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Gojira
Live @ Carroponte, Sesto San Giovanni - 31 luglio 2022

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L'afrore è intenso fin dai primi minuti. Il sole infierisce spietato sulla massa di metallari che alle 19 sfonda i cancelli e inizia ad assieparsi sotto il palco. Un popolo di freak, ognuno con la sua maglia di cotone spesso che riporta nomi di gruppi più o meno affini al contesto: Nile, Opeth, Mastodon, Metallica. Ognuno porta un pezzo del suo epos personale sulle spalle e lo sfoggia orgoglioso. Un piccolo esercito di barbari, energumeni dalle barbe vichinghe, ragazzotti panciuti e brufolosi, valchirie tatuate, pin up dal piglio dark con rossetti fiammeggianti e anfibi che fermentano terrificanti colonie batteriche nei 35 gradi di Sesto San Giovanni.

Davanti a me, proprio in prima fila, adagiata alla transenna una maliarda anziana, la pelle bronzea scavata dagli anni si aggrappa al viso magro, raggiante, dove sono incastonati due occhi di opale, i capelli biancastri come tentacoli arruffati, fissati qua e là da alcune mollette. A fianco, una ragazzina d'ebano grida come una strega bantu. Poco dietro, una sacerdotessa d'avorio osserva algida il dipanarsi della musica. Intorno, una tribù di selvaggi.

A ogni concerto la sua varietà umana. Qui non siamo propriamente su coordinate da metal vecchia scuola, eppure il clima è quello: disinibito, barbarico, profondamente carnale nel compiere il rito che si consuma in fiotti di sudore, olezzi, spinte e controspinte, una guerra di corpi che si intrecciano e tentano di resistere. Ci sono i veterani che pogano, bestioni dalle barbe mitologiche, che si gettano sulla folla, bestemmiano e si dimenano; lì a fianco, ragazzini magrolini e quasi compunti, che si preoccupano di non gettare per terra la bottiglietta di plastica, oppure insospettabili donzelle in reggiseno o poco più, che vogliono mischiarsi al rito demoniaco, come per svezzarsi. Chiedono di essere sollevate per fare il loro crowd surfing e uscire gonfie di ebbrezza da sotto il palco.

La massa sgangherata di esseri umani si agita, si scuote come per impazzimento, in tornelli che sembrano feste tribali, cade e si rialza, si comprime fino a sentire i polmoni schiacciarsi. Intanto le magliette sono in stato di putrefazione per il sudore, le braccia e i corpi si strusciano unti dei propri stessi umori maleodoranti. Le facce intorno, in qualche modo, portano un segno di dolore, più o meno consapevole, una sofferenza da espiare, da spurgare come un veleno che può liberarsi solo attraverso questo baccanale che dispensa piaceri estatici e sofferenza, una marcescenza collettiva, la fatica autoinflitta per rinascere purificati.

Prima dei Gojira suonano gli Employed To Serve (vichinghi che sferzano l'aere con il loro muro di chitarre) e gli Alien Weaponry (maori neozelandesi che sparigliano le carte con spunti di batteria sempre un po' controtempo). È un bel sentire, la folla è già al delirio, ci si accalca non poco e qualcuno inizia a camminare sulla folla. Quando alle 21 entrano i Gojira però la situazione degenera. Sarà che Mario Duplantier picchia sulla doppia cassa come una mitraglia, saranno le grida di suo fratello Joe, ma la musica ben presto diventa semplice e quasi indistinta colonna sonora del circo diabolico che si scatena lì in mezzo alla pista. I corpi volano continuamente, braccia e gambe si perdono nel marasma, qualcuno sta male, altri begano. C'è un girone dell'inferno che getta grida oscene a pochi metri dalle transenne. La putrefazione è completa.

I Gojira suonano tanti pezzi dagli ultimi due dischi, non i più cattivi della loro carriera. Eppure l'afflato live e il cannoneggiare di Mario rinvigoriscono anche i brani che su disco non avevano convinto del tutto. Ma le chicche arrivano dai lavori precedenti: Flying Whales e L'Enfant Sauvage su tutte. A livello ritmico raramente ho sentito di meglio, è un massacro, ma se devo dirla tutta questo concerto conferma alcuni limiti della formazione: una scarsa propensione ai virtuosismi di chitarra, strutture a volte ripetitive e melodie che non brillano per varietà. Ma non importa, è stato bello sguazzare nel fango incandescente con Malacoda, Graffiacane e Barbariccia.

Commenti (Quindici)

Annette
Annette
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Bentornato dall'inferno, quindi. Ho sempre sospettato che fosse un posto divertente.
Belle le descrizioni della varia umanità, la maliarda anziana la mia preferita.

BËL 04
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joe strummer: Il pubblico è sempre il primo spettacolo, per chi ama osservare
G
G Alto Papàvero
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La prossima volta vengo anche io e ti convinco a lanciarti nella bolgia.
(Io sto fuori con la macchina fotografica)

BËL 04
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joe strummer: Ci sto!
sfascia carrozze: L'ultima volta che ho riso veramente di gusto a un concerto "metal" è stato alla serata dei Dillinger Escape Plan a Londra al Koko di quasi dieci anni fa:
io ero strategicamente appostato in un palchetto laterale in alto e di fronte (sotto) di me ho visto delle scene che al confronto le bolgie dell'inferno Dantesco erano una passeggiata di salute.
The Dillinger Escape Plan - Live in Koko, London 08.11.2013
joe strummer: Ma veramente, lotti per la tua stessa vita ahah
sfascia carrozze: Non rammento se nel contempo dal palchetto mi gustavo lo spettacolo sorseggiando una gazzosa o una aranciata.
G: la prossima volta allora tuttieddue nella bolgia
(io sempre fuori con la macchina fotografica)
IlConte
IlConte
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vabbè ma in che posti vai??!!
Gentaglia comunque droghata!!!

BËL 02
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joe strummer: Ahaahahahagag
dado
dado
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Ignoro chi siano i Gojira, ma questo spaccato sociologico è, tra i tuoi scritti, uno dei miei preferiti.

BËL 02
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joe strummer: C'era di che sbizzarrirsi in mezzo a così tanti personaggi eheh. Grazie!
asterics
asterics
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divertente (non ci andrei manco pagato)

BËL 02
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asterics: o meglio: pagato sì, ma profumatamente
Stanlio
Stanlio
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cavoli però qualche foto ce la potevi pur far vedere...

BËL 01
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joe strummer: Eh ma qui manca la sezione foto in effetti. Ho caricato un po' di video su youtube
Alexander77
Alexander77
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Non sono andato solo perché la scaletta era monca (shooting star e art of dying fuori scaletta è troppo) e perché il carroponte è un cesso con dei volumi da vergogna, capace di rovinare completamente il suono degli Alice in Chains.

BËL 01
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ziofrank666
ziofrank666
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…a me sono piaciuti molto, fauna e sole compresi, la Crew dei fratelli Duplantier è una delle vere poche meraviglie Metal di questo XXI secolo assieme ai Cult Of Luna, in quanto ai virtuosismi chitarristici assenti, meglio così, se no vai ad ascoltare i Megadeth o Steve Vai. Infine la fauna, io ho 61 anni e mi sono divertito molto, di concerti ne ho visti una quantità infinita, a cominciare dai Magma e Joy Division per passare dai The Clash a Frank Zappa o da Miles Davis o Bill Frisell e ai concerti trovi di tutto, non solo robot preconfezionati e vincolati ad un unico suono. La mia mia t-shirt? …una stampa di Banksi! In fin dei conti di musiche c’è ne sono due, l’altra e poi quella bella e qui ci stanno anche i ragazzi che vengono dall’Occitania. …“Flying Whales” è stata emozione pura!❤️

BËL 03
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joe strummer: Ma infatti io mica critico, mi è piaciuto un sacco anche a me!
joe strummer: Tanta invidia per i tuoi concerti, mitico!
ZiOn
ZiOn
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Eccellente scritto, mi hai ricordato di essere sopravvissuto agli Slipknot e agli Shadows Fall a Bologna. E pensare che ero salito per i Chemical Brothers...

BËL 02
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Valentyna
Valentyna
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Scritto bellissimo. Hai praticamente descritto il mio mondo, solo genere musicale diverso. La maliarda sarò io tra qualche anno. Sempre detto.

BËL 04
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joe strummer: Era stupenda. Davvero incredibile, non so come abbia fatto a resistere alle spinte.
Valentyna: anni e anni di esperienza!!
withor
withor
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Recensione efficacissima e divertentissima, anche se sicuramente realistica. Ma toglimi una curiosità: come hai fatto ad ascoltare anche la musica in quella bolgia infernale? Sei stato veramente eroico

BËL 02
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joe strummer: Ma infatti ci ho capito poco o niente 😂
withor: Sarà per questo allora che hai messo tre stellette al concerto? Chissà, magari con un ascolto più attento...🤔😅
joe strummer: Azz di solito mi si critica perché sono troppo generoso coi voti 😅
joe strummer: Alzo a 4 dai
joe strummer
joe strummer
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Modifica alla recensione: «Ho alzato il voto, suvvia ». Vedi la vecchia versione Live - Carroponte, Sesto San Giovanni - 31 luglio 2022 - Gojira - recensione Versione 1

BËL 02
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Pipino
Pipino
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C'era la gara di rutti?

BËL 02
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joe strummer: Sì, subito dopo quella di bestemmie
ziofrank666: …e poi posata finale!
ziofrank666: …POGATA!!! …maledetto correttore automatico 😡
Eneathedevil
Eneathedevil Evangelìsta
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Eh, ti capisco, Joe: come al solito la stagione estiva cinematografica è una chiavica fatiscente, così ti sei dato alle metanfetamine per risollevare il morale in attesa del prossimo settembre... e questo è il risultato. Solidarietà.

BËL 03
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joe strummer: Grazie per la comprensione, questo mi dà forza per continuare a resistere
macmaranza
macmaranza
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BLÉHAR!!!

BËL 02
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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