Fiammy

DeRango : 0,12
DeEtà™ : 7712 giorni • Qui dal 29 aprile 2005
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
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Forse non hai letto bene quello che ho scritto. Picasso non mi piace, è vero, però ne riconosco la particolarità nella tecnica. Il "Water", che io chiamo cesso, perché mi piace chiamare le cose col proprio nome, mi fa onco e non riesco a vederci assolutamente nulla d'artistico. Per me non è arte. Non ho fatto il manifesto dell'arte come disimpegno! Anzi, ha molto a che vedere con la filosofia, tant'è che tutta la storia dell'arte è permeata dall'humus culturale del tempo e si intreccia spesso e volentieri con la filosofia. Io ho detto solo che la giustificazione filosofica di un'opera non basta a renderla pregevole. E non mi si venga a parlare di soggettività, perché io leggo i vostri commenti ad altri artisti in giro per Debaser: li denigrate con la vostra spocchia intellettualoide. Quindi, se foste paladini della soggettività non lo fareste, giusto? I Velvet hanno la loro giustificazione storica nella derivazione dall'espressionismo, in Warhol, nella sperimentazione di suoni ripetitivi, eccetera. Però per me non è sufficiente per attribuire loro una genialità che io proprio non ci vedo! Poi scusa, ma paragonare loro a Baudelaire, lì l'hai fatta proprio fuori dal vaso!!!
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"parli di piacevolezza, e mi dai il destro dicendo "Mi dispiace, non riuscirò mai neanche lontanamente a paragonare un cesso in una sala ad un quadro di Monet, Picasso o Degas", ma ti ricordo che gli impressionisti venivano derisi come imbrattatele che mancavano di qualsiasi tecnica o conoscenze di pittura, e Picasso venne letteralmente preso per il culo anche da persone illuminate quando fece vedere le damoiselles d'avignone per la prima volta. E a molti fanno ancora schifo, esattamente come a te fa schifo il water di duchamp". E' vero, ma non è questo il discorso. Ho studiato entrambi e ti assicuro che i meriti nella loro tecnica ci sono eccome. Non in un cesso piazzato in una stanza. Se ti interessa chiamo il trombaio (idraulico) qui all'angolo ha un sacco di opere d'arte nel suo negozio...
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"leggi Baudelaire o deSade, che sono tra i nonni artistici dei Velvet Underground pensi sia solo ricreazione?". I nonni hanno nipoti degeneri e squalificanti.
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Se si ragiona sul significato delle cose diventa tutto più facile... sullo studio di cosa? Di stili? E' chiaro che allora il giudizio estetico non ha più scampo, se tutto ha una giustificazione artistica in un pugno di concetti. Il fatto è che cerchiamo cose diverse. Quando ho ascoltato Heroin il mio pensiero è stato: sperimentale, ma perché mi devo assassinare le orecchie? Non l'ascolto più. Probabilmente non dovevo neanche farmi il problema, dato che ripudi il fatto che si possa ascoltare la musica per il piacere. Mi dispiace, non riuscirò mai neanche lontanamente a paragonare un cesso in una sala ad un quadro di Monet, Picasso o Degas. E' un cesso e basta. Non mi interessa la filosofia che può ispirare, se voglio vedere un cesso guardo quello di casa mia. Se voglio filosofeggiare ho migliaia di libri da leggere. L'arte è ricreazione. E' qualcosa di diverso dalla speculazione. Quindi, ben vengano gli "artigiani" come Fidia e Michelangelo. Non lo dire troppo a giro però che sono artigiani: potresti ricevere plausi, ma anche solenni sputacchiature.
Mi dispiace vedere che c'è qualcuno che nell'arte parla di progresso, come se si trattasse di ricerca scientifica. Per cui la schifezza che viene dopo è sempre meglio dell'opera che viene prima. Il filosofo dell'ultim'ora cessaiolo se ne può stare a casa per me. Non c'è una giustificazione per preferire una sciarpa legata ad un palo allo studio delle forme nell'arte classica.
ps- la definizione di musica leggera che ti ho dato andava bene. I velvet sono rock? E allora sono musica leggera.
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Probabilmente non arriveremo mai a capirci. L'idea di bellezza e arte che ho io non è certo quella di un cesso piazzato in una sala di un museo. E sai perché? Perché potrei farlo anche io! Io ho tante di quelle idee rivoluzionarie e sperimentali che non ti immagini neanche. Che vuol dire il concetto di arte è cambiato? L'arte non è piacere? Cosa diavolo mi può fregare di una canzone sperimentale che fa schifo, fa venire il mal di testa? E la filosofia con l'arte? Cosa c'entra la musica col pensiero filosofico? A parte che il pensiero filosofico è molto opinabile: io posso prenderti Britney Spears e dirti che si ispira alla teoria atomistica di Democrito e al principio del piacere degli epicurei e stronzate del genere. Forse miglioro le schifezze che combina Britney Spears?
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Sono l'ultima persona a dire che la musica non sia anche studio. La musica è un punto d'incontro tra l'istinto e lo studio, nel senso che lo STUDIO è strumentale solo all'armonia del prodotto finale, per cui un'accozzaglia di note diventa un passaggio geniale. Una volta finito il prodotto sarà l'istinto a giudicare, ad amare o ad odiare. E non ci saranno critici in quel momento, né influenze artistiche da sbandierare. I Velvet Underground sono stati sicuramente all'avanguardia. Ma questo non l'hanno saputo fare. Non hanno consegnato ai posteri un'opera accattivante. E' questo forse che i critici non capiscono, il passaggio successivo al gusto, all'amabilità. Visto che si parla di musica, non si può non parlare di gusto. Il gusto però, si sa, è soggettivo ( o almeno la maggior parte della gente pensa che lo sia) e questo ha prestato il fianco per parlare di musica in modo sbagliato. Non è vero che non mi apprezzi sonorità diverse da quelle europee ed occidentali in generale. Ma questo discordo non c'entra assolutamente niente, perché gli stessi soggetti che innalzano sul podio i Velvet Underground, chissà come mai, non lo fanno rispetto alla musica jazz o alla musica africana, ma rispetto a cosa? Al resto del rock. A tutto quello che viene bollato come roba per ragazzini (con i soliti termini: iperprodotta, pomposa, barocca, che palle!). E' una sorta di rivalsa intellettuale, mi sbaglio o no?
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Anzitutto per musica leggera si intende per sottrazione quella che non è musica classica. Quindi i Velvet Underground ci rientrano eccome. Musica colta non vuol dire assolutamente niente, se non forse che si differenzia da prodotti meno referenziati. Io non ho fatto un discorso di importanza dell'album. Neanche di fischiettabilità. In realtà mi hai risposto con le solite storie: cioè mi hai contestualizzato l'album in questione, mi hai descritto l'humus culturale in cui si è sviluppato. Mi hai parlato di sperimentazione. Il fatto di cosa e con chi abbia studiato Reed non è indicativo proprio di niente (soprattutto considerando la pochezza e la ridicolaggine dell'istruzione americana). Hai detto solo che è un fatto che sia stato un album fondamentale, snocciolandomi poi concetti di base sull'innovazione novecentesca in campo artistico e musicale. Il che è un segreto di Pulcinella, restando sempre poi da dimostrare che il nuovo sia per forza meglio del vecchio. Voglio per esempio trovare qualcuno che abbia il coraggio di dire che Marinetti è meglio di Dante Alighieri!!!! O che i bolliti che espongono in fior di musei i loro cessi (in senso letterale!) facendoli passare per arte siano meglio di Fidia.
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Io però a questo punto vorrei sapere chi è che decide quale movimento è più culturale: il simbolismo, la psichedelia, il barocco, il minimalismo. Chi è che decide tutto questo. Voi? Scaruffi? Avete tutti fatto il conservatorio? Non vi è mai passato per la mente che alla musica leggera chiedete troppo? O che su un'enciclopedia di storia della musica si può scrivere qualsiasi cosa?
Lo sperimentale è per forza bello, orecchiabile, poetico? Su quali basi fate questi ragionamenti? Io lo vorrei capire. Su quali basi si giudicano opere di musica leggera dalle influenze artistiche e culturali? La storia della banana e di Warhol è carina, per carità, ma che c'entra? Quando avete parlato della genesi dell'album, di quello cui si ispira e che ha ispirato, pensate d'avere aggiunto qualcosa alla musica di questi artisti? Non avete aggiunto proprio niente. Li avete solo resi più antipatici. Voi e i saccenti che pensano ancora che l'arte sia un insieme di concetti e che vogliono riportare alla ragione quello che ragione non è. E non mi venite a dire che ciò che è orecchiabile non è vera musica. Puccini non è orecchiabile? Beethoven non è orecchiabile, o Mozart, o Wagner o Chopin?
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Salve, ho ascoltato Heroin. Mi fa pena. Mi ha fatto venire un mal di testa lancinante e non ci trovo nessun tipo di genialità. Se lo dico a Scaruffi si incazzerà secondo voi? L'arpeggio è carino. Il problema è che è un po' una lagna. Ma penso che voi non ne abbiate giudicato l'orecchiabilità o la tecnica. O la voce penosa di Lou Reed, almeno in questo brano. Sicuramente sarà stato innovativo, non lo metto in dubbio, una chicca per fini intenditori come quelli che circolano su questo forum. Per me è stato uno strazio di 7 minuti... Non riesco proprio a farmeli piacere....
Queen A Day At The Races
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Meravigliosa l'idea del tema portante da Tie your mother down passando per White man e arrivando a Teo Torriatte. Geniale tutto il resto. Ve ne consiglio l'ascolto. Ps- non ha niente a che vedere con The Works! Ps- vedo con piacere che è sempre la stessa cosa. Nessuno parla dell'album ma tutti sputano merda sull'artista in questione. Che professionalità.