Copertina di Enzo Jannacci Ci vuole orecchio
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Per appassionati di musica italiana, fan di cantautorato, estimatori di enzo jannacci, cultori della musica degli anni '80, amanti della poesia urbana
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LA RECENSIONE

Io so già che andrò controcorrente, ma amen, il bello della musica è anche questo.

L'album in questione, da jannacciano doc, lo considero uno dei suoi 5 migliori, e sono felice che nel 1980 ci abbia dato questo album perchè, e questo è il punto, era dal 1975 che non usciva con un disco all'altezza della propria fama. Eh già, direte voi, ma il precedente "Fotoricordo" (1979)? Su Debaser è considerata, stando alle classifiche qui pubblicate, il suo più bello, e io non ho mai capito il perchè visto che tolte due canzoni, "Io e te" e "Mario", a me sembra un lavoro modestissimo (i recitati sono migliori in altri album, le canzoni sono prese in prestito da Paolo Conte, l'unico brano scritto da Dario Fo, "La poiana", è debolissimo). Dunque ben venga questo "Ci vuole orecchio" che lo vede finalmente ai suoi livelli. Altissimi.

Rinfrancato anche a livello personale, sfodera una grinta mai vista, anche in tour, e colpisce duro con la title-track tutta fiati e buonumore che diventerà un must del proprio repertorio. In effetti, è bellissima, lunghissima, divertentissima. Ma ciò che viene dopo, forse, è anche meglio. Qui ci sono l'indimenticabile ritorno con Cochi e Renato nella clamorosa "Silvano" (un capolavoro lessicale, oltre che musicale, con i suoi "stringimi", "dammi l'ebrezza dei tendini", o ancora "spostami tutte le efelidi", "picchiami solo negli angoli") o l'iniziale "Musical", che segna anche una piccola, grande, svolta nel percorso musicale jannacciano, visto che trattasi di canzone musicalmente assai complessa; parte piano, si apre, proprio come in un musical, e mescola vita quotidiana a sogni, impossibili, da Broadway.

Basterebbe e avanzerebbe, ma Jannacci è incontenibile, e ci mette anche altri due pezzi destinati a fare storia a sé: "Il dritto", miserie di vita di tutti i giorni e fine, inevitabilmente, tragica ("Festa nella casa popolare al tre", e storia di un uomo che "non sapeva ballar, fingeva", ma conclude "diceva di voler l'amore, ma finì contro il muro e la vita finì") e la divertente, ma poi mica tanto, "Quello che canta onliù" (divertente più nella musica spigliata che nel testo, anche questo, amarissimo).

C'è tempo anche per un omaggio a Paolo Conte, "La sporca vita", e a "Fotoricordo il mare", il pezzo più debole del disco, evidente scarto dell'album precedente, a conferma di come quel lavoro fosse di suo debole.

Da segnalare, infine, l'interessante, e mestissima, "Si vede". Forse non proprio riuscita, ma l'idea è folgorante: capire da un ombrello, in una città respingente e piovosa, la fine di un amore. E' affine a molti brani di Jannacci (si veda l'antica "Il Duomo di Milano"), al cantautore mai è importato raccontare di Brera o Montenapoleone, cioè della Milano del centro, luminosa e artificiale, ma di quella periferica, grigia ma, a suo modo, poetica. Io che sono del luogo, confermo.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Ci vuole orecchio' come uno dei 5 migliori album di Enzo Jannacci, sottolineando una ritrovata energia e qualità musicale dopo un periodo di lavori inferiori. Vengono evidenziati brani memorabili come la title-track e 'Silvano', insieme all'attenzione alle tematiche sociali e poetiche della periferia milanese. L'autore evidenzia inoltre l'originalità e la profondità del disco, con grande apprezzamento per l'evoluzione artistica di Jannacci nel 1980.

Tracce testi

01   Ci Vuole Orecchio (04:08)

E la bobina continua a girare
sì ma la base va avanti anche da sola
e noi che abbiamo tutta la voce in gola?
Ma senza base non si può cantare,
e con la base non si può stonare,
non si puo` sbagliare.
Perche`...

Perche` ci vuole orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, intinto dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose E la bobina continua a girare
sì ma la base va avanti anche da sola
e noi che abbiamo tutta la voce in gola?
Ma senza base non si può cantare,
e con la base non si può stonare,
non si puo` sbagliare.
Perche`...

Perche` ci vuole orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, intinto dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!

Eh, dal vivo oggi non si può più suonare,
l'orchestra e` ormai quattro battute dopo
I fiati hanno già fatto il loro gioco,
anche il sassofono va via in gol e lascia fare,
e noi come dei pirla qui a provare,
ma con l'orchestra non si puo` sbagliare,
perche`...

Perche` ci vuole orecchio
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto, tanto
anzi parecchio...
Per fare certe cose
bisogna avere orecchio!

Chi ha perso il ritmo si deve ritirare
non c'è più posto per chi sa far da solo,
due note e un si bemolle fuori luogo
Vietato di fermarsi anche a respirare
che qui la base continua a girare,
chi non sa stare a tempo, prego andare.
Perche`... perche`... perche`...

Perche` ci vuole orecchio
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!

ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!

Eh, dal vivo oggi non si può più suonare,
l'orchestra e` ormai quattro battute dopo
I fiati hanno già fatto il loro gioco,
anche il sassofono va via in gol e lascia fare,
e noi come dei pirla qui a provare,
ma con l'orchestra non si puo` sbagliare,
perche`...

Perche` ci vuole orecchio
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto, tanto
anzi parecchio...
Per fare certe cose
bisogna avere orecchio!

Chi ha perso il ritmo si deve ritirare
non c'è più posto per chi sa far da solo,
due note e un si bemolle fuori luogo
Vietato di fermarsi anche a respirare
che qui la base continua a girare,
chi non sa stare a tempo, prego andare.
Perche`... perche`... perche`...

Perche` ci vuole orecchio
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
bisogna avere il pacco
immerso, immerso dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!

02   Silvano (04:36)

Enzo Jannacci

Enzo Jannacci (1935-2013) è stato uno dei più grandi cantautori italiani, noto per il suo humour agrodolce, per l’attenzione agli emarginati e per una poetica tra jazz, nonsense, teatro e cabaret. Medico, attore, musicista: è stato la Milano che sognava nell’acqua sporca e rideva nella nebbia.
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Di  cece65

 «PERCHE' CI VUOLE ORECCHIOOO! CI VUOLE TUTTO IL PACCOO IMMERSO INTINTO DENTRO IL SECCHIOOO!»

 «Vai proprio in fondo alla piazza, fatti cantare da lui. Ma prima accertarsi bene che quello che canta sia proprio Onliùùùùù!»