Copertina di Girls in Hawaii From Here To There
Francesco

• Voto:

Per appassionati di musica indie, giovani ascoltatori, amanti del rock alternativo e delle nuove promesse musicali europee
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LA RECENSIONE

Come al solito non resisto, scendo dalla bici e mi gusto la vetrina del mio negozietto di dischi di fiducia (vade retro il Mega Store). E’ venerdì giorno di uscite. Una scorsa veloce alle quattro file di cd esposti e una macchia verde vivo mi colpisce in pieno volto, la copertina di un disco esposto da poco. Un raggio di luce come un cilindro teletrasportatore unisce la copertina scorcio di paesaggio primaverile e i miei occhi abbagliati. Tutt’intorno il nulla, un mare di altri dischi ma grigi, ma proprio in bianco e nero adesso. Sarà perchè dicono il verde sarà il colore di questa estate, sarà perché prati rifioriti sono quello che tutti vorremmo vedere dopo queste piogge; o sarà più verosimilmente per la scritta “Consigliato dal Mucchio”, ma lo voglio sentire. Pochi ascolti inebrianti ed è mio.

Girls In Hawaii, sei ventenni dal Belgio (Maschi ! levatevi dalla testa ragazzine in bikini su spiagge Hawaiane) per uno degli esordi più esplosivi del 2004: “From Here To There”.

Il gruppo suona forte e pulito, è un disco di un entusiasmo contagioso. Non lo direi se non ne fossi fermamente convinto, sono da tempo vaccinato e de-sensibilizzato alla “Next Big Thing” a cui la stampa specialistica tiene tanto ! In dodici tracce più una Ghost-Track, i Nostri si cimentano in diversi generi, dove l’originalità è appena penalizzata da un grandissimo bagaglio tecnico un po’ manieristico. Insomma suonano cose forse già sentite, ma a modo loro, con mezzi tecnici e freschezza veramente importanti. Le loro muse ispiratrici (e che muse !), riecheggiati in ogni brano, li guardano con fiero orgoglio.

Impossibile non cogliere le somiglianze con l’ elettro-psichedelia e la voce rarefatta dei Grandaddy in “Organeum”, e già sono prostrato. Ma non è finita, altrettanto evidenti sono le similitudini con i Belle & Sebastian in “Short Song For a Short Mind”, e con i Pavemant nell’ obliquità di “Time To Forgive the Winter”. Se l’iniziale “9.00 am” ricorda addirittura gli Eels, non mi sento di escludere, nel gioco dei tributi, nemmeno i Travis più ispirati e i compatrioti dEUS. Una vera grande promessa questi Girls In Hawaii, meriterebbero un quattro ad onor del vero, perché il massimo si dà al disco che rimane e segna la storia. Ma preferisco dargli comunque quel 5 che esigono i giovani che hanno il coraggio di fare promesse così importanti all’ esordio !

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album d'esordio 'From Here To There' dei belgi Girls in Hawaii per la freschezza, tecnica e entusiasmo contagioso del gruppo. Pur riconoscendo influenze da nomi come Grandaddy e Belle & Sebastian, il disco emerge come una delle uscite più promettenti del 2004. L'autore premia la band con il massimo voto, lodando il coraggio e la qualità di un esordio denso di potenzialità.

Tracce testi video

02   Short Song for a Short Mind (02:25)

03   Time to Forgive the Winter (02:57)

04   Casper (03:16)

05   Found in the Ground (03:02)

Leggi il testo

06   The Ship on the Sea (01:57)

07   The Fog (03:25)

08   Fontanelle (02:47)

09   Flavor (03:37)

10   Organeum (04:14)

11   Bees & Butterflies (Down) (03:29)

12   Catwalk / Joking About My Life (15:31)

Girls in Hawaii

Girls in Hawaii è una band indie rock belga attiva dal 2001, apprezzata per melodie luminose e un gusto malinconico. Tra i lavori più noti: From Here to There, Plan Your Escape, Everest, Nocturne e il live/reworks Hello Strange.
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