Ispirata all'omonimo fumetto di culto di Garth Ennis (che, a scanso di equivoci per quelli che arriveranno: non ho letto ma so già essere più bello, più violento, più scorretto e più tutto quel che volete...) ed ideata da Eric Kripke (il genio che ha creato e seguito anche Supernatural), The Boys è la serie sicuramente più popolare tra quelle originali di Amazon Prime, e nell'ultimo biennio è diventata un fenomeno di massa e social.

Non è in assoluto la prima serie ad essere dissacrante verso il mondo dei supereroi, ricordo anche il caso di Misfits di una decina di anni fa. Ma, in quel caso, la serie british metteva in scena alcuni disadattati e sbandati che si trovavano con dei poteri dopo una tempesta. Nel caso di The Boys, il lato oscuro dei supereroi viene amplificato da protagonisti psicopatici e violenti, manipolatori e manovrati dall'alto.

Ma usando il pretesto del mondo dei supereroi, così centrale nella cultura pop americana, The Boys è una dissacrazione del mito americano in generale, un mito costruito scientificamente per essere poi venduto alle masse adoranti attraverso il marketing e la propaganda.

The Boys è infatti una intelligente e forte critica dall'interno dell'americanismo e non mancano diversi riferimenti meta-cinematografici o meta-seriali (ad esempio nel personaggio di Giancarlo Esposito, estremamente simile al leggendario Gus Fring di Breaking Bad, e che vorrebbe andare in pensione in Belize...).

Il vero fulcro della serie, alla fine, è senza dubbio il discorso sui media e sulla macchina della propaganda. Argomento caro anche, ad esempio, a Clint Eastwood.

La prima stagione è molto più bella rispetto alla seconda, grazie anche al conflitto edipico del villain principale/personaggio simbolo Patriota con una tostissima Elisabeth Shue in grande spolvero e super hot.

La seconda, pur avendo ancora diversi momenti top ed offrendo un bell'intrattenimento, nel complesso si perde ed appesantisce in discorsi politici più prevedibili e legati all'attualità. E si fa quindi meno travolgente rispetto alla prima stagione, che è una vera perla.

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