Copertina di Grand Funk Railroad Grand Funk
1XLACOERENZA

• Voto:

Per appassionati di rock classico, musicisti, fan dei power trio, cultori della musica anni ’70 e nuovi ascoltatori curiosi di scoprire capolavori storici.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Qualcosa del genere tenteranno di farla nientepopodimenochè i Flaming Lips di "Hell's Angels' Cracker Factory" nell'anno di grazia 1989: voci in sottofondo, stazioni radio che cambiano, brevi incipit di musica classica, chiamate telefoniche, una sirena di allarme, il pianto di un neonato.

No, questo non è un gruppo da freakpsichedelia: sono Mark, Don e Mel, il power trio rock per eccellenza negli Stati Uniti (...e in Italia) nel 1970.  E questa è l'intro di "Paranoid": le fobie dell'uomo del ventesimo secolo che annaspa contorcendosi in migliaia di watt di wawawawawawawa chitarristici sciolti nell'acido.

L'ononimo (aka Red Album per la sgargiante copertina rossa) dei Grand Funk Railroad quasi chiude con questa gemma che ogni formazione cremosamente triangolare dovrebbe mandare giù a memoria. Il manuale del perfetto rocker: l'assolo lancinante della Sears Country Gentleman di Mark Farner e le scale di basso del terrificante Fender di Mel Schacher faranno tintinnare i pezzi di cristalleria del salotto buono e battere il soffitto con il manico della scopa gli inquilini del piano di sotto.

Un album che converte alla giusta causa del rock appena la puntina tocca i primi solchi. Costringe  ad abbandonare immediatamente qualunque cosa si stia facendo, lecita o illecita, difficile o di routine, piacevole o dolorosa. Perché "Got this thing on the move" insinua l'impulso irrefrenabile di scendere in strada diretti ad un negozio di strumenti musicali per comprare una chitarra elettrica, oppure un basso o una batteria. Invece "Please don't worry" fa quasi pensare di  rivenderli subito dopo, perché questi tre sono dei mostri inarrivabili: il terrificante basso di Mel è come l'arco di Ulisse, noi non riusciremmo a tenderne nemmeno una corda mentre lui è capace di stendere i Proci usurpatori con quelle note poderose che colpiscono dritto alla bocca dello stomaco.

Bluesoni elettrici in crescendo come "High Falootin' Woman" fanno roteare la testa immaginando di avere capelli ancora più lunghi di Farner che spreme l'ugola, è un miraggio ma funziona! Come funziona maledettamente un boogie sanguigno come "In Need", con un tellurico Schacher che porta fuori campo l'ago del sismografo posto a misurare  le scosse ondulatorie e sussultorie del pavimento della nostra stanza.

Blue Cheer, Led Zeppelin, Cream, Jimi, i detroitiani MC5 del grande hard rock made in Usa di "High Time", vengono legati lungo le rotaie della ferrovia dove la locomotiva  Grand Funk passerà a tutta velocità maciullandoli in mille pezzi.

E come terminare uno dei più grandi dischi rock se non con i dieci minuti che aggrediscono "Inside Lookin Out"? La cover degli Animals ci mette un po' a decollare, ma quando aggancia il groove diventa un diesel inarrestabile alimentato da riffs di basso pulsante, assoli sfrerraglianti di chitarra torrida e una batteria che è un metronomo.

Dopo il Red Album i Grand Funk perderanno parte di quella spontaneità selvaggiamente naive per attestarsi su un superbo rock di mestiere che li farà diventare stramiliardari, ma ormai il danno era già stato fatto. Vestiti come Mark, capelli ben oltre le spalle, gilet di pelle sul torso nudo, il braccialetto al bicipite e le maledizioni del vicinato costretto a passare il resto della giornata con le mani sulle orecchie... quante bands non sarebbero mai nate senza Mark, Don e Mel!

PLAY LOUD!!!

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra il 'Red Album' dei Grand Funk Railroad come un capolavoro del rock degli anni ’70, perfetto esempio di energia e maestria tecnica. Vengono evidenziati i potenti assoli di chitarra e le scale di basso, oltre all'impatto immediato sull’ascoltatore. L'album è descritto come un punto di riferimento essenziale per ogni rocker e un testamento all'originalità e forza del power trio americano.

Tracce testi video

01   Got This Thing on the Move (04:40)

Leggi il testo

02   Please Don't Worry (04:20)

Leggi il testo

03   High Falootin' Woman (03:02)

04   Mr. Limousine Driver (04:27)

Leggi il testo

06   Winter and My Soul (06:39)

08   Inside Looking Out (09:31)

Leggi il testo

Grand Funk Railroad

Power trio di Flint, Michigan (Mark Farner, Don Brewer, Mel Schacher), con Craig Frost alle tastiere dal 1972/73. Band simbolo dell’hard rock americano, amatissima dal pubblico per i live monumentali e hit come We’re an American Band, The Loco-Motion e Some Kind of Wonderful.
16 Recensioni

Altre recensioni

Di  JonnyORiley87

 A distanza di ben 50 anni dalla sua uscita, questo lavoro mantiene intatta la sua notevole forza espressiva.

 Cantato a polmoni pieni, chitarra sporca, aggressiva e assai pregna di Blues di Farner e base ritmica di prim'ordine.