Copertina di Edguy Tinnitus Sanctus
Bankotsu

• Voto:

Per fan di power metal e hard rock, appassionati di tobias sammet, ascoltatori di musica heavy e chi cerca album energici e ben prodotti.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Sammet è un genio.

Probabilmente dopo il magnifico "The Scarecrow" per il progetto Avantasia nessuno si aspettava di trovarsi davanti un altro capolavoro a distanza di pochi mesi, eppure ascoltando "Tinnitus Sanctus" non si può non rimanere affascinati. Lasciati gli sperimentalismi folli (seppure ben riusciti) di "Rocket Ride", gli Edguy decidono di riproporre un sound tendente all'Hard Rock e all’Heavy Metal, senza lasciarsi totalmente alle spalle la loro fama di Poweroni accaniti.

Il disco parte davvero bene con il singolo “The Ministry of Saints", già pregustato dal pubblico sul MySpace della band. Niente da dire, un brano grintoso e coinvolgente, con un ritornello forse non originalissimo ma ugualmente apprezzabile. Troviamo poi la nota dolente dell’intero album (ovviamente è un mio modesto parere). Si tratta di "Sex Fire Religion", che parte con delle buone premesse ma sembra non prendere mai quota e al momento decisivo scade in un chorus davvero insipido.

Si passa quindi al power più genuino con "The Pride of Creation", una traccia entusiasmante dal testo davvero particolare. Indubbiamente uno dei brani meglio riusciti, merita di essere ascoltata veramente da chiunque. Qualche traccia dopo troviamo "Dragonfly", ovvero quella che reputo la migliore canzone dell’album, stracarica di pathos e di epicità. Forse c’è bisogno di più di un ascolto per apprezzarla davvero, ma vi ritroverete presto a passeggiare per le strade canticchiando il ritornello.

Degne di nota sono poi "Thorn without a rose", la classica ballad melodica dell’album (che per fortuna si salva dalla banalità assoluta che sembra contagiare molte canzoni di questo tipo) e la speed track "Speedhoven", aggressiva e emozionante allo stesso tempo. Quest’ultima si merita il secondo posto alla pari con "The Pride of Creation".

E dopo "Dead or Rock", una canzone tutto sommato non malvagia e che si colloca nella media, troviamo il solito scherzo degli Edguy, che in questo album prende il nome di "Aren’t you a little pervert too"?!. Il fattore sorpresa è dato da un semplice fatto: nessuno si immaginerebbe alla fine di un album del genere di trovare una canzone country. Pur trattandosi di una buffonata (non credo la ascolterete più di una volta…) è comunque divertente assistere alla sfacciataggine di un gruppo del genere.

Insomma, a parte qualche nota dolente come la già citata track 2 e altre canzoni prive di particolare spessore che ho evitato di citare, ci troviamo davanti un bellissimo album, che di sicuro sarà apprezzato dai fan di vecchia data del gruppo, e probabilmente riuscirà a conquistarsi qualche nuovo sostenitore.

Da avere.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione evidenzia il talento di Tobias Sammet e il ritorno a un sound più hard rock/heavy metal dopo gli esperimenti di Rocket Ride. Brani come "The Ministry of Saints", "The Pride of Creation" e "Dragonfly" sono valorizzati come i punti forti dell'album. Qualche traccia meno riuscita, come "Sex Fire Religion", non intacca complessivamente la qualità del lavoro. L'album sarà apprezzato sia dai fan storici che da nuovi ascoltatori.

Tracce video

01   Ministry of Saints (05:02)

02   Sex Fire Religion (05:57)

03   The Pride of Creation (05:28)

04   Nine Lives (04:26)

05   Wake Up Dreaming Black (04:05)

06   Dragonfly (04:56)

07   Thorn Without a Rose (04:46)

08   9-2-9 (03:48)

09   Speedhoven (07:42)

10   Dead or Rock (04:59)

11   Aren't You a Little Pervert Too?! (02:20)

Edguy

Edguy è una band power metal tedesca fondata a Fulda nel 1992 e guidata dal cantante/compositore Tobias Sammet. Nota per l’approccio melodico e ironico, negli anni 2000 ha integrato elementi hard rock.
08 Recensioni

Altre recensioni

Di  ilfreddo

 Gli Edguy sono una grande band che sa suonare e regalare momenti di ottima musica.

 Non conosce i contraccettivi ed è sempre incinta di nuovi pregevoli lavori a distanza iper ravvicinata.