Copertina di Feist Metals
catcarlo

• Voto:

Per appassionati di musica indie e folk, ascoltatori di album introspectivi, fan di artisti come carole king e joni mitchell
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LA RECENSIONE

Un disco inquieto, nel quale serpeggia una cupezza che ben si riflette nei riflessi freddi del titolo e nei colori spenti di una copertina vagamente angosciante. Il terzo album di Leslie Feist non è certo fatto per ammaliare l’ascoltatore al primo impatto, ma con il passare degli ascolti le sue qualità si svelano sempre più. Con una voce ormai matura – non bella, ma peculiare e, a suo modo, conturbante – l’autrice inizia il lavoro come una versione autunnale di Carole King e lo conclude con più di uno sguardo alla sua illustre compatriota Joni Mitchell.

Nei primi brani gli arrangiamenti sono più corposi, ma non è detto che fiati, tastiere e chitarre elettriche contribuiscano ad alleggerire l’atmosfera: qua e là, come in ‘Graveyard’, sono anzi fondamentali per generare un innegabile senso di malessere. Col passare delle canzoni, poi, si accentuano i toni intimistici – annunciati già al terzo brano da ‘Caught in a long wind’ – ed è soprattutto l’interazione tra canto e chitarra a offrire i momenti più emozionanti, tanto che qualche deviazione, come il non indovinato ritornello di ‘Cicadas & Gulls’, rischia talvolta di rovinare l’effetto.

Fra i passaggi più riusciti si trovano allora il folk dalla quasi impalpabile patina pop che contraddistingue ‘Bittersweet Melodies’ e ‘Comfort Me’, mentre ‘Anti Pioneer’ mette in mostra qualche fragranza soul: la conclusione di ‘Get it Wrong, Get it Right’, invece, restituisce ancora una Feist intima e acustica che, in punta di piedi, si accomiata dal suo pubblico che non può non essere soddisfatto di un lavoro ombroso (nelle musiche come nelle parole) ma ricco di qualità.

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Riassunto del Bot

Il terzo album di Leslie Feist, 'Metals', si presenta inizialmente cupo e inquieto, ma svela qualità profonde con il progredire degli ascolti. La voce dell'artista, peculiare e matura, accompagna arrangiamenti ricchi che creano un'atmosfera malinconica e intima. Le influenze di Carole King e Joni Mitchell emergono nelle sfumature folk e soul, offrendo momenti emozionanti nonostante alcune imperfezioni. Un disco ombroso ma ricco di qualità che soddisferà gli amanti della musica riflessiva.

Tracce video

01   The Bad in Each Other (04:44)

02   Graveyard (04:17)

03   Caught a Long Wind (04:54)

04   How Come You Never Go There (03:24)

05   A Commotion (03:53)

06   The Circle Married the Line (03:22)

07   Bittersweet Melodies (03:56)

08   Anti-Pioneer (05:33)

09   Undiscovered First (04:58)

10   Cicadas and Gulls (03:16)

11   Comfort Me (04:03)

12   Get It Wrong Get It Right (03:38)

13   Woe Be (03:13)

Feist

Leslie Feist (nata il 13 febbraio 1976 a Calgary) è una cantautrice canadese, nota professionalmente come Feist. Ha collaborato con collettivi e artisti come Broken Social Scene e ha pubblicato album importanti tra cui Let It Die, The Reminder e Metals.
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