Copertina di Fuck The Facts Disgorge Mexico
RobyMichieletto

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Per appassionati di musica estrema, fan di grindcore e generi sperimentali, ascoltatori alla ricerca di sonorità innovative e non convenzionali
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LA RECENSIONE

Nel momento in cui i Fuck The Facts decidono di definire le propria furibonda creatura sonora come "bastardized grindcore" vi consiglio di credere loro e non opporre alcun tipo di resistenza verbale o ideologica, perché se doveste malauguratamente mai cercare di mettervi sullo stesso piano di dialettica musicale, finireste per ritrovarvi devastati da una band pronta per entrare nell'olimpo del suono non omologato ed estremo dei giorni nostri.

Dopo una successione di lavori autoprodotti, difficilmente reperibili, condivisi con una quantità non numerabile di gruppi e quant'altro è servito alla formazione canadese per diffondere un verbo malsano a partire dagli ultimi anni dello scorso millennio, allorquando il chitarrista Topon Das diede vita alla macchina (approdata a casa Relapse con il precedente "Stigmata High-Five"), "Disgorge Mexico" porta a coagulazione il meglio possibile e immaginabile di grind, noise rock, crust, death, post hardcore, jazz e persino qualcosa di ascendenza grunge-metal. Il tutto interpretato con una violenza ossessiva, ma che nelle mani di Fuck The Facts si sposa con un approccio al limite dell'avantgarde, il che rende le quattordici composizioni tanto stimolanti per l'elaborazione cerebrale dell'ascoltatore quanto per la sua stessa sottomissione punitiva. La lettura della materia non è esplicitamente tecnica come spesso accade nel panorama odierno tra coloro i quali si muovono in simili contesti, ma la tecnica viene utilizzata per produrre un sound disorientante, dove coesistono le dissonanze, la pesantezza, la schizofrenia, le ambientazioni gotiche, la voce della "posseduta" Mélanie Mongeon, un groove deviato, articolazioni spesso ostiche, ma finemente cesellate e indirizzate al conseguimento dell'obiettivo ultimo: la creazione di un disco spaventosamente diverso!

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Riassunto del Bot

Disgorge Mexico di Fuck The Facts è un album che fonde grindcore, noise rock, crust, death metal, post hardcore e jazz in un mix originale e radicale. La band canadese, guidata dal chitarrista Topon Das e dalla cantante Mélanie Mongeon, mette in scena un suono violento ma estremamente raffinato, con un approccio quasi avantgarde. L'album rappresenta un punto di svolta nella musica estrema con una produzione curata e composizioni stimolanti. Un lavoro unico, capace di sfidare e coinvolgere profondamente l'ascoltatore.

Tracce video

01   Borders (00:32)

02   No Return (02:47)

03   Absence and Despite (01:48)

04   Kelowna (02:19)

05   As Empires Expand and Collapse (01:37)

06   Dead End (01:04)

07   Driving Through Fallen Cities (03:07)

08   La Culture Du Faux (02:32)

09   State of Panic (03:12)

10   No Place for Failure (05:25)

11   The Storm (09:21)

12   Apathy Is a Karma Killer (02:42)

13   Golden Age (02:18)

14   The Pile of Flesh You Carry (04:47)

Fuck the Facts

Fuck the Facts sono un gruppo grindcore canadese nato a Ottawa nel 1998 come progetto di Topon Das e poi evoluto in band stabile con la voce di Mélanie Mongeon. Hanno pubblicato album su Relapse Records (tra cui Stigmata High-Five, Disgorge Mexico e Die Miserable) e proseguito con uscite indipendenti come Desire Will Rot e Pleine Noirceur, mischiando grindcore con noise rock, crust, death e post-hardcore.
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