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Per appassionati di rock italiano, fan di musica d'autore, ascoltatori di rock anni '90, cultori di musica indipendente e testi riflessivi
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LA RECENSIONE

Che ai discografici italiani non importi assolutamente nulla della qualità della musica è cosa ormai tristemente risaputa e sulla quale non vale la pena di spendere ulteriori parole, ma che si fosse permesso che un artista del calibro di Filippo Malatesta cadesse nel dimenticatoio dopo gli splendidi album realizzati negli anni '90 era un fatto che gridava vendetta, soprattutto alla luce di certi personaggi assolutamente anonimi e senza spessore arrivati al successo negli ultimi anni.
Per fortuna la caparbietà e la tenacia di questo bravo romagnolo hanno avuto la meglio ed ora possiamo ascoltare questo nuovo album che inizialmente era venduto solo in rete e in qualche edicola dalle parti di Forlì e di Rimini, ma che ora è regolarmente distribuito grazie alla lungimiranza di una piccola etichetta, la Self.

"Giramondo" è anche il titolo del pezzo che apre l'album, con un fisarmonicista di strada registrato in presa diretta. Poi parte lui con un bel pezzo rock semplice e diretto, in cui dimostra che, dai fasti de "La figlia del re", nulla è cambiato e le cose sono ancora al loro giusto posto.
Sempre sull'onda del rock anche "Boh" con un testo dove si evidenzia l'incertezza nel futuro e si invita a scappare in Messico a divertirsi.
Poi una bella ballata melodica, "Cento giorni", quindi una fisarmonica apre "Con un filo di gas", un pezzo dall'andamento abbastanza simile a quello di "Alla grande" del 1997.
Si ritorna al rock'n'roll con dei bei riff chitarristici con "Il gatto" dove l'artista si paragona ad un gatto che, si dice, abbia sette vite.
Si torna alla ballata morbida con "Solo", un pezzo che ricorda in qualche modo "La fata" di Edoardo Bennato, un brano molto acustico e coinvolgente.
Anche nei dischi precedenti Filippo aveva lasciato intendere una certa passione per i pezzi simil-country e "Luna Park" ne è una conferma.
Un'altra ballata melodica con "Fantastico", poi di nuovo chitarre elettriche per "Dieci teste (Testa di jeans)".
"Meteo" è un testo che riflette sulla bravura dei metereologi nell'azzeccare sempre le previsioni, "Trenta gradi all'ombra", altro pezzo dall'andamento country-rock.
"Una vita selvatica", un altro di quei rock diretti e semplici di cui si diceva all'inizio, poi si chiude la parte di studio con "A volte il Paradiso".

C'è anche una serie di bonus-tracks incise dal vivo con versioni acustiche di cinque tra i suoi pezzi migliori degli album degli anni '90, "Non Voglio sentire niente" e "Con o senza me" da "Malatesta" del '94, "Alla grande" e "Domani" da "Il re delle tre" del '97 e quello che forse rimane come il suo brano di maggiore successo, cioè quel "La figlia del re" che nel '92 lo impose all'attenzione del pubblico più attento.
Speriamo che adesso qualcuno lo noti definitivamente e che Filippo possa permettersi un lancio in grande stile, se lo merita.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia la qualità e la tenacia di Filippo Malatesta nel rilanciare la propria musica con l'album Giramondo, distribuito grazie a una piccola etichetta indipendente. Il disco offre un mix di rock semplice e diretto, ballate melodiche e influenze country, mantenendo intatta la cifra artistica degli anni '90. Le bonus track live rendono omaggio al passato. Un lavoro apprezzato e meritevole di maggiore attenzione.

Tracce video

01   Giramondo (04:23)

03   Cento giorni (04:15)

04   Con un filo di gas (04:11)

05   Il gatto (03:08)

06   Solo (03:52)

07   Luna park (03:42)

08   Fantastico (04:01)

09   Dieci teste (Testa di jeans) (03:30)

10   Meteo (03:58)

11   Trenta gradi all'ombra (03:56)

12   Una vita selvatica (03:35)

13   A volte il paradiso (04:34)

Filippo Malatesta

Cantautore italiano originario della Romagna, attivo dagli anni '70, noto per il brano 'La figlia del re' e per album come 'Malatesta', 'Il re delle tre' e 'Giramondo'.
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