Copertina di Drive Like Jehu Drive Like Jehu
Battlegods

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Per appassionati di musica alternativa, fan di hardcore, post punk e noise rock, ascoltatori di sonorità anni '90 innovative
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LA RECENSIONE

I padri degli emo?

No. E' scuola hardcore. Dischi da toccare con le mani velate.

Canzoni sguaiate e sorridenti contro la nostra faccia perbenista. Nessuna band, nel 1991, del panorama noise hardcore, fondeva divinamente anni 70 e presente.

Ma cè anche futuro.

Basso quadrato e preciso che segna la strada maestra da seguire. La voce di Rick Farr è martoriata e angosciata, nello stesso tempo ricca di pathos e anima, due elementi ancora presenti nella musica dei Nineties.

Molta gente si impelagava nel math rock e nello slow core, ma solo Codeine, Low, Bitch Magnet e Don Caballero potevano sentirsi soddisfatti. Loro si, che avevano contraddistinto questa decade culturale.

Album che può interessare pure i fan di Steely Dan. Ci trovi di tutto. Rock'n'roll, manifesti del genere, il brano controcorrente e qualche vuoto a perdere ("Good Luck In Jail" e "Step On Chameleon").

Su "Future Home Of Stucco Monstrousity" si impanicano in una direzione che non gli appartiene. Forse volevano farsi vedere fighi con qualche "Don Cabarellata" percussiva. L'orginalità la si trova per fortuna in "Spikes To You", lezione formidabile di come non si deve fare per forza caos. Solo i Sonic di "Goo" riusciranno a combaciare armonia, delirio e compostezza. Quest'ultima deriva precisamente dalla jam acida della West Coast, mamma spirituale di tanti chitarristi degli Ottanta.

"O Pencil Sharp" sta a significare che questo album non ha solo l'arroganza di mostrare un genere soltanto. La bellezza sta nella ricchezza. Allora beccatevi l'agonia di dieci minuti colorati di buio. Inizio minimale, tetro, con piccole sterzate di no wave con la chitarra. Dopo cinque minuti ci si scontra con il saturo mantra del fuzz.

Altri spunti sorprendenti sono "Turn It Off", lotta tra panico e pace interiore, e le anthemiche "Caress" e "If It Kills You". Queste ultime due sono le carti vincenti dei Drive Like Jehu. La prima inaugura l'esordio con lo scontro tra feedback, noise e la disperazione di Farr. La seconda è impreziosita da un basso sapiente di post punk e dalla maestria camaleontica tutto l'ensamble.

Ora fate leggere le orecchie.

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Riassunto del Bot

Drive Like Jehu è un album hardcore carico di energia e innovazione, capace di fondere anni '70 con sonorità moderne. La voce intensa di Rick Farr e l'originalità dei brani come 'Spikes To You' e 'If It Kills You' lo rendono un classico del post punk e noise rock. Un disco che spazia tra caos e armonia, dimostrando grande ricchezza musicale e pathos.

Tracce testi

01   Caress (00:00)

03   Step On Chameleon (00:00)

Leggi il testo

04   O Pencil Sharp (00:00)

06   If It Kills You (00:00)

07   Good Luck In Jail (00:00)

08   Turn It Off (00:00)

09   Future Home Of Stucco Monstrosity (00:00)

Drive Like Jehu

Drive Like Jehu sono un gruppo post-hardcore di San Diego, formato da John Reis e Rick Froberg con Mike Kennedy e Mark Trombino. Attivi soprattutto nei primi anni ’90, hanno pubblicato due album fondamentali, influenzando post-hardcore, emo e math rock; reunion dal 2014 al 2016.
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