Copertina di Genesis Seconds Out
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Per appassionati di rock progressivo, fan dei genesis, cultori di album live storici, musicisti e audiofili
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LA RECENSIONE

Per la mia seconda recensione, ho deciso di parlare di uno dei migliori dischi dal vivo in assoluto (anzi secondo me il migliore assieme a "Live after Death" degli Iron Maiden): "Seconds Out". Registrato nel 1977 a Parigi, questo disco è l'ultima testimonianza dell'originale suono Genesis che sfumerà nel prossimo futuro con la dipartita di Steve Hackett.

La formazione che suona in questo live da brividi è costituita da: Phill Collins (voce, batteria), Steve Hackett (chitarra), Mike Rutheforde (basso, chitarra), Tony Banks (tastiere), Chester Thompson (batteria) e Bill Brudford (batteria e percussioni). I suoni che escono dagli strumenti sono così limpidi e precisi che quasi non sembra di ascoltare una performance dal vivo ma bensì un disco da studio. Si parte con "Squonk" (da "A Trick of the Tail") che ci narra la triste storia di una specie di piccolo folletto (Squonk per l'appunto). La prestazione dei musicisti è di molto sopra la media ed ogni singola nota viene riproposta in modo pressocchè perfetto. Stessa cosa si può dire della seconda traccia "The Carpet Crawl" (da "The Lamb Lies Down on Broadway"). Un inno emozionante. La successiva "Robbery, Assault and Battery" è una canzone molto particolare  dalla partitura alquanto difficile. Questo non fa altro che esaltare l'abilità dei nostri che sfornano un'altra prova incredibile. Subito dopo troviamo quella che è sicuramente uno dei più bei brani composti da Collins & co. "Afterglow" (da "Wind and Wuthering") è una canzone emozionante, quasi commovente che ci fa entrare nei panni del protagonista delle liriche che dopo la guerra ha perso tutto.... "Firth of Fifth" (da "Selling England by the Pound") è riproposta in una versione molto ben curata (anche se privata dello storico intro di pianoforte). Poi troviamo "I Know What I Like" che è una canzone abbastanza commerciale ed orecchiabile; ottima la prova della sezione ritmica. La chiusura della prima parte di questo capolavoro è lasciata all'accoppiata "The Lamb Lies Down on Broadway" e "The Musical Box". dD lacrime l'assolo finale di Hackett e il "why don't you touch me?" di Collins che accompagnano l'ascoltatore, avvolto in una nube di suoni e di emozioni, alla fine di questo primo disco. La seconda parte di questa opera comincia con una suite di 25 minuti: "Supper's Ready" (da "Foxtrot"). Un vero e proprio capolavoro. Subito dopo c'è quello che secondo me è il miracolo dell'intero disco: "Cinema Show" è la prova più concreta della fenomenalità, dietro agli strumenti, dei Genesis, che non perdono neanche un colpo e chiudono lo spettacolo con gli accattivanti riff di "Dance on a Volcano" e "Los Endos".

In conclusione, il miglior disco dal vivo sia come prestazioni dei musicisti che come pulizia e perfezione del suono. Una vera e propria pietra miliare del rock.

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Riassunto del Bot

Seconds Out è uno dei migliori album dal vivo dei Genesis, registrato nel 1977 a Parigi. La recensione sottolinea la pulizia sonora e la precisione delle performance dei musicisti, evidenziando brani iconici come Supper's Ready e The Musical Box. La formazione è al top, con Steve Hackett presente per l'ultima volta. Un capolavoro emozionante e una pietra miliare del rock progressivo.

Tracce testi video

02   The Carpet Crawl (05:20)

03   Robbery, Assault and Battery (06:02)

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06   I Know What I Like (In Your Wardrobe) (08:44)

07   The Lamb Lies Down on Broadway (04:58)

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08   The Musical Box (closing section) (03:18)

Genesis

I Genesis sono uno dei gruppi fondamentali del progressive rock britannico, fondati alla fine degli anni '60. Dopo una prima era dominata da atmosfere sperimentali e visionarie con Peter Gabriel, il gruppo evolve verso un pop più accessibile sotto la guida di Phil Collins, vendendo milioni di dischi ma facendo discutere ogni fan su quale sia la 'vera' essenza del gruppo.
116 Recensioni

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Di  marco'86

 Un album che si va a collocare tra i live più riusciti degli ultimi trent'anni.

 Un capolavoro senza tempo che da solo vale tutto il disco.