Copertina di Evile Infected Nations
Dimitri Molotov

• Voto:

Per appassionati di thrash metal e metal britannico, fan degli evile, ascoltatori critici di album metal
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Per la mia prima recensione mi trovo a parlare di quello che dovrebbe essere il disco di "conferma" delle buone cose fatteci vedere dagli Evile. Che dire di “Infected Nations”? Trasportato dall’entusiasmo dopo aver ascoltato il disco d’esordio della band, “Enter The Grave”, mi sono sentito di voler ampliare le mie conoscenze, per così dire. Fatto partire l’album, ad attendermi c’era la title-track, anzi “Infected Nation”, senza la “s” finale. A mio parere è un ottimo pezzo, tanto che mi ero preparato a un altro buon disco. Invece subito dopo viene “Now Demolition”, che ho addirittura faticato ad ascoltare fino alla fine a causa dei ritmi troppo lenti, se paragonati agli standard della band britannica. Molto originale il ritornello, nel quale Matt Drake ripete in tono malinconico e monotono due parole: “now” e… ”demolition”. Ma guarda un po’. La terza traccia è “Nosophoros”, altro pezzo molto spinto che mi ha portato a pensare che la seconda traccia fosse un’eccezione rispetto al resto dell’album. Purtroppo, proseguendo con l’ascolto, ho concluso a malincuore che le eccezioni sono proprio i due brani positivi. Infatti, il resto dell’album è nello stile di “Now Demolition”, con ritmi lenti che eseguiti dagli Evile fanno storcere il naso anche al trasher più accanito. Figurarsi all’ascoltatore medio.

Chiude l’album la lunghissima traccia strumentale “Hundred Wrathful Deities” (trad. “Cento divinità furibonde”), di oltre 11 minuti. Tra l’altro, non è che le altre canzoni fossero di molto più corte. Forse le cento divinità si sono infuriate a causa di un tale calo di un gruppo promettente come i britannici. Con uno stile nella sostanza simile ma allo stesso tempo completamente diverso dal disco d’esordio si salvano solamente il buon Ol, fratello di Matt, con i suoi assoli e il batterista Ben Carter, che spinge anche quando c’è ben poco da spingere.

In sintesi: consigliato? Non dite fesserie. Ascoltate “Enter The Grave” piuttosto. Il mio voto finale per questo album pesante da ascoltare (anche se composto da sole 9 tracce) è di 2/5. Semplicemente perché 1/5 è per i dischi di Justin Bieber.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Infected Nations' degli Evile come un disco deludente rispetto all'esordio 'Enter The Grave'. Nonostante alcuni pezzi apprezzabili e ottimi assoli di Ol Drake, l'album soffre di ritmi lenti e monotoni che allontanano anche i fan del thrash metal. La traccia finale lunga è considerata eccessiva, e nel complesso il giudizio è negativo con un voto di 2/5.

Tracce video

01   Infected Nation (05:33)

02   Now Demolition (05:46)

03   Nosophoros (05:29)

04   Genocide (07:42)

05   Plague to End All Plagues (05:55)

06   Devoid of Thought (05:37)

07   Time No More (04:00)

08   Metamorphosis (07:39)

09   Hundred Wrathful Deities (11:15)

10   My Parasite (04:17)

Evile

Evile è una band thrash metal britannica nota per il debutto Enter the Grave, prodotto da Flemming Rasmussen. La band ha subito la tragica perdita del bassista Mike Alexander, citata nelle recensioni, e ha continuato con Joel Graham al basso.
03 Recensioni