Copertina di God and the State Ruins: The Complete Works of God and the State
Caspasian

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Per appassionati di punk, dark wave, musica underground, collezionisti di vinili e cultori del rock alternativo anni '80
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LA RECENSIONE

Sempre quando si parla di un trio basso-chitarra-batteria mi vengono immediatamente innanzi i God And The State. Incarnano nel profondo, oltre alla vena rock, tutto il resto: il dark, il punk, la wave. Rumore, sudore, psycho, lezzi di consapevolezza nell'evitare vanità estetiche di caste reiette. Datato 1983, etichetta Happy Squid (Urinals, 100 Flowers, Radwaste, The Rub), tiratura 1000 copie, copertina stampata dalla pressa della IPR: "The record was produced in ten hours, for $200".

Il sound è magnificamente grezzo, materico, ruvido, come quando cade l'intonaco dalla facciata di un palazzo abbandonato e i mattoni si rivelano; come quando stratificazioni di poster pubblicitari all'ennesima pioggia staccano i loro angoli dal muro clandestino che li accoglie, arricciandosi; come quando le tue mani, dopo che hai passato il coppale sulla staccionata di legno, rimangono per diversi giorni striate di una pellicola lucido-marrone; come quando squarci uno pneumatico prendendo il marciapiede e ci fai ancora un pezzo di strada perchè non te ne frega un cazzo, sbrindellandolo definitivamente.

Ed il viaggio proposto dai nostri eroi è senza ritorno, cadenzato da quel basso diretto (Barbara Ann Jaeckel), pieno, nitido, e da quella batteria semplice (Kevin Barrett), giusta, gustosa, ma quanto... E David Hull con la sua chitarra e canto dipana situazioni inaspettate, aggroviglia realtà, ci fa partecipi di una sincerità nel condividere curiose esperienze che accadono invisibili e parallele a noi e spiega il tutto senza convenzioni sentimentaloidi.

Si tira fuori un suono aspro e cristallino di una pienezza fastidiosa che attira però un interesse occulto di quella parte immediatamente underground di ognuno di noi che spazza via un po' di ipocrisie e patteggiamenti dove una danza noise sfancula le false angoscie del tran tran dei contropaccotti di una vita indotta e apre ad un'immersione liberatoria in un turbine derviscio ben delineato per una condivisione aggregante dei nostri disadattamenti. E tutto questo senza virgole.

"God and the State no longer exists, except in these ruins": provare per credere.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il potente e autentico sound del trio God and the State, con un album del 1983 caratterizzato da un punk grezzo e materico. Il lavoro unisce atmosfere dark, wave e punk in una miscela di energia underground e sincerità espressiva, lontana da qualsiasi estetica superficiale. Viene valorizzata la produzione low budget, fatta con passione e urgenza. L’album è descritto come un viaggio d’impatto, libertario e senza compromessi.

Tracce

01   Purge (00:00)

02   Red Square (00:00)

03   Art For Spastics (00:00)

04   1967 Summer (00:00)

05   Impact (00:00)

06   Ego Tripper (00:00)

07   My Name Is Mud (00:00)

08   Edge Of Nothing (00:00)

09   Anorexia (00:00)

10   Pound Of Flesh (00:00)

God and the State

Trio basso-chitarra-batteria noto per l'album 'Ruins: The Complete Works of God and the State' (1983), caratterizzato da un sound grezzo e underground.
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