Copertina di Enzo Jannacci El portava i scarp del tennis
RIBALDO

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Per amanti della musica italiana, appassionati di cantautori, cultori della cultura milanese e chi cerca canzoni autentiche e profonde
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LA RECENSIONE

El portava i scarp el tennis è un CD doppio, un "the best of" di Enzo Jannacci.

Circa tre mesi fa mi trovavo in un autogrill. Quando entro in un autogrill, spesso, come penso facciano anche molti di voi, mi metto a frugare tra CD e DVD per vedere se c'è qualcosa che mi interessa ma io non sono alla ricerca del TRASH a buon mercato ma del "bello" e questo doppio CD è MOLTO bello.

Chi non conosce Jannacci? Massì come no certo ...Jannacci! quello che cantava vengo anch'io no tu no giusto? ...quello che diceva ci vuole oreeeecchioooo... che poi poraccio mi pare che sia morto da poco... massì è morto quando è morto pure coso là ... Califano!

Insomma io come quasi tutti lo conoscevo così Enzo Jannacci, di "striscio". Poi ci sono quelli che lo conoscono molto bene ma sono pochi, Jannacci non è Eros Ramazzotti che lo conoscono pure i sassi, è molto meglio ma questa è un'altra storia.

 Jannacci rispetto a noi è di un'altra epoca, potrebbe essere mio padre, per molti di voi potrebbe essere vostro nonno. Era della scuola milanese quella di Dario Fo, Gaber... già Gaber. è bello quando parla Gaber e se lo diceva pure Enzo mi sa che era vero. Di un'altra epoca dicevo. Eppure era più moderno di tutti noi, dell'hacker più scafato, dell'internettaro più incallito che sa tutto e non sa un cazzo. Perchè? Perchè era un uomo libero. Libero da condizionamenti, da pregiudizi. Schietto, sincero, uno fico, uno vero. Era perfino un artista.

Quegli occhietti visti, ancor più piccoli dietro le spesse lenti dei sui occhiali da miope, quel suo (apparente) farfugliare quasi incomprensibile celavano in qualche modo la sua anima, la sua non comune sensibilità, la sua sottile intelligenza, la sua cultura. Invece era un maestro di vita, un saggio, un filosofo, un matto.

E così al terzo ascolto di questo CD ho iniziato a commuovermi davvero quando mi dice che bucarsi è ormai anche fuori moda e che è bello quando guardi il tunnel da cui sei appena uscito e non ti sembra vero. Mi commuovo quando un barbone ti chiede una sigaretta e tu non gliela dai perchè è l'ultima ma lui la vuole lo stesso perchè sta scoppiando come ...hai presente un canotto mordicchiato da un dobermann? Mi si stringe il cuore a vedere tutti i giorni Vincenzina che va in fabbrica dimessa e rassegnata credendo che quella sia la vita. Che per suonare e per vivere, per saper stare al mondo ci vuole orecchio.

Poi ce n'è una strepitosa dove lui dice Silvanoooo e non valevo le ciccioli e si vede che si diverte lui e la sua musica. Si sente che fa sul serio, la gioia di vivere, la passione, l'energia. Roba vera non è musica di plastica.

28 canzoni che te lo fanno conoscere un po' di più. Il link dice 19.90 ma all'autogrill 9.90 (euro). Che scemi 28 canzoni di Enzo Jannacci a 9,90 ahah ...quando per mangiarti una pizza e una birra (di merda) spendi il doppio.

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Riassunto del Bot

Il doppio CD 'El portava i scarp del tennis' è un'antologia che racconta il talento unico di Enzo Jannacci. Un artista schietto, libero e profondo, capace di emozionare con ironia e poesia. La raccolta offre 28 brani intensi, che riscoprono la vita, la cultura e l'anima milanese attraverso la musica di un maestro senza tempo.

Tracce testi video

01   El portava i scarp del tennis (05:15)

Leggi il testo

02   Vincenzina e la fabbrica (04:00)

03   Messico e nuvole (03:15)

04   La strana famiglia (03:13)

05   Hai pensato mai (02:09)

06   L'Armando (02:36)

07   Quando un musicista ride (04:32)

08   Musical (05:58)

10   Domenica 24 marzo (03:02)

11   La fotografia (05:00)

12   Quando il sipario calerà (04:01)

13   Una fetta di limone (03:14)

14   Se me lo dicevi prima (04:22)

15   Poveri cantautori (04:07)

16   Saxophone (03:20)

17   Bartali (04:07)

18   Ci vuole orecchio (06:05)

Leggi il testo

19   No tu no (03:03)

20   Silvano (04:07)

22   Quelli che... aspettano (06:36)

23   I soliti accordi (04:39)

24   Ragazzo padre (03:41)

25   Son sciopaa (05:05)

26   Quelli che... il calcio (08:19)

27   Giovanni telegrafista (03:19)

28   Già la luna è in mezzo al mare (04:45)

Enzo Jannacci

Enzo Jannacci (1935-2013) è stato uno dei più grandi cantautori italiani, noto per il suo humour agrodolce, per l’attenzione agli emarginati e per una poetica tra jazz, nonsense, teatro e cabaret. Medico, attore, musicista: è stato la Milano che sognava nell’acqua sporca e rideva nella nebbia.
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