Copertina di Green Day Warning:
ste84

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Per fan di green day, amanti del pop punk e pop rock, appassionati di rock anni 2000, ascoltatori alla ricerca di musica vivace ma riflessiva
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LA RECENSIONE

Dopo quel guazzabuglio di generi quale era “Nimrod” vi sarete chiesti quale genere avrebbero intrapreso i giorni verdi: il rock, il solito pop punk, lo ska, le ballate acustiche?
Ebbene la risposta è in questo “Warning:”: il pop rock.

I fan più duri e puri comprarono l’album, lo ascoltarono storcendo il naso e lo cestinarono senza pietà e senza una ragione ben precisa: purtroppo dopo “Dookie” tutti hanno sempre aspettato un inutile “Dookie 2” (che c’è stato con lo scarso “Insomniac” n.d.r.), non rimanendo soddisfatti dei lavori successivi.
Comunque le 12 tracce corrono veloci, sono fresche, ingenue, e ci fanno passare 40 minuti piacevoli. L’album si apre con la title track, simpatica song dove prevale la chitarra acustica (è in tutte le tracce) e il ritmo non è decisamente punk rock. “Bloode Sex And Booze” invece ci ricorda “Hitchin A Ride” anche se quella era molto più ispirata e cattiva; il testo parla del sado maso: “io non oserò muovermi, per il dolore che mi provoca è quello di cui ho bisogno perciò fammi sanguinare…”. “Church On Sunday” è una canzone pop melodicamente spensierata, il testo invece è una promessa un po’ infantile: “se ti prometto di venire in chiesa la domenica, verrai con me venerdi mattina?”.
La prima vera sorpresa dell’album è “Misery”; scritta a sei mani parla della sfiga, che è capace di accomunare persone diverse; l’arrangiamento è in stile “folkloristico-western” soprattutto nell’intermezzo, è da ascoltare in campagna: rende benissimo. “Deadbeat Holiday” è una bella canzone malinconica che sforna una lirica ottimista; da notare come l’assolo sia molto simile a quello di “Times Like These” dei Foo Fighters. Invece “Hold On” si comporta al contrario: a dispetto dell’armonica allegra e del ritmo felice, il testo è una triste dichiarazione e un invito a non mollare mai.
Eccoci al trio fantastico di chiusura: “Waiting” è una delle più rockeggianti del cd ma lascia dentro una malinconia immotivata! “Minority” è senza dubbio la song che più ricorda i vecchi G.D., punk rock potente, distorsioni, ottimo per scatenarsi ma che in qualche modo non va troppo fuori strada rispetto all’ambiente dell’album.
La migliore traccia è la conclusiva “Macy’s Day Parade” che calca il solco di “Time Of Your Life” con qualche elemento in più che gli fa guadagnare il titolo di migliore canzone dell’album, e forse anche della discografia, dei californiani.

In conclusione è un album mediocre da ascoltare quando non si hanno troppi pensieri, quando si pensa solo al divertimento, o come sottofondo tranquillo in una festa estiva. Altra domanda: il successore imminente come suonerà?

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Riassunto del Bot

Warning segna il passaggio di Green Day dal punk rock al pop rock, con 12 tracce fresche e piacevoli. L'album non risponde alle aspettative dei fan hardcore, ma propone canzoni convincenti e testi interessanti. Spiccano tracce come Macy's Day Parade e Minority, anche se l'album nel complesso è mediamente apprezzabile, ideale come sottofondo o per momenti leggeri.

Tracce testi video

Green Day

I Green Day sono un gruppo punk rock nato a Berkeley, California, attivo dalla fine degli anni '80. Hanno segnato il passaggio dal punk underground al successo mainstream con album come "Dookie" e "American Idiot", diventando una delle band più influenti e divisive della scena rock moderna.
62 Recensioni

Altre recensioni

Di  John

 Solo ascoltandolo si capisce l'effettivo valore dell'opera.

 "Minority" è il pezzo senza ombra di dubbio migliore, il più punk di tutti.


Di  KID A 2000

 Questa è la prova definitiva che i Green Day non hanno nulla a che vedere con il punk.

 Il vero errore di questo disco è stato quello di inserire i migliori brani nella seconda metà dell'album rendendo la prima metà assolutamente noiosa e scontata.