Copertina di Foghat Boogie Motel
pier_paolo_farina

• Voto:

Per appassionati di rock anni '70, fan del boogie e southern rock, amanti delle chitarre slide e della musica dal vivo energica.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Foghat è un gruppazzo boogie rock tutto grinta e sudore che ha imperversato per gli Stati Uniti per quasi trent'anni, pubblicando un mucchio di dischi e tenendo migliaia di concerti, prima che nove anni fa un malaccio si portasse via il loro leader Dave Peverett e tutto da quel momento cominciasse a prendere contorni indistinti. Per il loro sound ed il loro approccio rude, diretto e grintoso potrebbero essere messi nel calderone del Southern Rock a stelle e strisce, quello insomma di Allman Brothers, Lynyrd Skynyrd e Blackfoot, se non fosse che... sono inglesi, benché trapiantati stabilmente negli USA dopo che le prime uscite discografiche e le prime tournée avevano dimostrato chiaramente che quello era il loro pubblico.

Il cantante, chitarrista e compositore Peverett era uscito nel 1970 dai Savoy Brown, una di quelle band londinesi che se la giocavano a fine anni sessanta con Free, Led Zeppelin, Jeff Beck Group e similia nell'ambito del British Blues, portandosi dietro bassista e batterista e completando la formazione con quello che si rivelerà un vero fuoriclasse della chitarra slide, al secolo Rod Price, autentica reincarnazione inglese di Duane Allman sia nell'aspetto (baffoni e basettoni hippy) che nell'armamentario (Gibson "diavoletto" e bottiglietta di Coricidin infilata al dito medio), nonché e soprattutto nell'abilità e nella sensibilità esecutiva, strepitose.

Della montagna di musica messa insieme dai Foghat in tutti questi anni, vi sono poche e precise cose da dire: innanzitutto che era una band che dava largamente il meglio dal vivo, dimensione nella quale liberava compiutamente il proprio spirito semplice e genuino nonché la fenomenale carica ritmica. In studio la situazione era più "frenata", si cercava di dare varietà e spessore compositivo al tutto, con risultati a volte buoni, a volte meno. Dal vivo non c'erano invece problemi: Foghat era sinonimo di grezzo (ma non rozzo), infettivo rock, sia nelle performance secche di tre minuti, sia in quelle dilatate all'inverosimile da lunghe divagazioni strumentali.

Il gruppo suonava già "vecchio" negli anni settanta al tempo del suo massimo successo, figurarsi oggi: un rockblues retrogrado, sputato fuori senza vergogna anzi con fierezza, ogni tanto ingentilito (in studio) da contaminazioni verso il pop, o magari il country, ma al suo meglio quando si scatena in lunghe e selvagge cavalcate, ascoltando le quali non si può non affezionarsi al povero Peverett (sicuramente non dotato di particolare talento vocale ma quanto di più schietto e generoso un musicista possa essere) ed eccitarsi al contagioso "tiro" di questo compattissimo quartetto.

Ottimo esempio di quanto appena detto sta nella canzone che intitola quest'album: un riff semplice semplice, buttato in faccia con (positiva) ferocia, intorno al quale si crea un vortice di chitarre, scambi di assolo e variazioni strumentali ai quali è impossibile resistere: il piedino si mette a battere senza potersi fermare per tutti gli oltre sette minuti di questo trascinantissimo tour de force.

Quest'opera del 1979 non credo infine sia da annoverare fra le loro migliori; a questo proposito consiglio innanzitutto "Foghat Live" (1977) che, com'è logico che sia, rimane il loro più grande successo commerciale, mentre le cose migliori fatte in studio si intitolano "Stone Blue" (1978) e "Fool For The City" (1975). Ho comunque scelto di recensire "Boogie Motel" per quella figata di copertina che si ritrova, e che meritava un po' di visibilità.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album Boogie Motel dei Foghat, band inglese di boogie rock con radici southern rock americano. Viene evidenziata la forza delle performance dal vivo e il carisma di Dave Peverett e Rod Price. L’album del 1979 è apprezzato per l’energia e i riff semplici ma efficaci, anche se non è tra i migliori lavori in studio del gruppo. L’opera è consigliata a chi ama il rock gritroso e genuino degli anni '70.

Tracce video

01   Somebody's Been Sleepin in My Bed (03:50)

02   Third Time Lucky (04:12)

03   Comin Down With Love (05:23)

04   Paradise Alley (05:37)

05   Boogie Motel (07:20)

06   Love in Motion (04:30)

07   Nervous Release (05:52)

Foghat

Foghat sono una band boogie/blues rock britannica formata a Londra nel 1971 da ex membri dei Savoy Brown (Dave Peverett, Roger Earl, Tony Stevens) con Rod Price alla slide. Hanno sfondato negli USA con classici come Slow Ride e l’album Fool for the City, e sono celebri per l’energia live. Peverett è scomparso nel 2000, Price nel 2005; la band ha continuato l’attività guidata da Roger Earl.
03 Recensioni