Franco Battiato
L'ombrello e la macchina da cucire

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Voto:

Amo questo artista, amo quest'opera.

Mi permetto di affermare che a sentirsi solo come l'ombrello e la macchina da cucire che ne danno il titolo sia l'album stesso, con poche menzioni, passato pressoché inosservato. E' una constatazione. Però non oso nemmeno supporre abbia lasciato, nella memoria degli appassionati del cantautore siciliano, un ricordo così fuggevole, anzi sono certo di non essere il solo a essere rimasto suggestionato dall'unicità di questo lavoro, dal risultato di una sperimentazione musicale che mi dà un'ulteriore riprova dell'eccellenza che Battiato riesce a raggiungere nel portare a termine i suoi progetti musicali.

I testi sono del filosofo Sgalambro. Non entro nel merito dei loro contenuti, li colgo sotto forma di immagini ed esse mi appaiono suggestive, i concetti mi sfuggono ma mi lasciano una piacevole voglia di pormi domande sul loro significato. E queste sensazioni piacevoli derivano dalla splendida veste musicale che dona loro la raffinatezza compositiva di questo artista. Ogni traccia è dotata di una sua unicità.

Le tastiere (di cui Battiato possiede una padronanza assoluta) rappresentano la base di ciascuna composizione (fatta eccezione per "Un vecchio cameriere", il cui cantato malinconico si poggia sull'adagio di un quartetto di Haydn) e sono tanti, sempre perfetti, i cori che si alternano alle trame delle tastiere, ora sostenute, ora più delicate. La voce, inconfondibile, è in questa occasione spesso calda e suggestiva, l'atmosfera che percepisco malinconica, contemplativa.

Le tracce si susseguono, le immagini si accavallano: la cena in cui si serve pessimo vino, l'ospite che non sopporta l'ebbrezza ("L'ombrello e la macchina da cucire"), l'aria del mare, i rosari composti di spicchi d'arancia, l'odore marcio del vecchio porto ("Fornicazione"). Bellissimi i cori della ritmata "Breve invito a rinviare il suicidio" e l'intervento della voce di soprano nell'atmosfera soffusa di "Piccolo Pub". Sorprendente "Gesualdo da Venosa", che inizia con un cantato/recitato, preludio di un ritmo sostenuto, quasi dance, con voce e coro perfettamente amalgamati. "Tao" echeggia tra le pareti di un tempio e "Moto Browniano" (con un testo criptico ma, come premesso, originale e accattivante) miscela ascolto e meditazione. Come detto, "Un vecchio cameriere" richiede un'altissima sensibilità, non solo musicale, per rendere perfetto il connubio tra musica da camera e cantato. Infine "L'esistenza di Dio", pezzo vivace in cui il nostro dialoga su temi di argomenti teologici con gli studenti in un'ipotetica aula di anatomia. La coda recitata dalla voce femminile che legge un brano di un libro di Sgalambro forse potrebbe apparire pretenziosa...Se non si trattasse di Franco Battiato, che possiede il dono di saper creare alchimie melodiche che affascinano, di sperimentare fondendo i suoni in modo da assecondare il suo intento di non fossilizzarsi mai entro i canoni nei quali potrebbe essere relegato. "La voce del Padrone", "Caffè de La Paix" (il capolavoro successivo all'album di cui sto parlando) "L'imboscata" e "Dieci Stratagemmi" sono alcuni episodi che possono rendere l'idea di quanto il suo ricercare sia sempre in evoluzione perché l'espressione del suo fare musica sia in perfetta simbiosi col suo essere uomo e artista.

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Commenti (VentiDue)

GustavoTanz
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Buon disco, ma il meglio, con Sgalambro, Battiato l'ha fatto con i due successivi...
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Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Mamma mia, mi sono perso tra i periodi ciceroniani, vacca la miseria!
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Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Disco discreto comunque. "Gesualdo da Venosa", la title-track e "Fornicazione" gli episodi più felici, per il resto qualche verbosità di troppo e se mi permetti, il lungo finale de "L'esistenza di Dio" è proprio pretenziosetto.
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GustavoTanz
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Io invece prediligo molto "Breve Invito A Rinviare Il Suicidio", chissà perchè...seguita a pari merito proprio dalla title-track. Non che "Moto Browniano" o "Gesualdo Da Venosa" siano meno belle, eh...
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TheJargonKing
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cinque stelle troppe, forse anche 4, pur derivanti da un arrotondamento per eccesso. Rece bella e sentita.
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Silla
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Chiedo scusa per il marchiano errore: "Caffè de la Paix" è precedente a questo album...
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Shò
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L'ombrello e la macchina da cucire e piccolo pub sono i più geniali per me. questo è uno dei miei album preferiti e credo il mio preferito dell'era sgalambro
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gasolio
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Forse non il migliore dell'era Sgalambro ma il più sincero e originale. Un album solare e notturno al contempo. Geniale. Da sempre innamorato di 'Gesualdo da Venosa', ma tutti i pezzi valgono ripetuti ascolti.
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enbar77
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Bella recensione ma il disco non riesco ancora ad amarlo completamente. Forse perchè è il più introspettivo di Battiato. Su tutte prediligo "Tao" e "Fornicazione".
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polkatulk88
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conosco battiato attraverso un paio di canzoni ascoltate qua e la,il personaggio mi affascina molto...bella rece!
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miramar
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non mi piace molto questo album
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alia76
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battiato non mi ha mai entusiasmato. soprattutto dal punto di vista lirico, per quelle 20-30 canzoni che conosco posso dire che vi ho sempre trovato molto ghirigoro/artificio linguistico e pochissima "sentita" poesia. ultimamente poi prezzemola in qualsiasi disco. però è stato un grande sperimentatore e notevole melodista. ovviamente a mio parere
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zzot
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meglio una poesia non "sentita" che "sentita dire"
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alia76
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concordo con te ZZOt
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The Punisher
The Punisher Divèrs
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Un album che mi riconcilia sempre con Battiato.
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Savickas
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Il penultimo bel disco di Battiato prima del tracollo.
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pedraelighe
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ho notato questo ragno nell'angolo del bagno, non si muove da giorni, ho notato soltanto 7 delle sue lunghe zampe, visualmente percettibili a questi occhi, ovvia alla razionalita`fornita da caratteri simili all'umana specie essa voglia celare e contenere dei significati, oscure interpretazioni
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carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
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Possiedo questo disco. A suo tempo è stato colonna sonora di una mia inutile estate. Non a caso tanto inutile da essere stata l'ultima estate della mia giovinezza. Poi non l'ho più ascoltato. Battiato è bravo, ma continuo a pensare che il meglio lo ha dato nei suoi anni giovanili. Da "canzonettaro" prima e da spericolato sperimentatore poi. Di questo disco in particolare ricordo alcuni testi davvero incomprensibili. Come quello di "Piccolo pub". Citazione indispensabile: "Birra e urina si scambiano le parti: la latrina è il tuo caveau."
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cabernet
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Parafrasando un brano del disco questa recensione rappresenta indubbiamente uno splendido invito ad ascoltare l'opera... e di conseguenza anche a rinviare un ipotetico suicidio... bravo Silla!
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Gasta
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Il titolo prende ispirazione dai "Canti di Maldoror": [cit.] <<[...] e soprattutto, come l'incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello!>>
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Workhorse
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Splendida recensione! "I testi sono del filosofo Sgalambro. Non entro nel merito dei loro contenuti, li colgo sotto forma di immagini ed esse mi appaiono suggestive, i concetti mi sfuggono ma mi lasciano una piacevole voglia di pormi domande sul loro significato", ben detto, questo è anche il mio approccio con i testi di Battiato e Sgalambro e da le sue soddisfazioni.
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rafssru
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Disco di transizione, noioso e poco significativo. La mia preferita è comunque "Breve invito a rinviare il suicidio".
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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