Secondo album di De Gregori dopo l'esordio con Venditti!!
Alice non lo sa, anno 1973 un De Gregori giovanissimo che incanta con canzoni come "Alice" (che rimarrà un simbolo della sua gioventù artistica), "1940" che parla della Francia occupata dalle truppe naziste nella seconda guerra mondiale, "Le strade di lei" un'angosciosa ed enigmatica storia di abbandoni, alla dolce e geniale "Suonatori di flauto" con melodia da ninna nanna, a "Buonanotte fratello" classico pezzo tormentato alla De Gregori, allo strano e forse meno bello dei pezzi di quest'album "Sono tuo" (con richiami ad un ubriaco Rodolfo Valentino) fino ai musicanti che fa un po' il verso a suonatori di flauto, come "irene" ad "Alice", (anche se qui si parla di un triste suicidio); "La casa di Hilde" bellissimo brano che narra di un fiabesco percorso di un padre ed un figlio, a "Il ragazzo", storia di un malessere giovanile; "Marianna al bivio" canzone molto enigmatica è personale. Chiude l'album "Saigon", con un ritmo diverso De Gregori parla della condizione delle donne nel Viet-nam ferito dalla guerra!!
In totale un buon album con qualche pecca strumentale tipica dell'epoca!!
"La prima cosa da fari era intanto di pigliarisilla commuda. E pisare bene le paroli che avrebbe dovuto dire."
Andrea Camilleri, 'Il re di Girgenti', 2001
Ti sforzi di capire, ma tutto quello che ti viene è, ancora una volta, un Alice non lo sa.
Quando le voci nella mia testa si fanno più forti dei pensieri non ho altra scelta che scappare in Abruzzo a sfogare la mia rabbia su un vecchio biliardo.
Molto più caldo e avvolgente in vinile, come una coperta di Linus.
Un primo lavoro-capolavoro.