Copertina di Fear Factory Digimortal
killgod

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Per appassionati di metal industrial e thrash, fan di musica alternativa e sperimentale, amanti di sonorità elettroniche e temi fantascientifici
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LA RECENSIONE

"Digimortal" inizia dove termina "Obsolete" che trattava la trama di un film di lotta tra uomini e macchine, adesso il risultato della guerra ha portato alla sintesi tra le due entità a confronto basando il tema del lavoro sulla fusione intera tra i chip e gli umani. Sorge spontaneo chiedere "ma chi comanda tra loro"?

Potrebbe essere anche una delle domande che ti poni dopo aver guardato un classico come "Blade Runner". Analizzando "Digimortal" si trovano vari elementi di coesione con i CD precedenti creando un sound equilibrato che include thrash-metal e cross-over, la novità è un uso maggiore del sinth che, come sentiamo con le sirene in "No-One", grandissimo pezzo, è presente in tutto l'album rendendolo molto industrial.
La perla thrash è "Acres Of Skin", dove la band da il massimo creando una canzone unica nel loro tipico stile distruttivo sonoricamente. La seguente vede la partecipazione di B-Real dei Cypress Hill che butta giu rime su una base elettronica creando il primo esaltante metal-rap dei Fear Factory.

Nel complesso questo CD è carico di energia, si allontana dai precedenti solo perchè con track come "Damaged" e "Linchpin" è di più facile ascolto, una grandissima intro del batterista si spreca su un pezzo, "Hurt Conveyor", che si distingue solo per questo ma poi è veramente monotono. Nel mixaggio hanno deciso di alzare il volume della doppia grancassa di Raymond Herrera talmente che assomiglia ad un effetto elettronico. L'edizione lmitata ha quattro tracce in più tra cui una cover dei Metallica e una strumentale.

Non mi dispiace come disco anche se ha segnato la partenza del chitarrista verso orizzonti non ben definiti, è comunque un buon lavoro in cui nessuno sfigura particolarmente.

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Riassunto del Bot

Digimortal continua il racconto fantascientifico iniziato con Obsolete, proponendo un sound equilibrato tra thrash e industrial metal. L'uso esteso di sintetizzatori e la collaborazione con B-Real portano innovazione, mentre tracce come Acres Of Skin e No-One si distinguono per energia e originalità. Alcuni pezzi risultano più accessibili, con lievi difetti nel mixaggio, ma nel complesso l'album mantiene un buon livello e segna una tappa importante nella carriera della band.

Tracce testi video

01   What Will Become? (03:23)

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04   No One (03:36)

06   Invisible Wounds (Dark Bodies) (03:54)

08   Back the Fuck Up (feat. B-Real) (03:09)

10   Hurt Conveyor (03:40)

11   (Memory Imprints) Never End (06:50)

12   Dead Man Walking (03:16)

13   Strain vs. Resistance (03:25)

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15   Full Metal Contact (02:30)

Fear Factory

Fear Factory è una band di Los Angeles associata a una fusione di metal estremo ed elementi industrial/elettronici, spesso legata a immaginari distopici e al tema uomo-macchina. Nelle recensioni spiccano l’alternanza tra growl e parti pulite e un approccio ritmico serrato e “meccanico”.
21 Recensioni