Nel 1986 Falco era al top.
Un tour trionfale appena concluso in Europa, clamorosi riscontri di vendita negli Stati Uniti, le copertine delle riviste, premi e riconoscimenti a profusione.
Inevitabilmente di lì a poco arrivarono puntuali le pressioni della nuova - e decisamente munifica - casa discografica, che lo convinsero - o più probabilmente, constrinsero - a rientrare in studio in tutta fretta per incidere un nuovo album, sfruttando così il momento commercialmente propizio.
Risultato: a distanza di appena un anno da Falco 3 uscì "Emotional", un disco ambizioso, in odor di grandeur con atmosfere e sonorità sostanzialmente simili al lavoro precedente.
La fine degli impegni promozionali per l’album uscito l’anno prima coincise dunque con il precipitoso ritorno in Olanda per le sessioni di registrazione.
Per questo motivo l’austriaco non riuscì a dedicare molto tempo al processo creativo del nuovo LP, partecipando solo parzialmente alla scrittura dei testi e delegando pressochè per intero la direzione artistica al confermatissimo team di produttori Bolland & Bolland.
Come singolo di lancio fu scelto il gioioso inno "The Sound of Musik", supportato da un altro videoclip roboante ed un po’ pacchiano in stile Rock me Amadeus.
L’obiettivo era chiaro: provare a replicare il successo del brano che lo aveva reso una star. La mossa non riuscì. Il riscontro sul mercato europeo fu tiepidino, e fuori dall’UE andò anche peggio.
Stessa sorte per un altro estratto dell’album, la pur splendida "Emotional", con tributo ad Elvis nel videoclip e sonorità soulful scelte per blandire il pubblico USA. Altra mossa vana: per il disappunto della WEA, né i singoli né il 33 giri ottennero dati di vendita apprezzabili su piazze commercialmente “golose” come quelle di Regno Unito ed America.
A garantire comunque il podio delle charts germanofone ci pensò comunque la seconda parte della saga di Jeanny, pavidamente intitolata "Coming Home" per calmierare un po’ le polemiche e con liriche edulcorate per non incorrere in nuovi problemi di censura ed ostilità mediatica.
Venne comunque mantenuto inalterato il mood stilistico, creando così una sorta di "copia-carbone" del brano originale per garantirsi il gradimento del pubblico.
Queste mosse risultarono decisive per il successo del singolo e, di riflesso, dell’intero LP.
Falco intraprese così un altro tour - talvolta bucando qualche data per via di una condizione psicofisica sempre più precaria - che durò fino a primavera del 1987, toccando tra l’altro anche il Giappone. Lì trovo un accoglienza calorosissima, con scene di isteria in aeroporto e fuori dagli Hotels. Inaspettati scampoli di esotica gloria.
Sarebbe stata l'ultima, prima di un repentino declino che era già alle porte.