Copertina di Gary Moore Wild Frontier
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Per appassionati di hard rock e folk irlandese, fan di chitarra elettrica e musica anni '80.
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LA RECENSIONE

Gary Moore, irlandese classe '52, è uno dei chitarristi più influenti e spesso sottovalutati della sua generazione.

Artista della sei corde genuino e sanguigno ha sempre prediletto la forma canzone alla pura spettacolarizzazione e alla tecnica della chitarra pur non avendo nulla da invidiare a chitarristi piu' egocentrici e in vista. La sua carriera e' un continuo alternarsi tra dischi di matrice hard rock e dischi blues. Ormai vicino ai quarant'anni di carriera, Moore inizio' giovanissimo prestando, negli anni '70, il suo feeling chitarristico a gruppi come Skid Row (non quelli di Sebastian Bach ovviamente), Colosseum e Thin Lizzy (suono' in 'Black Rose', uno dei migliori dischi del gruppo irlandese).

Gli anni ottanta si apriranno ancora prestando i servigi ai G-FORCE per poi iniziare la sua carriera solista vera e propria."Wild Frontier", settimo disco solista, esce nel 1987 ad un anno dalla scomparsa del fraterno amico PHIL LYNOTT, morto un anno prima, inghiottito dalla droga. I due collaborarono gia' nel precedente disco di Moore 'Run For Cover' (1985) e avrebbero dovuto farlo anche in questo nuovo capitolo che invece sara' solo dedicato allo scomparso leader dei Lizzy.

'Wild Frontier' e' un disco ambizioso e sperimentale per Moore che cerca di unire Hard Rock e folk irlandese creando qualcosa di nuovo e fresco, se non fosse, il tutto, rovinato dalla moda imperante degli anni'80, di usare synth e batteria elettronica a coprire ogni buco libero delle canzoni. Insomma sarebbe stato un capolavoro del rock se solo fosse uscito un decennio prima, invece in alcuni punti rimane inghiottito in un vortice di suono pomposo che ne mina la tenuta negli anni. Fu lo stesso Moore a pentirsi pubblicamente per non aver usato un batterista in carne ed ossa. Ma se si passa sopra a questo incoveniente, ci rimangono almeno sei o sette canzoni da tramandare ai posteri.

I primi due pezzi sono l'esempio chiaro dell'intento di Moore. OVER THE HILLS AND FAR AWAY in apertura e' un pezzo epico in cui rock e folk vanno a braccetto grazie anche all'intervento di strumenti tradizionali folk suonati dai leggendari THE CHIEFTAINS, vere e proprie icone folk dell'Irlanda, paese a cui tutto in disco e' dedicato. WILD FRONTIER, e' la continuazione ideale della splendida "Military man", cantata da Lynott sul prcedente 'Run for Cover'. Anch'essa doveva essere cantata dallo scomparso cantante. Rimane comunque una delle migliori canzoni in assoluto di Moore con un testo che mette in risalto bellezze naturali e bruttezze della guerra in Irlanda.

TAKE A LITTLE TIME e' un hard rock dal chorus accattivante comei' come THUNDER RISING, veloce e diretta. Stupenda la strumentale THE LONER in cui Moore mette in pratica tutta la sua classe chitarristica. FRYDAY ON MY MIND e' una di quelle canzoni rovinate da synth e tastiere a cui accennavo prima, tanto da ricordare certe cose di Billy Idol dell'epoca (e' solo una mia sensazione). STRANGERS IN THE DARKNESS e' una semi ballad che riporta alla mente u2 e SIMPLE MINDS di quegli anni. Chiude l'atmosferica CRYING IN THE SHADOWS in cui Moore fa sfoggio anche della sua ottima voce.

Infine una menzione per NEIL CARTER che suona le tastiere e a BOB DAISLEY al basso. Alla batteria... ehm... perche' Moore ha rovinato un disco del genere??

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Riassunto del Bot

Wild Frontier è un album ambizioso di Gary Moore che cerca di fondere rock e folk irlandese con sonorità sperimentali anni '80. Pur rovinato da sintetizzatori e batteria elettronica, il disco offre almeno sei o sette brani memorabili, tra cui la celebre 'Over the Hills and Far Away' e l'intensa 'Wild Frontier'. Un omaggio sentito a Phil Lynott, con momenti di grande chitarra e partecipazioni prestigiose come The Chieftains.

Tracce testi video

01   Over the Hills and Far Away (05:20)

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03   Take a Little Time (04:05)

05   Wild Frontier (12" version) (06:38)

06   Friday on My Mind (04:11)

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07   Strangers in the Darkness (04:38)

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10   Over the Hills and Far Away (12" version) (07:26)

11   Crying in the Shadows (05:01)

Gary Moore

Gary Moore (1952–2011) è stato un chitarrista e cantante nordirlandese. Ha suonato con Skid Row, Colosseum II e Thin Lizzy, avviando poi una prolifica carriera solista tra hard rock e blues. La svolta blues del 1990 con Still Got the Blues lo ha consacrato a livello internazionale.
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