Gianni Amelio
Hammamet

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Esile, ritroso, quasi che non voglia parlare troppo dell'argomento di cui tutti si aspettano che parli. Va bene non insistere sui fatti storici, dati per assodati, ma se questo significa insistere sterilmente per due ore intorno a un personaggio semplicemente antipatico, inchiodandolo nel suo esilio finale, con dialoghi stitici, brutti, personaggi di contorno di dubbio interesse, lungaggini narrative inutili... Be' allora forse era meglio ribadire il già noto, fare una cronistoria.

È una bocciatura secca e senza appello, perché in questo film non funziona praticamente nulla. Non dà nulla a livello di contenuti (i due o tre spunti su quei fatti là sono superficiali, basici) e si incaponisce sulla visione di quel pachiderma decaduto, insiste sui sospiri e sui gesti di un Pierfrancesco Favino che imita benissimo Bettino. Ma, appunto, imita. Non dà nuova vita al personaggio storico nella sua veste cinematografica, non osa arricchirlo, espanderlo pur rischiando di tradire un po' l'originale. Il rigore nell'imitazione limita e infine impoverisce la maschera, che continua a ripetere i suoi tic per tutto il tempo.

Ma dove vuole andare a parare? Ci si chiede per almeno un'ora. Sembra di vedere uno studentello che la prende larghissima perché non vuole affrontare il cuore della domanda. Perché la domanda c'è, è cogente, ma le risposte sono le solite, evasive. Non ha nulla di nuovo o diverso da dare, Amelio, e quindi guarda altrove. Guarda all'uomo, ma è una visione povera, e monta allora la rabbia per quello che sarebbe potuto essere questo film, un film su Bettino Craxi che avesse il coraggio di parlare davvero di Bettino Craxi.

Quando un politico (senza nome) arriva ad Hammamet, verso la fine, si spera in qualcosa di succoso. Vengono in mente gli spettacolari colloqui di Loro (Sorrentino) tra Berlusconi e Doris, tra Berlusconi e Mike Bongiorno. Delle iperboli meravigliose, che non temevano di superare il dato reale, perché lì i personaggi del film non si preoccupavano di esondare i personaggi storici. Il Silvio del film non era solo il Silvio reale, gli assomigliava molto, ma era qualcosa di più. Qui invece domina la paura, un'asciuttezza senza sottotesto alcuno. E si finisce per dire poco niente, resta solo qualche simpatico motto, qualche punzecchiatura tra Bettino e varie figure di cui spesso ignoriamo persino il nome.

E pure il suo nome, Bettino Craxi, non compare mai. Segno di una ritrosia davvero eccessiva se si vuole fare un film su una simile figura. Qui davvero di cinema ce n'è ben poco. È una sfilata in maschera di Favino che imita senza ridare vita a un uomo che nel bene e nel male si meritava un film di tutt'altra statura.

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Commenti (Dieci)

joe strummer
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little horn 2.0
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Vado a vederlo domani sera. Tu sei la fottuta Bibbia di questa roba

ilfreddo
ilfreddo Divèrs
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Un film che vorrebbe ma non è. Mi sembra che si poggi sullo splendido trucco fatto a Favino e sulla somiglianza con Craxi. Ma sinceramente mi aspettavo ben altro...

Raskolnikov1789
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Vedrò il film, per capire parzialmente l'Italia di oggi mi pare che sia fondamentale comprendere, lontani dagli integralismi, la stagione di Mani pulite. Intanto, non troppo seriamente,


ilfreddo: Leggiti la Storia d'Italia di Montanelli. Consigliata
Raskolnikov1789: Grazie mille, segnato. Per restare sul tema 'racconto del potere in Italia', sto ultimando L'affaire Moro di Sciascia, da tempo non leggevo un libro così potente e coraggioso; tempo permettendo, proverò a seguire il tuo consiglio su Montanelli
Chainsaw
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Brutto non è, ma appunto scivola via senza lasciare molto, e questo è un grande peccato. Nota di demerito per chi ha deciso che i giovani attori italiani dovessero interpretare il ruolo di "giovani attori italiani".

joe strummer: È come se girasse intorno alla questione, temporeggiando
zappp
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Mi trovo abbastanza d'accordo con Joe, é un lungo e pigro dolersi addosso, molliccio e lamentoso, un film che vuol toccare i tasti dell'introspezione con velato allusivo modo di fare per quasi paura di "disturbare", giocando però in modo cerchiobotrista Amelio non acconta nessuno, in primis, perché in questo film non ha l'acuta sensibilità per scavare dentro fino all'osso allo smantellamento dei demoni , e poi tacendo sul misfatto perché se non vuoi dire chi te lo fa fare di parlare di Hamnemet e i suoi illustri abitanti? Un'occasione sprecata sia sul lato privato che da quello politico. Per il resto e tecnicamente un lavoro di mestiere compreso qualche inserto surreale. Favino più bravo a recitare Craxi con la voce che con la faccia, che chi trova un'espressione propria sotto tutto quel ciarpame di trucco?!

proggen_ait94
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se è così penso sia adatto a Craxi, in realtà.

dsalva
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Passo, 1 perche' tu hai messo 2 stelline e in Joe we trust! 2 perche' il personaggio non desta interesse ora, rivisitato, quanto non mi importava quando era il re d'Italia (povera Italia!)

joe strummer: In verità mi confortano i giudizi vicini al mio degli egregi deColleghi qui sopra
lector
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Temevo che fosse così e tu me lo hai confermato.

Onirico
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Joe, è uscito Piccole cagne. Voti altissimi da tutte le parti, anche i più tirchi sono generosi.
Sarà perchè ci sono scene lesbo tra sorelle?
O scene di fellatio praticate da Emma Watson?
Chissà.
Io domani vado a vederlo al cinema.
Mi aspetto che tu ne caghi fuori una recensione, intempestivamente.

joe strummer: Ahahah dicevo giusto ieri che quel film è da vedere senza indugio!
joe strummer: Io prima di giovedì non potrò godere della visione
Onirico: Dai, vedilo e fai una bella recensione. La voglio mascolina e maschilista, con commenti che sottolineino il peso delle tette di Emma nella riuscitezza del prodotto. Basta con questi luoghi comuni: le donne non sono fatte solo per l'amore, ma anche e soprattutto per cucinare e stirare i calzini. Eddiciamolo!
joe strummer: nel caso specifico di Emma, mi sa che il peso è nullo
Onirico: Trovi? Secondo me una seconda abbondante la detiene. E, cosa ben più importante, la indossa bene. Io intanto mi sto vedendo la versione di Piccole T. degli anni 90. Bellissimo, finora. Wynona era troppo bella, e pensare che, a sto giro, nel ruolo di protagonista ci tocca quell'insipida e insapore della Ronan. Pure brava, per carità, ma in quanto a bellezza proprio non ci siamo.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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