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Dua Lipa
Future Nostalgia

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Voto:

«Vieni in disco con noi sta sera?»
«No, mamma non vuole...(-_-)»
«Ma dai! Esci di nascosto dalla finestra, no? (^v^) L'hai già fatto altre volte»
«Vero...ma se sta volta mi scoprono? (°o°)»
«Che te ne frega, sarai in pista già da un pezzo ;)»
«Va bene...vengo»
«(^-^)»
«Non vedo l'ora di vederti <3 <3 <3»
«Anch'io <3 <3»
La ragazza lasciò l'Iphone sul comodino ed aprì l'armadio. Indossò il vestito corto, quello zeppo si lustrini. Afferrò la pelliccia, mise lo smartphone nella borsetta ed uscì dalla finestra.

Mai avrei immaginato di scrivere una recensione (positiva tra l'altro) di una produzione di Dua Lipa. L'album precedente non l'ho nemmeno ascoltato a dirla tutta, ma, a causa di quei due-tre singoli martellanti di qualche anno fa, avevo già capito l'andazzo. Eccola: Dua Lipa, la tipica Pop-star da quattro (milamilioni di) soldi che compone pezzi con uno stampino preso in prestito da altre 100 Pop-star contemporanee. Forse avevo ragione, forse no, frega poco. Fatto sta che questo "Future Nostalgia", invece, mi ha proprio colpito. Un po' perché sono un discofilo fissato con il sound vintage e con il basso che fa *dum-dum-slap-dumme-dum-slap* e un po' perchè è veramente un' opera interessante. il suo aspetto più notevole si può proprio trovare nelle linee di basso (derivative ma mai troppo banali) ed anche dalla voce, graffiante e tutt'altro che fastidiosa, della cantante.

Alcune tracce deboline ci sono: non mi dice nulla "Cool" per dirne una, oppure "Good in Bed" che, nonostante quel tocco Swing-eggiante che potrebbe intrigare, è un pochetto scialba. Ma per il resto è tutto un danzare e un dondolare la testa fino allo sfinimento. La Title-track "Future Nostalgia", è il manifesto perfetto per comprendere l'idea dietro, e attorno, l'album. "Levitating" e "Love Again" sono due canzoni che ricordano l'ultimo lavoro dei Daft Punk e lo fanno bene. I due singoli di punta, "Don't Start Now" e "Break my Heart", hanno delle linee di basso Groovy, stimolanti e che non si sentivano da un bel po' nel mondo Pop. "Pretty Please", pur essendo la canzone forse più moderna delle 11 del disco, è affascinante e sorprendentemente piacevole. Ed ascoltando bene, si potrebbe riuscire perfino a sentire Madonna e Lady Gaga scrivere in un club, dopo 200 Long Island, "Physical" e "Hallucinate" prestandole a Dua Lipa che, non contenta, le modifica facendole sue. Infine "Boys Will Be Boys", finale tranquillone che mi ha ricordato alla lontana qualche ballad di Us di Peter Gabriel, che termina discretamente l'album.

Insomma, tirando le somme. "Future Nostalgia", non è sicuramente una composizione di Bach, non è un disco di Frank Zappa e nemmeno un album degli Earth, Wind and Fire...non è nulla di eclatante. Però è un disco fresco (seppur "nostalgico"), solare, allegro, che ti fa passare dei bei 37 minuti. Che quando inizi ad ascoltare una canzone devi per forza ascoltarle tutte. Che, si spera, faccia venir voglia ad altri artisti di esplorare (ri-esplorare) quella dance music, un po' Funky e un bel po' Pop, per portarla nel 21° secolo, adattarla bene ai tempi e (perché no?) migliorarla.

Vi lascio che vado ad ascoltare un po' di basso che fa *dum-dum-slap-dumme-dum-slap*

Commenti (Diciassette)

Hank Monk
Hank Monk
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Bella. Di lei avrò sicuramente sentito qualcosa ma mai associato.
In qualche locale ho visto dei suoi video ma in mute ..la ricordo perchè è bellissima però :P e perche mi faceva notare un mio amico albanese che è montenegrina


Hank Monk
Hank Monk
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Recensione:
Seh vabè...kosovara pardon


Carlos
Carlos
Opera:
Recensione:
Fosse montenegrina te la ricorderesti ancora di più allora Hank. Se non è chiaro quello che dico passa qualche giorno dalle parti di Budva...
Musicalmente sta roba è è rimane immondizia.
Ho letto qualche giorno fa un articolo su un post para-nazionalista della cantante. Spero l'abbia fatto con ignoranza, ma conoscendo le sue origini e gli scazzi politici in corso la vedo dura.


Hank Monk: Me la ricordi prevalentemente perchè è veramente bella (come son signore).
Para azionalistico in che senso?
Cmq nei Balcani sono tutti nazionalisti (io nn lo vedo come un difetto) soprattutto visto quello che han passato nei 90.
Per dire gli albanesi che conosco odiano "follementr" serbi e greci e da ubriachi si mettono a cantare canzoni militari anti serbi
Hank Monk: Spè, odiare gli altri ovviamente lo trovo sbagliato. Essere più patriottici di come siamo noi invece nn lo trovo sbagliato
Lao Tze: escludo anch'io l'abbia fatto per ignoranza/superficialità. Non è la prima volta che si espone, l'aveva fatto anche ai tempi del gesto dell'aquila dei giocatori svizzeri al mondiale, e immagino sia cresciuta con una certa mentalità. Io non giudico e non condanno nulla, però farlo quando hai un seguito come il suo o come ce l'hanno i calciatori può essere pericoloso e non bisogna prenderle alla leggera certe cose.
Poi non è solo questione di patriottismo, c'è modo e modo. Tanti artisti albanesi lo fanno, lo fanno anche i turchi se non di più, ma un conto è il viva la nazione e un'altra cosa postare la mappa della Grande Albania.
Carlos: Il patriottismo è MERDA. E molto spesso lo è anche quando lo si usa e basta per scopi socialisti. Per il resto quoto pienamente Lao Tze. "Quello che hanno passato nei 90" è una frase priva di senso, sia logico che storico limitamente alla questione Balcani. Mettere una mappa in cui il Kosovo è Albania, cosa che poi de facto è a discapito di masse incredibili di esuli e dopo la disgregazione voluta dall'Europa e dagli USA della Jugoslavija, è essere non solo ignoranti ma pure persone di merda secondo me.
Hank Monk: ah boh ma di cosa scrive non so mica un cazzo.
Da quanto so la maggioranza delle persone in Kosovo sarebbero contente di essere albanesi (mi pare lei compresa) e se vogliono dire che sarebbe tanto bello esserlo direi anche cazzi loro.
Quello che hanno passato nei 90 è stata una guerra civile che ha fatto un sacco di morti e in cui han cercato dia fare pure pulizia etnica quindi credo che sia comprensibile che una generazione di persone nei balcani "odii" i suoi vicini (così come mio nonno "odiava" i tedeschi).

Patriota è una parola e ad esempio su gran parte delle enciclopedie è così tradotta:
Persona votata all'esaltazione e alla difesa di un'idea nazionale e politica: i p. del Risorgimento; durante la seconda guerra mondiale, appellativo dei partigiani nella lotta di liberazione.

veda un po' lei
Hank Monk: Cmq sì mica so un cazzo di cosa han davvero passato i Kosovari quindi non mi esprimo ma molti popoli balcanici sono molto attaccati alla bandiera dopo lo scioglimento della yugoslavia e soprattutto dopo il tentativo della Serbia di riconquistare tutto.
Tipo il Kosovo appunto sì è proclamato indipendete dalla Serbia e credo perchè la maggioranza delle persone si sente Albanese.

Poi non so magari lei è Albanese e non Kosovara come pensavo e alla fine chissenefrega perchè è una figa atomica
Hank Monk: Sì alla fine cmq concordo pure io con Lao Tze " ma un conto è il viva la nazione e un'altra cosa postare la mappa della Grande Albania."
Siamo in concordanza, un unico grande cuore
Per una unica Grande Albaniaaaaaaaa :P
Hank Monk: cmq Lao sempre sul pezzo quando si parla di idoli teen trash vedo :)
Carlos: No. La Serbia non ha cercato di RICONQUISTARE tutto. Non è andata proprio così. I leader serbi non sono dei veri compagni animati dalle buone intenzioni ma è gente che ha spesso tenuto il piede in due scarpe pensando, nel migliore dei casi (e mi riferisco a Milosevic) di riuscire a tenere insieme uno stato che per le mire espansionistiche di altri doveva essere smantellato. Non mi riferisco a tutti la ma la dirigenza serba nel complesso e di sicuro ha molte meno colpe degli altri leader che hanno proclamato l'indipendenza dalla Jugoslavija, croati e sloveni in primis. Adesso in Kosovo l'assoluta maggioranza è albanese. Ma prima c'erano un sacco di serbi che ora non ci sono perché li hanno cacciati in nome di una Grande Albania appunto. E gli albanesi kosovari che se ne sono andati lo hanno fatto dopo la repressione jugoslava ma quando? Dopo che da tutti gli anni ottanta i terroristi dell' UCK facevano fuori coi loro attentati gli appartenenti alla loro stessa etnia. E qui mi fermo.
Carlos: Per quanto riguarda il Risorgimento e la Resistenza: le voglio far presente la vera storia della Resistenza e del PCI rispetto al l'ideale nazionale risorgimentale nel corso della guerra di liberazione e con quali motivazioni in entrambi i casi (un'invasione e quindi una vera e propria alienazione del potere politico ad altri, cosa che comunque non ha avuto i risultati sperati visto che siamo passati dagli austriaci ai Savoia, e dai Tedeschi alla DC/NATO stragi etc...)
Oggi il patriottismo è una cosa che può essere al massimo strumentale, non certo un'ideale a cui aspirare. E se pensi il contrario sei appunto rimasto all'ottocento, nemmeno alla seconda guerra mondiale. In sintesi: io guardo alla Storia, non cosa dice la Treccani del cazzo.
Hank Monk: Boh va beh nn me intendo così tanto di storia balcanica da avere una opinione.
Rilevava solo che nn c è nulla di strano che i popoli balcanici abbiano un nazionalismo manifesto data loro storia recente di conflitti e spesso di pulizie etniche
Io serbi nn ne conosco ma albanesi sì e tutti sono anti serbi (oh gente studiata di 30 anno eh mica gente che ha fatto la guerra davvero) quindi nn mi ha strano che una kosovara albanese lo possa essere di più
Hank Monk: Mah sul patriottismo nn voglia di fare un a discussione e troppo lunga.
È una parola e ti ho detto cosa significa. Per me quella parola ha quel significato. Così la usava mio nonno e così me l hanno insegnata a scuola.

Oggi patriottismo per me vuole dire maggiore autodeterminazione e avere per lo meno una banca centrale che risponde a un governo democraticamente eletto.
Carlos: Una banca centrale che risponde a un governo democraticamente eletto PER RAPPRESENTARE LA BORGHESIA NAZIONALE IN TUTTE LE SUE SFUMATURE.
Ti hanno insegnato quello che volevano ma uno stalinista addirittura e che sul sovranismo di oggi però sono sicuro sputerebbe sopra e che pure si diceva patriota e che ha pure vissuto gli anni della guerra e post-guerra nell'assemblea costituente tra le fila del PCI ha detto a proposito di questa nostra democrazia nazionale:

"Democrazia come governo di popolo è un controsenso. Il popolo non governa...Negli Stati cosiddetti democratici governa una maggioranza di cittadini appartenenti a varie classi sociali, dei quali alcuni operano a vantaggio ed altri a danno dei propri interessi."

Nientepopodimeno che Concetto Marchesi

Ed è puro realismo politico. Ecco ciò su cui oggi si può fondare il patriottismo oggi, una Concordia (tra classi) che è "posatura inerte e fangoss di delitti e smemorataggini" non certo "unità di cuori". Ed è giusto che così non sia, unita di cuori, perché sarebbe dare "temporaneo riposo alla guerra dell'uomo contro l'uomo".
Carlos: Per quanto riguarda gli albanesi anche io ne conosco un botto esattamenre della stessa risma che citi e sono le stesse persone che mi hanno detto che per quanto ne sanno Hoxha ha fatto fuori 500.000 persone Ahahah e ho detto tutto ahah
Hank Monk: Ma sì lo so già che nn vuoi vedere compromessi.
Però riepeto: meglio una costruzione economico sociale come l attuale che cinimooverisce, riduce la nostra capacità di impresa, nn cinoermette di avere rappresentanza eletta che possa davvero influire sulla economia o fare un passo indietro e magari nn avere degli invasati fascisti che vogliono il pareggio di bilancio, pregano per il vincolo esterno e fanno la lotta all inflazione invece che alla disoccupazione?

Ovvio che viviamo in un società borghese e ci continueremo a vivere ma c è modo e modo.
Avere a capo del MEF un econokista eterodosso sarebbe già meglio.
Avere dei salari dignitosi anche
Nn vivere in un paese dove La Stampa ha convinto parte delle persone che siamo tutti deglinignoranti che nn meritiamo di autogovernarci anche.

Ripeto, trovo stupido schivare tutto rinunciando a un miglioramento solo perchè si ambisce alla perfezione
Hank Monk: Poi nn dico che è come la seconda guerra mondiale eh...però in piccolo siamo in un momento storico in cui sarebbe ora che riprendessimo in mano le nostre istituzioni e la nostra costituzione.
Io son stufo di gente che viva la Ue e poi fa il tipo perle regole di bilancio dei trattati di Maastricht (stabilita dei prezzi) quando in costituzione c è scritto che lo stato deve GARANTIRE pieno impiego e salari dignitosi
Carlos: Sono disposto a fare più compromessi di quanti tu creda in realtà. Ed è ovvio che c'è modo e modo di vivere in una società borghese. Resta però il fatto che come tu sei stufo di quanto dici io sono arcistufo dell'assoluta miopia di chi vede come alternativa al liberismo economico la vetusta alternativa di un capitalismo nazionale e sovranista che fa sempre e comunque il gioco degli sfruttatori, dei MIEI e dei NOSTRI sfruttatori. Io non sto con NESSUN padrone di fabbrica e con NESSUNO sfruttatore. Non è questione di compromessi, ma di semplice direzione e prospettiva politica, fare appunto gli interessi della CLASSE a cui appartengo e non sono di sicuro le politiche sovraniste volute da una fetta della borghesia italiana la soluzione dei miei interessi. E non sono nemmeno il primo passo verso qualcosa di positivo perché ogni giorno ci fanno vivete ai margini e nel precariato più assoluti e totali e ci fanno condurra una vita infame e incerta. E sono gli italiani in primis a sfruttarmi e lo farebbero, se potessero, anche senza le scuse di una UE che ci strangola. Del resto in questo senso la storia d'Italia nel DOPOGUERRA parla chiaro. E la prima repubblica non pensare che sia diversa dal sovranismo di cui va cianciando qualcuno, anzi probabilmente lo è molto di più di qualche stronzo che vota Salvini e che poi sarebbe capace di lamentarsi del calo delle esportazioni agroalimentari dopo il conseguente boicottaggio interplanetary, qualora davvero si finisse a fare autentica politica nazionalista del cazzo. Il tuo è un dibattito sterile e inutile e che si protrae a parer mio già da troppo tempo. E senza che questo possa convenire né in un caso né in un altro alla classe degli sfruttati. Rizzo infatti su sto tema ridicolo si è giocato ovviamente una buona fetta del suo partito, che a quanto pare era più sveglio di quanto pensassi, fortunatamente.
Hank Monk: seh va beh ma la contrapposizione non è liberismo VS capitalismo nazionalista.

è economisti neoclassici vs economisti eterodossi (post keynesiano \ marxisti se ne esistono ancora e minoranze varie).
Che è la contrapposizione che c è ad esmpi onelle università.

La contrapposizione è:
- lo stato deve sparire in favore del libero mercato. debito pubblico male. La moneta è una merce. interveniamo dal lato dell'offerta. Teniamo l'inflazione bassa

vs
- lo stato deve intervenire in economia. L inflazione non è il male assoluto se i salari sono indicizzati all inflazione, il cambio valutario fisso non ti protegge da afflussi di capitale estero predatori e da sbilanci nelle partite commerciali ecc ecc
Hank Monk: il primo "fronte" che combatte per la stabilità dei prezzi combatte per il capitale (salari bassi, NAIRU, importazione manodopera a basso prezzo, conseguente riduzione dei diritti sociali E per forza di quelli democratici)

L'altra visione lascia più spazio alla possibilitòà del pieno impiego, di un intervento dello stato in economia (E QUINDI tramite il voto di un suo possibile [ho detto possibile eh] di un suo indirizzo) ecc ecc...che tral'altro è più o meno quello che c è scritto in cotituzione.

Sai bene che il mercantilismo più sfrenato ("export or die", il famoso di scorso di Hitler) , le privatizzazioni (termine coniato dalla stampa, pare, per descirvere le privatizzazioni appunto del nazismo) NON sono sempre state così estremizzate come in questo periodo.

Una seppur fievole lotta di classe lo puoi fare solo se hai una rappresentanza politica che ha la capacità di influire sull'economia.

Poi oh, dal dopoguerra ad oggi i diritti sociali e gli stipendi reali sono calati di parecchi oquindi direi sia abbastanza evidente che fosse meglio prima.

Per la storia delle esportazioni...lo sai vero che abbiamo una moneta sopravvalutata che ci pensalizza nelle esportazioni. Lo sai sì?

Poi oh, ho capito come l apensi e in parte condivido.
Ma tu una rivoluzione armata socialista (mettiti il cuore in pace) non la vivrai mai nella tua vita. E quindi schifare tutto il resto in ogni sua sfumatura vuole dire che ti va bene così come è. Cercare le sfumature meno peggio io credo sia invece qualcosa di possibile e che sia giusto auspicare. I cambiamenti veri e duraturi credo si conquistimo solo così
Carlos: E invece è quella che dico io la contrapposizione, parlando esclusivamente di politica economica. È inutile che entri nei dettagli di un dibattito che reputo sterile. Tu ti ammali di ridicole definizioni che spesso usi anche a sproposito ma non voglio star qui a farti le pulci. Ho proprio l'impressione che tu non sappia di cosa stai parlando e tu ripeta a pappagallo cagare che senti e che leggi in giro senza rielaborare uno straccio di niente. Però al contrario di te che non hai risposto per niente a ciò che ho scritto parlando di lotta armata in Italia, COSA CHE NON HO MAI FATTO, io cercherò invece di rispondere adeguatamente ad alcuni punti falsi che dici. Innanzitutto non smentisci assolutamente che è un dibattito che in ogni caso riguarda il capitalismo e quindi NESSUNA ALTERNATIVA come sistema economico alla cosa. Pertanto ribadisco: l'unica alternativa per gli sfruttati è lottare per loro stessi e non inserirsi in una discussione che serve alla borghesia, visto che è una dicotomia che non prevede un cambiamento di sistema economico.
Carlos: E per giunta dici almeno due palesi falsità storiche gravi. Quando dici "una seppur fievole lotta di classe la puoi fare se hai una rappresentanza politica che ha la capacità di influire sull'economia" è falso. Il più alto livello di risultati della STORIA INTERA del proletariato ITALIANO si ha in seguito alle lotte spontanee degli operai nei più grandi centri industriali italiani negli anni SESSANTA e il PCI all'epoca in economia non contava un cazzo e anche quando insegue le lotte perché è sempre stato
Carlos: retroguardia da dopo la guerra in poi, non rientra in ciò che dici. Lo Statuto dei laboratori e la scala mobile si sono ottenute con le durissime lotte nelle piazze e con scioperi incredibili spesso e volentieri che travalicavano gli stessi sindacati. Nacquero i CUB infatti anche e poi si ebbe un decennio che è quello che è stato per impedire la liberazione proletaria. Questo smentisce anche la tua affermazione dal dopoguerra a oggi abbassamento dei salari etc...al massimo da dopo la ristrutturazione capitalistica degli anni ottanta.
Seconda falsità: "cambiamenti veri e duraturi si conquistano solo così" quando in realtà tutta la storia dell'umanità e anche quindi l'attuale scenario del pianeta non sta a dimostrare altro che i cambiamenti veri si attuano sempre in qualche modo violentemente, lotta armata come dici tu o meno. Spero che tu non voglia che ti faccia esempi.
Infine si dimostra che proprio nemmeno leggi ciò che scrivo. Io non ho detto di non essere per i compromessi e ho spiegato precisamente ciò che intendo: io lotto per la mia classe quindi per il socialismo. Se uno vuole mettersi in questa prospettiva se ne può parlare altrimenti si è semplicemente nemici di classe. I compromessi li posso fare solo in questa prospettiva politica, detto e ripetuto. Ti concentri sui minimi particolari di un dibattito che in verità non ti riguarda se non a tue spese e a tuo danno. Poi magari salta fuori che sei un borghese e quindi fai i tuoi interessi per carità e allora potrei capire. Altrimenti è come dico e non è questione di opinioni.
Hank Monk: Si va bene. Ma gli scioperi e gli scontri li han fatti
1 . Perchè esistevano sindacati che credevano nel pieno impiego
2. C era una classe politica che seppur mai andata al governo nn si era ancora sposata alla filosofia liberista e QUINDI a sua volta creava coscienza di classe verso la sua base.

Si i salari calati dal dopoguerra in poi intendevo dagli anni 80. Da quando i partiti di sinistra hanno cominciato a cambiare pelle (nn lottando per mantenere la scala mobile ad esempio, nn facendo un plissé quando si e deciso il divorzio con banca italia)
Per me quello che dici è politica e che si cambia con il voto. Appunto a fronte di una rappresentanza politica e sindacale ANCHe.

Oggi le social democrazie nn sposano più quei principi e la fantomatica base che pensa di essere di sinistra invece sposa principi che gli son stati instillato contrari al loro beneficio.

Per ottenere le contestazioni che dici serve:
Una classe politica che crei coscienza di classe

Che è quello che poi dico anche io

No la contrapposizione è quella che dico io invece. Gli economisti oggi in politica che sono "di opposizione" sono post keynesiano (si autodefiniscono così) [in parlamento Fassina e Bagnai] mentre gli altri si autodefiniscono cosa.
Nelle università se tu hai fatto tesi o attività di ricerca che nn sono "neoclassiche" le cattedre da associato a cui puoi accedere si riduconi
Hank Monk: Cerca di essere meno arrogante che parti in 4ª e nn capisci mai cosa leggi.

Ad esempio ti dici: facciamo le contestazioni.
Bene, come?
Per quale modello economico /_ sociale?

Perche nel dopoguerra il modello era pur sempre quello borghese
Hank Monk: che poi, il partito comunista italiano si è formato per scissono dal PSI per potere fare OPPOSIZIONE PARLAMENTARE eh.
Hank Monk: Cmq va beh, scrivo di merda che sono al cell.
Però il tuo discorso non mi dà torto, pe questi motivi:

- correggendo la mia affermazione che i salari dal dopo guerra in poi NON sono sempre calati (ho scritto in fretta e hai fatto bene a correggermi) confermi quanto dicevi. Da un certo punto in poi (globalmente il periodo reganiano\tatcheriano) i salari son stati plafonati al salire della produzione con tutto quello che ne consegue.
Quindi all'interno della stessa società borghese che schifi, c è stato un prima e un dopo.
Quindi all'interno della società borghese è possibile avere più o meno rivendicazioni sindacali a seconda della rappresentanza politicha che hai.

Di fatto è quello che ho detto.

Detto questo, OGGI viviamo in un continente dove le leggi macroeconomiche sono stabilite dai trattai di Maastricht che sono appunto improntati alla stabilità dei prezzi e a una banca centrale che NON è compratore di ultima istanza e che innesca crisi di debito privato estero (c è una bibliografia infinita su questo)
Ecco, tu democraticamente (le contestazioni sindacali per me lo sono), delle leggi o delle dinamiche che sono all'esterno del tuo circuito democratico non le cambi.
Carlos: E poi io sono arrogante? Praticamente tu dimostri di non aver letto NULLA di ciò che ho scritto o di non averlo compreso minimamente. I tuoi primi 2 punti che hai numerato appunto sono falsi storicamente. Non è andata per niente. Basta leggere un libro normalissimo di storia italiana come quello di Crainz eh mica chissà quale libro di nicchia. Sulla "contrapposizione" vuoi tu che sia quella. A me delle scuole economiche che sostengono questo sistema economico non me ne può fregare di meno. E sulla scuola economica keynesiana e sul suo rientrare pienamente e in senso negativo sulla classe degli sfruttati c'ho fatto pure il tema alla maturità, ovviamente partendo da un'analisi marxista. E non me ne frega proprio niente delle contrapposizioni tra economisti, se questo è il punto per cui tu dici che è la contrapposizione fondamentale. Per me la contrapposizione fondamentale ora tra capitalismo e comunismo, cioè tra la classe degli sfruttatori capitalisti e la classe degli sfruttati salariati. Degli economisti di merda che si prodigano per tenere in piedi la baracca penso e solo posso pensare questo, per chiunque di loro: Reazionari. Ti dirò di più: chiunque si prodighi volontariamente + e non solo per campare - a tenere in piedi questo sistema economico è un reazionario e i peggiori sono proprio quelli che più ingannano il proletariato.
Carlos: Per invece finire sulle ultime cose che hai scritto:
Per creare le contestazioni che dico NON serve una classe politica che crei coscienza di classe e la storia dei '60, se la sapessi per davvero, lo insegna chiaramente (come ho scritto e sembri non aver letto: il PCI e sindacati hanno dovuto rincorrere i proletari, non guidare e non creare un cazzo, in quegli anni. E poi li hanno addirittura repressi. Quindi a me di cosa faceva il PCI non me ne fotte Sega proprio).
Detto questo, si vede proprio che non hai capito niente del mio discorso di prima. Io non voglio diventare un consumatore per il prodotto elettorale osceno, indegno e disgustoso di oggi (e tale comunque è sempre stato), perché non c'è nessuna rappresentanza che si dà come prospettiva concreta quella di arrivare al socialismo, non riformista eh dico proprio quello che soppianti il sistema economico capitalista. Non c'è nessuno che rappresenti la classe degli sfruttati di cui faccio parte. E qui finisce tutta la questione per me: quello che scrivo non vuole darti torto in niente, a meno che tu dica delle palesi falsità che infatti ti ho sempre sottolineato. Uno può pensarla nel modo che vuole per quel che intende la politica e la prospettiva politica. Quello che ho voluto metterti in chiaro prima è molto semplice: per me la tua prospettiva è reazionaria perché tu sei disposto a sostenere politicamente dei rappresentanti della classe nemica del proletariato, cioè della borghesia e su questo per quel che mi riguarda non può esserci compromesso che tenga, ora come ora. Non è questione ti avere/dare torto o ragione. È solo scegliere da che parte stare. E per quel che mi riguarda i tuoi sono discorsi che stanno dall'altra parte della barricata, per quanto tu sia di buona volontà.
Hank Monk: beh possiamo anche essere arroganti in due :)

ma io ho letto quello che hai scritto. Però le contestazioni sindacali e i diritti sociali che hanno conquistato le han fatte sì o no in un paese con un sistema politico e economico "borghese"?
Se la risposta è sì vuole dire che in un sistema "borghese" c'è un meglio e c è un peggio.

Che il PCi da Berlinguer in poi si sia venduto il culo (forse anche prima? boh Togliatti in quel periodo mio parere peronale ha anche fatto bene a non fomentare troppa violenza ma vabè) son pienamente d'accordo, mai detto il contrario.

Che sia stata la rappresentanza politica a seguire il proletariato (in generale) son tutte cazzate. Il marxismo non è nato in fabbrica. E neanche Lenin. E lo sai benissimo.
Di Vittorio mi sembra fosse del PCI e della CGL e abbia pure partecipato all'assemblea costituente
Il proletariato da solo non si sveglia la mattina sognando il marxismo; se lo fa è perchè si è organizzato in associazioni che hanno in primo luogo creato coscienza. E queste organizzazioni sono la sua rappresentanza politica e o sindacale. Non girarci intorno
Poi che una base consapevole possa e debba indirizzare anche la sua rappresentanza politica (che comunque le due cose poi si mischiano eh) e che solo con una rappresentanza politica poi può davvero ottenere qualcosa e solo in un paese in cui questa rappresentanza politica può ottenere qualcosa per me rimane vero.

A meno che non fai una rivolta armata come in Russia.

Cmq non mi hai detto tu come miglioreresti davvero la situazione.
Con delle contestazioni? E cosa contesti?
Così di botto che devono dare salari più alti e pieno impiego quando tutte le piccole e medie imprese sono in ginocchio?

O cercando di spiegare che oggi viviamo in un sistema a cambio fisso con moneta sopravvalutata che persegue la lotta all inflazione ecc ecc ecc?
Hank Monk: Oppure dicendo che gli operai devono diventare dei soviet come in russia (e questo pensi di ottenerlo con delle contestazioni e non con una guerra armata?????)
Carlos: Iniziamo come al solito dalle supercazzola che spar (meglio secondo me sarebbe meglio che ti metti a parlare delle tue prospettive senza tirare fuori la storia e la filosofia): La tua prima domanda è una fallacia argomentativa ridicola. Rivolte e rivoluzioni sociali che hanno portato cambiamenti epocali si sono sempre avute e come fai notare anche tu con Lenin pure sotto il feudalesimo. Che senso ha dire allora che c'è meno peggio nel mondo borghese? Nonostante tu dica il contrario non è la cosa di cui ho parlato. Ti ho detto invece una cosa più semplice: la questione nazionale è una questione che non può riguardare il proletariato, perché la questione nazionale è interclassista come prospettiva politica. Il Marxismo è nato in fabbrica eccome. Il Marxismo è nato osservando il qui ed ora delle condizioni oggettive sociali ed economiche dell'industria capitalista, di cui Marx ha definito condizioni necessarie e sufficienti. E le prime organizzazioni comuniste si sono fondate su questi presupposti. Se il "marxismo-leninismo" ha disatteso nella prassi e solo esclusivamente in questo quello che Marx aveva detto su dove sarebbe avvenuta la prima rivoluzione socialista (cioè nei paesi a capitalismo più avanzato) è una cosa che attiene alla Storia. Se le dai così importanza ti posso dire dati alla mano che ogni movimento politico riformista nazionalista è finito con il disattendere le speranze in lui risposte (gli accordi infami di moltissimi paesi che hanno combattuto contro l'imperialismo per esempio o più in generale i riformisti di Sinistra, che siano pro o contro Europa tutti lo hanno preso sonoramente e continueranno a prenderlo sempre più sonoramente nel culo perché sono destinati dai limiti di situazioni nazionali e internazionali a disattendere o a tradire ciò per cui la gente ha posto fiducia in loro) quando non col tradire i propri presupposti finendo nella più becera reazione (dalla repubblica di Weimar al PCI anche pre-Berlinguer eccome, finendo con la Cina post-Mao).
Infatti io non difendo e mai difenderò la nostra Costituzione che ha consegnato volontariamente nelle mani dei capitalisti il proletariato che usciva da 20 anni di dittatura (e di questo sono sicuro ne abbiamo già parlato). Non penso nemmeno si debba seguire il vecchio stampo del marxismo-leninismo classico ch attendeva a condizioni oggettive del tutto diverse da quelle attuali.
Carlos: La questione è che la scintilla che fa bruciare la prateria qui non si è ancora accesa e siamo in una falsa quiete (perché mai niente è veramente fermo e davvero immobile) che preannuncia tempesta. Come nella storia si hanno avuto a dispetto di modelli fondamentali, mille storie diverse e tipi di rivoluzioni sociali importanti e durature non ho le basi per dirti quale direzione può intraprendere un paese intero che non è ancora in…
Hank Monk: Ma ti posso anhe rispondere sì. In una società consapevole (serve istruzione) e adeguatamente avanzata tecnologicamente (lo sappiamo sia io che te che Lenin ha dovuto re inserire il mercato dopo averlo abolito) e possibilmente senza passare per una inutile macelleria l'ìobiettivo sarebbe di cambiare il paradigma. Ma tu...tu...proprio tu. pensi di poterlo vivere nella tua vita questo cambiamento? Nella mia io penso di no, poi se tu sei un alineo che vivrà un milione…
Hank Monk: In assenza di rivoluzione (e siamo partiti dicendo che al momento non la facciamo mi sembra) i cambiamenti che puoi ottenere secondo me si possono ottenere SOLO con una rappresentanza (anche extraparlamentare, nel caso) politica che lavori all interno dei circuiti democratici. O no?

Per questo che dico che parlare dei temi "dell'attualità" può SERVIRE a creare coscienza.
Ti pare che oggi la gente """"di sinistra"""" scenda in piazza con le sardine sotto l bandiera UE con un decalogo che di fatto chiede solo una minore capacità di espressione ai ministri?

No perchè siamo messi così eh
Carlos: È chiarissimo cosa ho detto su Marx e su dove nasce il socialismo. Non metterti in bocca cose che non ho detto. Le aspirazioni socialiste delle masse sfruttate nascono e sono sempre nate dal basso anche se così non si chiamavano fino a che Marx non le ha analizzate scientificamente nel contesto capitalista. Ma guardava alla realtà. Odio dovermi ripetere ogni volta.
Tu hai risposto Sì ma poi mi dici di no. Sii chiaro. Il tuo obiettivo è tenere in piedi questa baracca o liberare i proletari? Se la risposta è la prima stai dall'altra parte rispetto agli interessi del proletariato. Se il tuo obiettivo è la liberazione del proletariato ti ho già detto tutto quanto e ti ho anche detto che il tuo progetto è più irrealistico di chi aspira a una rivoluzione, perché chi lavora per una rivoluzione può anche pensare di non vederla mai una rivoluzione ma si mette a fare politica in un certo modo come ti ho descritto sopra, non si mette a fare politica parlamentare dall'alto e attraverso partiti che rappresentano TUTTI una fetta della varia e avariata borghesia italiana. Ti ho fatto l'esempio della Cina. Affinché riuscisse una rivoluzione c'è gente che ha lavorato e si è organizzata senza cedere a compromessi e lavorando di cesello, costantemente e sicura che quel lavoro avrebbe dato i suoi frutti nel tempo. Le rivolte dei Boxer e prima ancora dei Taiping dimostrano quanto tempo ci vuole per assestare il colpo definitivo. Ma c'è gente che c'ha sempre lavorato e continuerà a farlo, giustamente fregandosene delle tue paturnie riformiste, nazionali e democratiche, da cui non si può trarre nessun beneficio e servono, come la storia dimostra e non il sottoscritto a ritardare la resa dei conti e a finire addiritura, come ho già ampiamente dimostrato con esempio, a finire nella reazione. Abbiamo due prospettive diverse. Io ritengo che la storia sia magistra vitae, tu speri in cose mai avvenute. Finora, eccetto che con rivoluzioni sociali o prodromi di esse, il proletariato non ha mai ottenuto NULLA per la sua liberazione, tu invece sostieni astoricamente che una società capitalista può fare l'interesse del proletariato. È evidente che non ne usciamo. Come ti ho detto io so da che parte stare. Non ho ancora capito la tua. Rispondi per favore alla domanda che ti ho riformulato all'inizio e poi non credo che ci sarà molto altro da dirsi, n'est-ce pas?
Hank Monk: Su questo però non ho capito il tuo punto

"la questione nazionale è una questione che non può riguardare il proletariato, perché la questione nazionale è interclassista come prospettiva politica"

su quello c è stato un ampio dibattito
Qui ho trovato un qualcosa che lo riassume giusto per:
I comunisti e la questione nazionale - La Città Futura

e anche lì; tutto bello in astratto

Un estratto che faccio prima a sintetizzare quello che penso:
"Un discorso analogo vale ancora di più per Lenin, che prende più volte una netta posizione di critica anche a rivoluzionarie come Rosa Luxemburg che, in nome di un astratto internazionalismo, non sostenevano le sacrosante lotte di popoli per l’autodeterminazione nazionale. Anche per Lenin, per quanto possano essere inter-classiste o addirittura egemonizzate dalle borghesie nazionali, queste lotte vanno in generale apertamente sostenute dagli internazionalisti."

Di nuovo, se per ambire al meglio non fai dei distinguo e schifi tutto il resto non otterrai mai nulla (e nell'arte del compromesso Lenin era un maestro e quello che ha ottenuto lo ha ottenuto ANCHE cos').


Hank Monk: Poi va beh la pensiamo diversa.
Se per te è ok ignorare tutto e lavorare per l'obiettivo finale ci sta ma io non la vedo così.
Carlos: Ma mi rispondi o no alla domanda che ti ho fatto? Poi rispondo a quella cosa superficiale che hai riportato su Lenin e la questione nazionale.
Hank Monk: ma ti ho già risposto. la pensiamo diversa.
Carlos: La domanda non era: "la pensi come me?"
È una domanda diversa. Prima avevi risposto ma dici sì e poi no e non si capisce. Puoi farmi il favore di rispondere alla domanda: "il tuo obiettivo è tenere in piedi questa baracca o liberare i proletari?" questa è la domanda. Qualsiasi sia la risposta ti ho già risposto. Poi torno sulla questione nazionale che hai tirato fuori e che non capivi da ciò che ti avevo scritto.
Hank Monk: sì ma ne abbiamo già parlato, lo sai come la penso.
Sì mi piacerebbe tirarare giù tutto ma No non vedo una alternativa vera in cui credere in questo momento.
Di fatto lo dicevi anche tu prima; Lenin ha dovuto fare dei passi indietro anche a causa dell'arretratezza della nazione (e infatti uno dei suoi successi e stata l'industrializzazione del paese...oh semplifico che scrivo dal cell non ti attaccare a ogni inessatteza da precisino :) ).
Questo per me significa operare all interno di una società "borgese" (?) come dici tu (nel suo caso para feudale ancora?) per apportarne le modifiche necessarie.

Di fatto il mio punto di vista espersso sopra era: con lo stato di cose attuali c è un meglio e c è un peggio ( tu stesso hai nominato le rivendicazioni degli anni 60 che hanno portato a dei successi all interno della stessa struttura della società borgehse). QUINDI per me vale la pena seguire l'attualità e nello scenario politico capire cosa può essere meglio o peggio.

Tu dici che invece devi lavorare per i lmondo del futuro e tutto il resto è merda uguale. Ok ci sta, può essere visto come nobile o ingenuo allo stesso modo, magari serve anche chi la pensa così, magari chi la pensa così poi in realtà ha ragione davvero. Ma io su questo la penso diversa
Carlos: Ingenuo? Per me di ingenuo c'è solo pensare che il riformismo possa cambiare qualcosa, quando non ha mai cambiato nulla in tutta la storia intera dell'umanità.
Tutti devono operare all'interno della società borghese ma si può decidere se usare i suoi mezzi o no, qui sta la differenza. E per questo non è questione come dici tu di non vedere "una vera alternativa in cui credere" ma semplicemente di sapere quale obiettivo e sapere quali sono i mezzi utili per raggiungere tale scopo. E per ora la storia non sta da chi pensare di sotterrarre un sistema con le riforme. Detto questo ne approfitto anche per risponderti su Lenin visto che rimane in tema: i cosiddetti compromessi di Lenin non sono mai avvenuti con il sistema che lui e la rivoluzione russa hanno smantellato: anzi ha sempre detto, memore per una volta di una lezione anarchica, quella di Stirner, che sicuramente aveva letto, di non dover mai risolversi a chiedere nulla alle istituzioni statali dello zar ma di forzate al massimo le loro decisioni attraverso la lotta politica. Le forme di lotta politica del proletariato da sempre si sanno, manifestazioni, scioperi selvaggi, sabotaggio, propaganda, Autogestione, picchetti, occupazioni di fabbriche e contripotere etc...
I compromessi nazionali che invece Lenin ha fatto li ha fatti perché stava già facendo la rivoluzione e se si sa dove si incomincia non si sa dove si finisce perché a conti fatti le contingenze di un intero pianeta e di intere società ti chiede il conto e le contraddizioni come in ogni cosa emergono. Ma per arrivare a quel punto bisogna prima farla la rivoluzione e la rivoluzione per dirla con Mao si fa facendola. Non c'è un dogma che ti spieghi quale è la lezioncina da appplicare alla realtà. Questo è il più grande insegnamento di realismo di Marx e dell'esperienza di Lenin ed è tutto fuorché riformistico però se davvero lo si apprende come è giusto che avvenga appreso.
La questione nazionale insomma non è da meno di sta faccenda è una contingenza con la quale nella storia tutti i comunisti si sono per ora dovuti confrontare chi usandola strumentalmente e positivamente e chi finendo con l'impelagarsi al suo interno, come prima ho già detto con diversi esempi. Non c'è una "regola" scritta. Ma per come siamo messi oggi noi è una fallacia fare il gioco della concordia nazionale e di sicuro un arretramento rispetto a possibili avanzamenti nella lotta per la conquista della libertà degli sfruttati.
Hank Monk: "Tutti devono operare all'interno della società borghese ma si può decidere se usare i suoi mezzi o no" -> beh scusa, questo non è riformismo? Se non cancelli l'ordine costituito (perché cmq ne operi al suo interno, per me stai cmq facendo riformismo)

Cmq ok, ho capito meglio quello che volevi dire e su questo posso anche concordare. Usando gli strumenti che ti da l'ordine costituito l'ordine costituito in se non lo riuscirai a cambiare.
Per fare un discorso più sul concreto infatti mi fanno ridere quelli che dicono "cambiamo la UE dall'interno". Se è la sua stessa sua concezione e costruzione ad essere il problema o la distruggi e la ricostruisci oppure non la cambierai mai. E questo mi sa che è più o meno quello che vuoi dire anche tu ma applicato all'intero processo democratico.
In questo caso dato che ritengo che la UE sia una sovrastruttura che ingabbia ancora di più la libertà di rivendicazioni trovo che un primo passo sia liberarsene. E per farlo non puoi usare gli strumenti della UE ma credo (dato che ce ne è ancora la possibilità) quelli della nostra costituzione e del nostro sistema democratico nazionale.
Ecco, magari o male interpretato ma credo che la mia visione in piccolo su questo punto poi non differenzi molto dalla tua applicata però in grande.
E appunto:
"ma semplicemente di sapere quale obiettivo e sapere quali sono i mezzi utili per raggiungere tale scopo"
In questo caso specifico trovo che si possa informare (su quali sono le regole dei trattai che ci penalizzano, sugli effetti del cambio fisso ecc ecc) così da creare una coscienza collettiva capace poi di creare la spinta elettorale per tirarsene fuori.
Questo è il possibile piccolo miglioramento che si possa porspettare nei prossimo 10 anni ecco.

Per la questione nazionale no, invece proprio non riesco a concepire come si possa avere un mondo senza nazioni.
Con nazione intendo in questo caso una qualsiasi forma di autodeterminazione in cui una comunità possa autodeterminarsi e interagire con altre comunità diverse.
POi magari con nazione tu intendi qualcosa d'altro
Carlos: Non c'è da intendersi con nazione. Quello che dici che non è il termine nazione ma è un termine talmente generico da non essere nulla. Tutti finché vivono non nella Giungla devono vivere e operare all'interno del sistema borghese se il sistema borghese è vigente, è una questione logica non di riformismo ahahah tu come pensi che viva allora? Dovrei vivete su Marte o fare il cacciatore raccoglitore per non vivere dentro il sistema, ma che cazz stai dicendo? Devo ammetterti che mi imbarazza un po' parlare perché mi pare evidente che ti manca proprio l'abc per quel che concerne "scienze politiche" e "filosofia politica". Le cose che hai scritto in questo commento secondo me mettono in rilievo la cosa. Non so fino a che punto hai capito ciò che ho detto fino a ora. E comunque non applico quello che tu dici dell'UE all'intero processo democratico, ma lo applico alla società borghese e pertanto a tutte le sue forme di controllo e dominio politico e può essere L'UE con i suoi organismi, come può essere lo stato nazionale e borghese che è la Repubblica Italiana (e borghese è e rimarrà tale se ci si attiene ai mezzi che lei stessa usa perché l'articolo 42 cost. tutela la proprietà privata). Insomma, spero di essere chiaro.
Comunque se tu non riesci a concepire un mondo senza nazioni allora non potrà mai essere comunista perché è la base stessa e l'obiettivo in teoria di ogni comunista che si definisca tale, dal marxista-leninista anche stalinista se vogliamo, fino all'anarchico duro e puro. Solo che se non sei dentro questa fascia di cose evidentemente non puoi essere per la liberazione degli sfruttati, dall'alienazione del lavoro salariato e dall'alienazione dello Stato (per quanto per i marxisti debba sussistere temporaneamente DOPO la presa del potere).
Hank Monk: Ma sì io nn ho le basi in questi campi e infatti tanti distinguo che fai io nemmeno li vedo.

Ma il mio punto era infatti più terra terra e nn mi pare che il tuo discorso lo confuti (a parte la differenza di opinioni).

All interno dello stesso tipo di società c è meglio e peggio e quindi credo che valga la pena conoscere l'attualità e come funziona e nn è giusto fare di tutta un erba un fascio.

Ad esempio i cosiddetti "sovranisti" nn credo siano da tacciare in blocco come capitalisti nazionalisti (oppure se la vedi così allora sì, tutti lo sono e quindi rimane solo la rivoluzione...ma tu iniziasti la discussione dicendo che nn hai mai parlato di rivolta armata).

Secondo me se fai politica (che vuol dire dal discorso in Senato al comizio nel centro sociale) cercando di creare consapevolezza sul funzionamento del nostro attuale sistema economico stai facendo qualcosa di positivo.

Ad esempio, tu come pensi di fare partire la scintilla se nn crei prima co sapevolezza di cosa nn funziona?


Vabè cmq è un discorso che nn finisce più.
Capisco il tuo punto divista che è un po quello dei cristiani che dicono "se pensi di discutere con Satana sei perso in partenza".
Io penso che all interno della mia vita qualche piccolo miglioramento vorrei vederlo e quello più a breve termine è quello di cui parlavo. E quindi penso sia giusto cmq riconoscerlo come miglioramento e per lo meno spendersi per cercare di chiarire attraverso dialogo o dibattito la situazione.

È difficile per me creare la.condizione per il cambiamento a cui ambisci in un paese in cui la cosiddetta gente di sinistra è europeista (e quindi crede e ambisce alle regole del liberismo più sfrenato). Anche qui, penso valga la pena almeno chiarire questo equivoco no?
Carlos: Il mio punto di vista non è come quello dei cristiani perché non è un mio punto di vista. È la storia che ti dice che per fare le rivoluzioni, le uniche che per ora hanno cambiato qualcosa, il riformismo non serve a niente. E quindi non serve a niente nemmeno di per sé e per sé. Per capire come funziona il sistema, come lo chiami tu basta leggersi Marx che ti spiega come funziona il capitalismo. Una volta appreso a quello puoi porti nella prospettiva di mantenerlo o meno. Per questo ho insistito sul chiederti da che parte stai e tu non hai saputo fare altro che rispondere Sì MA..." come esattamente rispondono i razzisti che però non si vogliono definire tale. Tu semplicemente argomenti con discorsi reazionari a UN aspetto (il liberismo sfrenato) del capitalismo che alla fine non so quanto volontariamente finisci col sostenere tu stesso. Io non sto cercando di confutare niente, nemmeno dall'inizio. Ti sto solo dicendo che sono stufo del tipo di discorsi che anche tu porti avanti sebbene più degni di essere ascoltati perché almeno frutto di una riflessione personale e che sento esserti a cuore.
Carlos: Ps: comunque alla fine siamo giunti a un punto morto. Tutto si risolve nelle nostre semplici e diverse volontà politiche mi pare di capire, senza essere necessariamente nemici dichiarati ahahah però è chiaro che abbiamo prospettive alquanto diverse. È anche un po' inutile continuare che dici? Io penso di aver capito tutto quello che mi hai detto. Spero sia chiaro anche a te tutto ciò che ti ho detto io.
Hank Monk: Ma nfatti, non c è nessun nemico dichiarato. Credo sia importante discutere per cercare di creare una sottospecie di coscienza di classe e per questo mi avventuro in questo tipo di discussioni che un qualcosa sempre danno.

In ogni caso sarei curioso di sapere come pensi di agire all interno di questa società...perchè per creare coscienza se non si analizza e affronta la quotidianità (creando anche dei distinguo) faccio veramente fatica a capire come si possa andare da qualche parte.

Ad esempio (poi oh, puoi anche non rispondermi se ti tira):
- siamo all'interno di un cambio fisso
- il paese egemone ("il più ricco", che magari se lo può permettere senza creare troppi scompensi sociali) opera deflazione salariale
- le sue merci sono più convenienti e comincia a esportare di più all interno dell area valutaria
- Gli altri paesi sono in difficoltà. Non possono intervenire sulla moneta -> sono obbligati a operare deflazione salariale per rimanere competitivi

Ecco, se questi semplici meccanismi non si spiegano al ""proletariato"", le proteste sindacali a cosa le fai a fare? Perchè in questo caso il danno arriva al di fuori dal tuo circuito democratico.
Solo per dire che se vuoi tirare giù lo zar, devi sapere dove sta di casa.
Perchè se sei d'accordo che spiegare questi meccanismi sia FARE POLITICA (e lo è) allora sarai anche d'accordo che non è vero che tutta la discussione politica attuale si possa riassumere nella contrapposizione che hai fatto all'inizio, e quindi capirne e spigarne le sfumature è UTILE e secondo me anche encomiabile.

Peace
Hank Monk: Dopodiché la questione nazionale è una discussione vecchia come il cucco e foriera di contraddizioni.
Celebre la citazione di Marx che tracciava Proudhon "cinico cretino" proprio in difesa dei moti nazionali polacchi.
Ovvio che se il nazionalismo si tramuta nell appoggiare " guerre" intraprese imperialiste è sbagliato e qui ci metterei anche un graziearcazzo
Ma la situazione del nostro presente nn mi sembra si configuri in questi termini.

I miei MA infine (ma perché hai dovuto tirare fuori il razzismo??) direi siano più che concessi considerando che nn c è stato un solo esempio della storia in cui il.socialismo in astratto sia stato applicato veramente. Anzi, quando lo è stato fatto si è tornati indietro (in Russia e penso anche in Cina ci si è assestati su un capitalismo di stato mi pare).

Se Dio vuole.però negli ultimi 200 anni la società è progredita e arriverà forse un giorno in cui si potrà davvero attuare in pratica un mondo egualitario e pacifico.
Carlos: Parto dal fondo.
1.Capitalismo di stato è una definizione economica, la definizione politica è "socialismo reale".
2. Il razzismo l'ho tirato fuori come esempio, per farti capire quella che a mio parere è una tua confusione generale a livello politico. Non si può dire "sono per la liberazione degli sfruttati" e poi dire MA. Se dici MA significa che quello non è il vero fine e il vero obiettivo che ti poni nel fare politica (di qualsiasi genere) e pertanto sostieni volontariamente o involontariamente (come fai tu a mio parere) il capitalismo e quindi l'attuale sistema vigente.
Perché 3. È vero che la questione nazionale è vecchia come il tutto ma TUTTI i socialisti anche quelli del socialismo reale prima di prendere il potere effettivo non hanno MAI sostenuto i nazionalismi (gli anarchici al massimo la prima guerra mondiale ma in un'ottica ancora più estrema e non voglio addentrarmi), altrimenti Lenin e i suoi comunisti avrebbero partecipato attivamente alla prima guerra mondiale etc...e invece la prima cosa che hanno fatto è stato tirarsene fuori proprio in nome dell'internazionalismo proletario, in barba ai capitalisti aggressori degli altri paesi e in barba alla debole borghesia e al decrepito sistema padronale russo. Oggi il nazionalismo imperialista è più che mai attuale e se non lo pensi significa che hai vissuto su Urano dal 2008 a oggi. Il capitalismo vive una crisi strutturale (peraltro prevista nei cicli dagli ecomisti marxisti) da cui si può tirar fuori continuando a investire e per investire bisogna distruggere...e infatti noi italiani stessi collaboriamo attivamente e siamo fautori di imperialismo nel mondo attraverso la predazione delle risorse naturali negli altri paesi nei quali siamo noi addiritura a mettere la NOSTRA banca nelle piazze, condizionando direttamente la vita nazionale di interi paesi (Libia, Balcani in generale ma Croazia in primis, commercio di armi nel medioriente, missioni di peacekeeping in un bacino che comprendere il globo intero)
Carlos: 4. È incredibile che tu non capisci ancora cosa ho detto fino a ora sulle questioni ridicole che sono semplicemente la propaganda dei movimenti sovranisti. Veramente lo trovo inquietante. Quel tipo di problematiche sono problematiche che investono in primis una FETTA (nemmeno tutta) della borghesia italiana e solo lei. Sul proletariato si ripercuote solamente perché per continuare i loro sporchi interessi una parte dei capitalisti italiani che non vive esclusivamente di export in campi ultraselezionati fa fatica a sopravvivere e per questo si crea marginalità e precariato presso i lavoratori salariati. Perché i primi a sostenere le politiche sovranisti sono anche gli stessi infami che per campare usano le agenzie interinali, nate sulla scorta del libro bianco in seguito proprio alle politiche UE per favorire il nostro sfruttamento (io sono di una zona in cui questo meccanismo è palese) . Pertanto sono problemi che toccano i salariati solo indirettamente, perché capitalisti grandi o piccoli che siano semplicemente vogliono continuare i loro interessi e siccome non sono tutti Agnelli della FIAT, è ovvio che nascano queste contraddizioni in seno alla borghesia stessa, tra grande e piccola borghesia, tra borghesia nazionale e internazionale, tra gli sfruttati stessi (il razzismo e in generale la lotta tra poveri). Tu parli di tematiche quotidiane ma a parte i vecchi a bar o a gente tipo te che pensa, sbagliando, che il dibattito dell'opinione pubblica e dei partiti sovranisti sia veramente il dibattito del quotidiano presso i lavoratori non colletti bianchi, le tue sono tematiche sulle quali c'è enorme confusione, ma non perché non si fa abbastanza per ampliare la coscienza su tutto questo, ma perché è un falso problema e in quanto tale viene vissuto in modo distante dalle masse. E viene recepito solo l'aspetto per il quale i partiti sovranisti in primis si fanno fautori di propaganda criminale e oscena: il tema dei migranti etc...
Carlos: 5. È giusto fare coscienza collettiva, io nei contesti prima di studente e adesso di lavoratore, attraverso forme orizzontali e dirette come quelle assembleari e di comitati, lo faccio da praticamenre quasi metà della mia vita. So quanto è difficile far capire certe problematiche, perché con la gente ho parlato in strada, faccia a faccia mentre consegno un volantino o con chi viene a qualche iniziativa di discussione.
Tu a mio parere parli di instillare di coscienza collettiva su problemi quotidiani, ma non ti rendi conto davvero di quali questi problemi davvero siano e tanto meno a mio parere l'hai mai fatta attività politica dal basso.
Nessuno ha mai detto di no a tutto questo ma i problemi che porto io sono ben altri e parlano di CLASSE, non dei diversi temi attraverso i quali dare respiro a una fetta della borghesia italiana, nemica IN Primis, proprio nel quotidiano di cui parli, degli sfruttati. L'esistenza stessa del salario, l'alienazione del lavoratore all'interno del processo produttivo, l'alienazione rispetto al prodotto stesso, l'alienazione rispetto alle forme politiche, la delega, il non essere appunto padrone di niente, se non di se stesso. Bisogna sapere dove il nemico sta di casa. Il nemico in primo luogo sta nella produzione, cioè all'interno della fabbrica ed è il tuo padrone. Col resto poi ci si relaziona di conseguenza e allora verranno al pettine altre contraddizioni. Se il nemico sta affogando bisogna mettergli il piede sulla testa e spingerlo più a fondo, non tendergli la mano, come vorresti fare tu con la borghesia nazionale. Perché dire sovranismo e dire salviamo i padroni che affogando e che non sostengono la UE, è dire esattamente questo. Detto, stradetto, ripetuto e più di due volte ripetuto nell'arco di tutta questa infinita conversazione. Più esplicito di così non so proprio come essere. Facciamo l'interesse di noi sfruttati e basta non solo a parole ma concretamente coi mezzi sopraddetti con le rivendicazioni sopraddette: gli scazzi, le contraddizioni, gli scontri con chi non è d'accordo con la liberazione dei salariati nasce necessariamente. È così che tira avanti il mondo: lotta di classe, anche se, come in questo momento storico, sembra non esserci. Ma la quiete è solo una forma del movimento stesso. Niente è mai davvero fermo, tutto fermenta.

Detto questo non ho tempo né voglia di dirti il mio programma politico. Mi è solo tirato il culo di rispondere a questa tua domanda che in qualche modo rilancia la discussione.
Carlos: Ps: quando parli tra l'altro dell'UE è evidente come non ti rendi conto del processo dialettico della realtà sociale. Non esiste il Moloch a cui gli altri sono sacrificati e basta. Anche se c'è accondiscendenza e niente sembra muoversi si scatenano sempre reazioni. E i ridicoli movimenti sovranisti che purtroppo tu sostieni lo dimostrano, perché altrimenti nemmeno esisterebbero. Ed esistono perché sono promossi da fetta della borghesia che mantiene letteralmente certi partiti, di certo non dalle feste di paese dei lavoratori. Parli di instillare coscienza ma sei tu il primo a mio parere a dover aprire gli occhi su cosa è tuo interesse (a meno che tu non sia un borghese, ma questo non lo so)
Hank Monk: buahaha, vabè non se ne esce anche perchè probabilmente viviamo due realtà differenti.
Cmq ho capito meglio cosa dici ma non sono d'accordo su diversi punti.

Cmq io sarei tipo un colletto bianco (sotto la dirigenza cmq) ma ovviamente faccio parte del proletariato (ho addirittura meno diritti di un operaio mi sa).
Hank Monk: Giusto perchè ci son capitato sopra oggi.
Detto tutto qui, da Di Vittorio: l' UE (vabè, all'epoca era solo CEE), perchè è giusto proteggere la propria economia dal capitale straniero, "siamo internazionalisti, ma siamo per l'uguaglianza delle nazioni" e tanto altro che è quello che volevo dire sopra.
E che è il Dibattito che è in corso nel nostro paese oggi (per chi vuol sentire):

no title

no title
Carlos: Ma ancora a ridaje? Uguaglianza delle nazioni ahahahahah e poi dicono che la società comunista globale e senza stati è utopia! Geniale! Il capitale straniero che non fa bene a noi è Satana però quello che abbiamo usato per sottomettere e massacrare intere popolazioni e quello che ancora usiamo per alimentare guerre civili noi quello è sacrosanto e necessario in nome della real politik giusto? Mi viene il vomito Hank porcodio
Carlos: Cioè capisci che è ridicolo citare robe di un partito che c'ha volutamente inserito sotto il giogo atlantico seguendo le direttive moscovite? Come fai a non renderti conto dell'assurdità e dell'ipocrisia generale che si cita dietro queste prospettive politiche? Per non parlare che sono inquietanti a dir poco se messe nel contesto di oggi. Davvero vuoi riprendere la discussione? Cosa vorresti dirmi? Ti ho scritto una spataffiata di roba. Se non sei d'accordo scrivi seguendo ciò che ti ho scritto altrimenti evita di postare cose totalmente slegate dalla realtà attuale che però vuoi inserire a forza
Carlos: Che si CELA*
Hank Monk: Ma no va beh dal tuo punto di vista ho capito benissimo che compromessi non ne vuoi fare e vedere e intendo che praticamente consideri pure Di Vittorio un servo del capitaleh.
Rispetto la tua opionione* era per mettere in prospettiva che questi discorsi non sono certo una novità dei nostri anni e hanno di solito caratterizzato i partiti che miravano a un pieno impiego.
E poi perchè mi faceva un po' ridere essermi imbattuto in un discorso che era praticamente quello che stavo facendo qui con te e volevo condividerlo con tanto ccuore.


*poi come ho avuto modo di dire non la condivido perchè la reputo troppo idealistica per essere efficace.
E anche perchè sospetto che chi non vuole trovare compromessi per tenere in piedi questa baracca miri\speri a un peggioramento così drastico delle condizioni da potere innescare la scintilla di cui parlavi sopra. Ecco questo non fa proprio parte della mia natura (pensare che una catastrofe sia necesseria per migliorare le cose) ma a parte questo: pensi che la rabbia per avere perso tutto sia sufficiente per cambiare qualcosa quando oggi (come ho cercato di argomentare) non c è la più pallida consapevolezza nella stragrande maggioranza dell'elettora di quali siano le dinamiche con le quali il capitale ha raggiunto un processo deflattivo salariale inarrestabile?
Carlos: Non fa parte della natura ma in questa discussione infinita non ho fatto altro che ripeterti e dimostrarti che i veri cambiamenti avvengono proprio nel modo che non è nella tua Natura. E la società, coi suoi cambiamenti, se ne infischia da sempre della "natura" degli uomini. Alla tua domanda risponderò a breve sul Comindeb perché ho trovato una cit. molto bella al riguardo, peraltro ultra materialista.
Carlos: della TUA natura *
Hank Monk: Mi sfugge "Comindeb"
Carlos: Se ti sfugge significa che sei un Controrivoluzionario conclamato :DDD
fedezan76
fedezan76
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Indubbiamente gnocca. Il resto immagino non sia importante.


Geenooofficial: E perché non dovrebbe?
fedezan76: Beh, è stato più che sufficiente lo scorcio del video postato ...
Geenooofficial: Ok. Pensavo fosse un pregiudizio basato unicamente sulle fattezze della signorina.
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Incuriosito dalla DeRecenza ho voluto fiduciosamente cliccare sul link(o) al tubbo sotto la DeCopertina:
credo di aver resistito all'incirca 30 secondi.
Arrivare ai complessivi trentasette minuti, lo ammetto, la vedo/sento durissima.


Flame
Flame
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Confesso che volevo fare con un mio gruppo la sua cover di "Bang Bang" proprio per l'arrangiamento ritmico armonico. Non penso però che linee di basso e arrangiamenti (che per me sono le uniche cose che forse meritano interesse nella proposta musicale) siano merito suo.


emi25doc : Ah sicuramente non sono merito suo. Se guardi la pagina Wikipedia vedrai una sfilza enorme di artisti e produttori che hanno costruito e sorretto l'album. L'unico merito della Lipa è la bella voce e credo basta XD
emi25doc : E l'essere un bella gnocca, come mi fanno notare anche i commenti precedenti XD
CosmicJocker
CosmicJocker
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Nota di biasimo per il recensore: nel video postato non si vedono le fattezze della signorina.. Insomma, se proprio vuoi incuriosieci.. (certo, mi dirai che posso cercarlo io su YouTube o su altre piattaforme.. Ma sono pigro, indolente e rincoglionito)


emi25doc : Ahi! Rimedio
proggen_ait94
proggen_ait94
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non so, non è obbligatorio farsi comprare dal marketing del momento, cioè far ammiccare le popstar agli ascoltatori un pelo meno superficiali (vedi anche la Swift e Del Rey). Già capire che è una tattica delle testone delle multinazionali del pop dovrebbe far evitare di perdere tempo. Burattinate.


emi25doc : Come ragionamento non fa una piega. È chiaro che questo sound sta tornando perché le case discografiche hanno capito che tra il pubblico di massa sta tornando un sentimento nostalgico della disco di quegli anni e quindi adesso torneranno a spremerlo finché non rimarrà nulla...però la speranza che mi ha dato questo disco (e pure RAM dei Daft Punk, anche di più) è che magari qualche artista coi controzebedei esca fuori dalla bolla underground e faccia qualche bel disco "disco" e "funk" da farmi girare le dita dei piedi. Diciamo che la mia recenza è un po' mossa anche da questo sentimento più che dalla qualità totale del album in sè
proggen_ait94: sono d'accordo, l'importante è avere le antenne rivolte verso il tombino per beccarli quando escono
proggen_ait94: comunque se non lo conosci potresti provare Thundercat
emi25doc : Thundercat è una gran figata. Gran bassista tra l'altro
musicalrust
musicalrust
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Sicuramente molto lontana dalla mia tazza da tè , ma le rece è scritta bene ed è mossa da nobili intenti .


joe strummer
joe strummer
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La seguo con grande attenzione su Instagram


sfascia carrozze: Io non seguo nulla.
Dice che dovrei?
joe strummer: Come può non seguire cotanta artista? In particolare, nei suoi contributi più intellettualmente raffinati, come il meritevole workout che svolge a questo link Dua Lipa - Let's Get Physical Work Out Video
joe strummer: (dal minuto 3.30 è assolutamente imperdibile)
Lao Tze
Lao Tze
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fin dai primi mesi del 2016 ho percepito un'attenzione mediatica enorme intorno a lei (con qualche singolo e zero album all'attivo). Insomma, si capiva che questa non era come le altre.
Cos'ha più di altre? questa, la vera domanda.


Geenooofficial: Posso rispondere?
Lao Tze: sì, ti concedo il permesso.
Geenooofficial: Mi sono dimenticato... ma qualcosa ci deve pur essere!
Hetzer
Hetzer
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Recensione:
Non capisco come faccia a piacere il labbro pendulo perennemente atteggiato (probabilmente ha una paresi…) che spicca come un'unghia nell'occhio sul fisico tipico dell'influenzatrice nata negli anni '90..
Capisco però che ci vuole uno sforzo notevole per cercare di mettere insieme qualche riga di "contenuto" per descrivere il nulla cosmico dell'ennesima operazione rumoristica teen-oriented che ha il guadagno come unica fonte di vita..

In questo caso però lo sforzo è stato paragonabile a quello fatto sul cesso la mattina dopo una mangiata all'all you can eat, e ha prodotto risultati paragonabili: un ponderoso mucchietto di merda ad altissimo peso specifico incollato sul fondo della tazza..


JOHNDOE: Non capisco come faccia a piacere...

SEI MEIO TE!

Ennesima stroncatura, stavolta alla recensione che invece è buona!
federico"benny"
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Andrò controcorrente, ma io concordo in tutto e per tutto con la recensione: a 'sta tizia non avrei dato due centesimi, ho evitato il suo debutto come la peste causa singoli martellanti e a dir poco mediocri, ma 'sto "Future Nostalgia" è fatto veramente bene. E non è solo questione di begli arrangiamenti, che comunque ci sono, ma anche di canzoni in sé: se mancano quelle anche la produzione migliore non può nascondere la pochezza che sta alla base di un album e qui (quasi) tutti i pezzi scorrono che è una meraviglia ("Physical" e "Levitating" in particolare sono due bombe pop). Poi probabilmente la tizia da sola continua a non valere due centesimi (anche se risulta comunque autrice primaria di tutti i brani, quindi tanto incapace forse non è), ma intanto ha sfornato uno dei dischi pop migliori di quest'anno, dietro giusto a quell'autentico gioiellino di "What's Your Pleasure?" di Jessie Ware.


emi25doc : "What's Your Pleasure" è un'altro disco che mi ha colpito positivamente quest'anno. Sarà colpa della quarantena? XD
federico"benny": Ahah, può essere e francamente pure io, credo, avrei bellamente ignorato Dua Lipa come sempre se non avessi avuto il tempo da ammazzare durante il lockdown (anche se ammetto che "Physical" mi era piaciuta già dai primi passaggi in radio). Jessie Ware invece, pur essendosi un po' persa dopo l'esordio, ha sempre prodotto roba piacevole e con una certa classe, per cui no, in questo caso non credo c'entri la quarantena ;)
StormOTLB
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Tra gli album migliori dell'anno


CoolOras
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La gente che entra nella recensione di un disco chiaramente mainstream pop e si lamenta perché, GUARDACASO, è un disco mainstream pop. Mah.


ZiOn
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L'ho ascoltato proprio oggi. Sicuramente un disco pop ben prodotto e cantato, tuttavia ho fatto fatica a trovare non solo un pezzo che trascina, ma anche un minimo di varietà compositiva (come dici tu stesso, i pezzi sembrano fatti con lo stampino). Sicuramente è una bella ragazza, questo non ci piove, ma non mi sembra che abbia una grande personalità artistica. È questo album ne è una conferma.


ZiOn: *E questo album (errata corrige) :D
ZiOn: Disse al primo ascolto. Al terzo: MOONLIGHT STARLIGHT I'M LEVITATING
raelmuz
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Non posso credere che tu abbia anche solo menzionato "Us" di Peter Gabriel, disco ricco di ricerca musicale e testi basati sulla psicanalisi (post divorzio) e infarcito di musicisti di livello per giustificare una canzoncina ballad alla fine di questa cagata da supermarket. Non c'è ricerca musicale, né testuale, né tantomeno una produzione degna di nota (ho ascoltato per curiosità anche i coevi di Lady Gaga e Katy Perry, praticamente suonano tutti e tre uguali). Lei è bella, sensuale, ma tutto si ferma lì purtroppo!


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