Copertina di Grand Funk Railroad Closer To Home
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Per appassionati di hard rock, fan della musica anni '70, ascoltatori di rock classico e cultori di band sottovalutate.
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LA RECENSIONE

I Grand Funk Railroad sono tra i gruppi meno conosciuti nella scena hard rock anni '70 ma sono un gruppo che merita l'attenzione degli appassionati del genere. Il trio nato a Flint, il sobborgo industriale di Detroit, incide nel 1970 "Closer To Home" La differenza con i tre precedenti album è una maggiore ricercatezza in fase compositiva. Una chitarra acustica ci introduce al riff di "Sin's a Goodman Brother" una canzone che sprigiona potenza e sembra dover esplodere in un ritornello che non arriva mai ma in questo caso non è neseccessario, visti gli ottimi spunti delle strofe con un cantanto da brividi e tutto il gruppo che macina note. La seconda traccia è "Aimless Lady" un trascinante rock-funky-soul in cui risaltano la voce particolarmente soul di Mark Farner(che è anche il chitarrista del gruppo) e il basso di Mel Schacher sempre presente e ricco di ottimi spunti ritmici. È proprio il basso ad introdurre la terza canzone "Nothing Is The Same" altra canzone davvero potente con una grande performance da parte di tutto il gruppo. "Mean Mestreater" è la ballad del disco, introdotta dal piano elettrico. Molto bella l'interpretazione vocale che da un tocco in più a una canzone semplice ma di buon impatto. "Get It Together" è una song abbastanza ripetitiva ma contiene bellissimi cori gospel femminili che salvano forse l'episiodio piu trascurabile del disco. Si ritorna ad un "Funk-Soul-Rock" con "I'Dont Have To Sing The Blues un'altra canzone potente e melodica a tempo stesso davvero molto riuscita. "Hooked On Love" parte lenta per arrivare poi a una parte piu ritmata molto coinvolgente. Il punto forte di questa settima traccia è lo scambio di vocals tra il leader e il batterista Don Brewer dotato di una voce davvero interessante. Ultima traccia, forse la più ricercata del platter, è: "I'm Your Captain/Closer To Home" una canzone di nove minuti e più davvero ben strutturata con tanto di arrangiamento di archi nella parte centrale e sostenuta stavolta dalla chitarra acustica.  In definitiva un album davvero molto buono da parte di un gruppo che è sempre stato maltrattato dalla critica perché considerato troppo grezzo e rumoroso; ma che i veri fans dell'hard rock non devono farsi sfuggire vista la gran dose di energia e melodia che convivono nelle canzoni dei Grand Funk.

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Riassunto del Bot

Closer To Home dei Grand Funk Railroad è un album hard rock del 1970 che combina energia e melodia con composizioni più ricercate rispetto ai dischi precedenti. La recensione evidenzia la potenza delle tracce, la qualità vocale di Mark Farner e Don Brewer, e l'uso creativo di elementi come cori gospel e arrangiamenti acustici. Nonostante la critica avesse spesso sottovalutato il gruppo, l'album si dimostra un lavoro valido e interessante per gli appassionati del genere.

Tracce testi video

01   Sin's a Good Man's Brother (04:51)

03   Nothing Is the Same (05:14)

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06   I Don't Have to Sing the Blues (04:37)

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07   Hooked on Love (07:13)

08   I'm Your Captain/Closer to Home (10:03)

09   Mean Mistreater (alternate mix) (04:33)

10   In Need (live) (11:30)

11   Heartbreaker (live) (07:17)

12   Mean Mistreater (live) (04:47)

13   [untitled] (00:20)

Grand Funk Railroad

Power trio di Flint, Michigan (Mark Farner, Don Brewer, Mel Schacher), con Craig Frost alle tastiere dal 1972/73. Band simbolo dell’hard rock americano, amatissima dal pubblico per i live monumentali e hit come We’re an American Band, The Loco-Motion e Some Kind of Wonderful.
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