Copertina di Francesco Di Giacomo Banco presenta Francesco Di Giacomo - Non Mettere le Dita Nel Naso
silvietto

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Per appassionati di rock progressivo italiano, fan del banco e di francesco di giacomo, cultori della musica anni '80, collezionisti e critici musicali
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LA RECENSIONE

Siamo nel 1989, il Banco dopo aver segnato indelebilmente la discografia italiana negli anni '70 è da tempo in crisi apparentemente irreversibile e alla ricerca di una nuova via convincente. Purtroppo gli anni '80 hanno registrato una netta svolta pop, inanellando una serie di 4 album senza storia ne gloria, in grado però di mantenere a galla il gruppo con facili sonorità, sul finire del decennio Di Giacomo e compagnia provano a muovere le acque con due mosse più o meno azzeccate: la prima è la ristampa di "Donna Plautilia" contenete le prime registrazioni del gruppo risalenti a ben ventanni prima: più una curiosità che una produzione in grado di risollevare le loro sorti (tiratura modestissima); la seconda è quella di ampliare lo spazio della sua punta di diamante (almeno in quel periodo) ovvero la voce unica di Francesco al quale s'intesta l'album dal titolo quanto mai bizzarro.

I brani sono scritti a quattro mani dallo stesso Di Giacomo e da Vittorio Nocenzi, la formazione difetta di Gianni Nocenzi sostituito egregiamente dalla sorella al pianoforte mentre alla chitarra è ancora presente Rodolfo Maltese in prossima uscita e già qui coadiuvato da Paolo Carta, completano il gruppo Ricco al basso e Calderoni alla batteria.

A dispetto della scarsa fiducia nell'opera persino da parte della casa discografica la Ricordi, che relega l'imprimatur all'effimera etichetta Iperspazio pur conservandone la distribuzione, il lavoro complessivamente è di buon livello pur nella connotazione spiccatamente pop, arricchito da ottimi arrangiamenti e per rendersene conto basta ascoltare "Sandali" e l'ottima introduzione di Giammarco al sax.

Da segnalare anche la partecipazione non incisiva di Sam Moore in "Non ci siamo" brano abbastanza anonimo e ripetitivo, Sam Moore che nell'occasione incide con Di Giacomo anche la pregevole versione (l'n-esima.....) di "Hey Joe!" che viene finalmente inserita nella ristampa del disco uscita alla fine dell'anno successivo ed ancora nell'ulteriore ristampa denominata: "Banco d'accusa" del 2004.

Fra gli altri brani segnalo l'intima "E domani", pezzo decisamente sostenuto dal nostro eroe, con l'ottimo accompagnamento di Letti, "Qualcosa che rimane" con l'interessante duetto Nocenzi-tastiere e Maltese-chitarra, la celebre e simpatica "Lilliput" sigla televisiva dell'omonima trasmissine di RAI 3 di qualche anno fa. Orecchiabile, ma decisamente scontato il brano d'apertura, mentre più apprezzabile ed impegnativa è "Cielo" dall'ottimo aplumb introduttivo, anche se un po' scolastico.

Per concludere segnalo l'eccellente resa timbrica della versione su CD, viceversa penalizzata e "chiusa" appare la versione su LP. Difficile il giudizio, in considerazione del background degli artisti, tre stelle mi appaiono insufficienti, ma 4 davvero troppe proprio per rispetto ai molti album precedenti di livello decisamente superiore, quindi arrotondo (a malincuore) per difetto.

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Riassunto del Bot

Il disco 'Francesco Di Giacomo - Non Mettere le Dita Nel Naso' segna un tentativo di rilancio del Banco alla fine degli anni '80, durante un periodo di crisi e cambi di stile. Pur con arrangiamenti curati e momenti di qualità, l'album resta comunque dominato da una direttrice pop che delude parte dei fan. Le collaborazioni, come quella con Sam Moore, aggiungono interesse ma non riscattano completamente l'opera. Il giudizio finale è incerto, con un voto moderato per rispetto al prestigio precedente della band.

Francesco Di Giacomo

Cantante italiano, voce solista del gruppo progressive Banco del Mutuo Soccorso.
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