Per me è difficile recensire questo "capolavoro" dei nove canadesi provenienti da Montreal... visto che il cd ha trovato rifugio nel mio lettore e da lí non è più uscito per almeno 3 o 4 settimane.
Capire un gruppo come questo non è poi così facile, come digerire ed assimilare la musica che ci propone, ma alla fine di ogni ascolto di una loro traccia rimane qualcosa di indelebile, una sensazione di ansia, oscurità, presagio funesto... tutte sensazioni non certo positive.
Ma c'è sempre comunque un ritaglio di speranza, perchè alla fine tutto è possibile... e questo è il messaggio che i GYBE! vogliono portarci.

Analizzando il disco è facile intuire, già dalla cover, che l'atmosfera che si respirerà non sarà certo cristallina né tantomeno di gioia; potrebbe infatti essere usato, questo risultato, come una colonna sonora di un film muto degli anni 30... ed infatti il titolo è stato preso da un vecchio film giapponese in b/n.... come la seconda traccia "East Hastings" che è stata usata nella colonna sonora di 28 giorni dopo.
Infatti ascoltando la musica di questo cd (anche se la prima uscita fu prevista solo in vinile) è chiara l'idea di cosa stia per accadere; un messaggio all'umanità, un avvertimento al genere umano di non lasciare ogni speranza al vento ma di continuare a lottare.

La prima traccia "The Dead Flag Blues" si apre con rumori strani ed una voce profonda che parla probabilmente della condizione precaria di ogni essere umano, che è costretto a vivere incatenato ed a sputare sangue per continuare a sperare in un mondo migliore.
L'arte musicale dei GYBE! sta infatti nel voler trasmettere attraverso la musica, più di ogni altra cosa, un messaggio... questo è il loro tratto caratterizzante.
La traccia è in continuo salire, ma difficile da descrivere va solo ascoltata... come le due traccie successive.
Il brano più ben strutturato sembra essere la traccia n. 3 "Providence"... un condensato di suoni, rumori e parlato davvero allucinato. Si parte lentamente, poi si sale e si riscende subito... ansia e solo ansia.

Potreste rimanere sconvolti... io lo sono rimasto; pochi dischi mi avevano lasciato in una condizione del genere, questo è uno di quelli.
Un senso di confusione generale... come questa recensione... ma la sto scrivendo proprio mentre ascolto la terza traccia... aiutooooooooooooooooo!!!!!

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