Copertina di Easy Star All-Stars Radiodread
Ghemison

• Voto:

Per appassionati di musica indie, fan dei radiohead, amanti del reggae e del dub, cultori di cover reinterpretate
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LA RECENSIONE

Sono tornati.

Il commando di esperti produttori e musicisti giamaicani che si nasconde dietro il nome Easy Star All-Stars torna tre anni dopo 'The Dub Side Of The Moon' per rileggere in chiave reggae/dub un altro capolavoro (maggiore addirittura) del rock psichedelico inglese: 'Ok Computer'.

Un'operazione sulla carta assai promettente, ma altrettanto ardua: come si possono accostare le alienanti strutture di quel disco al mood isolano? Difficile rispondere, Radiodread non risolve completamente il quesito.

Alcune ottime riletture vengono intervallate a momenti meno convincenti, quasi che il team fosse troppo spaventato di fronte ad una tale complessità: la mancanza è soprattutto nell'impossibilità di riprodurre la particolarissima tonalità vocale di Thom Yorke. Se Horace Andy (voce storica dei Massive Attack e forse il più bel falsetto caraibico di sempre) fa sua in maniera eccezionale "Airbag", lo stesso non può dirsi di Kirsty Rock alle prese con una dilatata "Paranoid Android" incerta ma valorizzata assai dai fiati. Anche il grande Toots (il James Brown di Kingston) non riesce a convincere in "Let Down", che pare un qualsiasi standard reggae.

Più convincenti "Exit Music", assai dubbosa, e "Fitter Happier" che viene trasformata da intermezzo a piccolo esperimento di convincente avant-dub.

Purtroppo non mantengono le attese la bellissima "Karma Police" (qui davvero sciatta) e "Electioneering" che perde tutta la sua carica distorta e quasi velvettiana.
Assai suggestive e riuscite "Climbing Up The Wall", "No Surprises e Lucky": fantastico trittico che flirta suadente con il rock, il dub e oserei dire il trip-hop.

Il disco giunge alla fine con le versioni dub di "Airbag" ed "Exit Music": una più incantevole dell'altra. E queste due tracce fanno salire il sospetto che se gli Easy Star All-Stars avessero osato un poco di più con riverberi ed echi probabilmente il risultato sarebbe stato più vicino allo spirito alienato dell'originale.

Un'occasione mancata? Non proprio, ma è chiaro che si poteva (si doveva) fare di più (un maggiore coraggio non avrebbe guastato).

 

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Riassunto del Bot

Radiodread vede gli Easy Star All-Stars tentare una coraggiosa cover reggae/dub di Ok Computer dei Radiohead. Pur con alcune riuscite splendide come "Airbag" e il trittico "Climbing Up The Wall", "No Surprises" e "Lucky", il disco non riesce a riprodurre completamente lo spirito dell'originale, soprattutto a causa di limitazioni vocali e di un approccio non sempre audace. Un buon lavoro ma con margini di miglioramento evidenti.

Tracce

01   Airbag (feat. Horace Andy) (05:00)

02   Paranoid Android (feat. Kirsty Rock) (06:27)

03   Subterranean Homesick Alien (feat. Junior Jazz) (04:41)

04   Exit Music (For a Film) (feat. Sugar Minott) (04:23)

05   Let Down (feat. Toots & The Maytals) (04:44)

06   Karma Police (feat. Citizen Cope) (04:48)

07   Fitter Happier (feat. Menny More) (02:20)

08   Electioneering (feat. Morgan Heritage) (04:34)

09   Climbing Up the Walls (feat. Tamar-Kali) (04:56)

10   No Surprises (feat. The Meditations) (04:02)

11   Lucky (feat. Frankie Paul) (05:45)

12   The Tourist (feat. Israel Vibration - Skelly Vibe) (04:07)

13   Exit Music (For a Dub) (04:39)

14   An Airbag Saved My Dub (04:50)

Easy Star All-Stars

Collettivo reggae/dub legato alla Easy Star Records di New York, noto per le reinterpretazioni integrali in levare di classici rock (Pink Floyd, Radiohead, Beatles, Michael Jackson, David Bowie) e per uscite di materiale originale.
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