy non sbaglia un colpo di batteria, sembra che non si sforzi neanche. In fondo le parti di batteria di questo capolavoro in confronto alle sue sono semplice allenamento. Myung fa il suo solito lavoro, zitto e fermo violenta il suo basso. Petrucci come sempre è superlativo: gli assoli li esegue perfetti, con qualche variazione e da solo potrebbe coprire i due chitarristi dei Metallica, con il suo suono potente e con la sua tecnica sovraumana.
Ma gli altri aspetti dolenti sono quelli che pesano di più: un LaBrie che non c'entra niente con i Metallica. La sua voce, per quanto stupenda nell'ambiente Dream Theater, oltre che davvero fuori luogo e poco cattiva per un disco così, è anche in profonda difficoltà, a volte stona,a volte non ci arriva, a volte si ferma. E poi Rudess. Grande tastierista, ma le sue parti di tastiera mi sembrano fuori luogo e rovinano quanto di straordinario stanno facendo quei tre mostri lì.
"Battery" scialba, "Master Of Puppets" appena decente, "The Thing That Should Not Be" rovinata da Labrie che canta malissimo. La vera perla è forse "Orion", vista la natura strumentale è forse la più congeniale per il teatro dei Sogni. Ed esce bene anche perchè non c'è Labrie che canta. "Damage Inc." invece continua la seria nera.
Non lo capisco, va benissimo coverizzare i dischi storici del metal e del rock. Ma non si rendono conto di averne le capacità ma non i mezzi. Senza Rudess e con un cantante più aggressivo sarebbe stata un'esibizione memorabile, così com'è è inascoltabile.