Copertina di Fuck Buttons Tarot Sport
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Per appassionati di musica sperimentale e elettronica, fan del noise e delle sonorità alternative, ascoltatori curiosi di nuove trasgressioni sonore
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LA RECENSIONE

Va di moda dire che le Trans vanno di moda. Fanno schifo a tutti eppure tutti ci vanno: avvocati e muratori, sposati e divorziati, ricchi e poveri, cugini di campagna e formula3... Le Trans rappresentano una nuova frontiera, qualcosa di cui non sentivamo il bisogno; però funzionano, guadagnano, piacciono: non hanno niente di nuovo, non rappresentano una novità, è solo un mix ben riuscito di elementi che già conoscevamo -e piuttosto bene.

Il nuovo disco dei Fuck Buttons è come una trans di lusso: era la trasgressione che mancava ma che in fondo già c'era, una cosa sporca ma di classe, naturale e innaturale; l'alternativa cool a qualcosa che già andava bene, un alternativa che piace tanto, e non possiamo neanche fargliene una colpa, perchè la colpa è della società tutta, mica della trans.

E così, in un ambiente musicale capace di esaltare le composizioni aleatorie degli Animal Collective, i Fuck Buttons diventano il non-plus-ultra, la trasgressione a portata di mano, la sveltina dell'orecchio; tutto ciò grazie a un sound sporco, evocativo, tribale e moderno allo stesso tempo che supporta composizioni lunghe e inutili, l'una uguale a quell'altra dove tre note in croce di organetto distorto vogliono creare qualcosa che non c'è, che non serviva, che fa godere quegli istanti di quiete prima che riparta un'altra traccia sostanzialmente uguale, come se si fosse di fronte ad una novità, ad un viaggio mistico, in realtà non ci siamo smossi dal divano, nè fisicamente nè spiritualmente; non ti resta che alzare i piedi mentre tua moglie passa l'aspirapolvere e aspettare un'altro rendez-vous con Luana, col suo suono perfetto, ma finto, siliconato e alla lunga deviante, dalla confezione accattivante ma dal contenuto inesistente.

In poche parole: volete sentire un gran suono, un po' di novità? Sì, sparatevi l'harsh noise di questo disco, le distorsioni, gli effetti, gli arpeggiatori impazziti, le ritmiche polimorfiche e le sue atmosfere minimali, ma una, massimo due volte: toglietevi lo sfizio e poi tornate da vostra moglie, tornate ai manicaretti, alla musica fatta col cuore (che sia fatta con chitarre, synth, computer o forni a micronde), al talamo della creatività sincera.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Tarot Sport dei Fuck Buttons come un album dal suono potente e disturbante, ma alla fine ripetitivo e privo di reale novità. Pur apprezzando la qualità sonora e la trasgressione musicale, l'autore sottolinea come l'album non riesca a spostare realmente lo ascoltatore né a proporre una vera innovazione. Consigliato per uno sfizio, non per un ascolto continuativo.

Tracce video

01   Surf Solar (10:34)

02   Rough Steez (04:44)

03   The Lisbon Maru (09:19)

04   Olympians (10:54)

05   Phantom Limb (04:49)

06   Space Mountain (08:44)

07   Flight of the Feathered Serpent (09:31)

Fuck Buttons

Fuck Buttons è un duo elettronico sperimentale di Bristol formato da Andrew Hung e Benjamin John Power. Hanno pubblicato gli album Street Horrrsing (2008), Tarot Sport (2009) e Slow Focus (2013). Brani come Surf Solar e Olympians sono stati utilizzati nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012.
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