Copertina di György Ligeti Atmosphères
Armand

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Per appassionati di musica contemporanea, amanti della musica sperimentale e chi cerca esperienze artistiche profonde e filosofiche.
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LA RECENSIONE

La bellezza è un angelo stronzo che puzza di sudore. Abbiamo paura perché non siamo più abituati alla morte. Non siamo questo corpo ma siamo qui. Amare l'indifferenza dell'eternità. È il riflesso dello specchio che non ci fa impazzire.

A quando una sofferenza cosciente? Il pensiero è catena. Fuori dal tempo c'è la vita. Dispersione è la nostra bussola. Immagine è putrefazione, il ricordo un limbo. Orrore è scordarsi la propria vanità. Che noia l'anelito a continue trasformazioni.

La muta intesa di secessioni dualistiche non intacca più l'immobilità dell'infinito: non so cosa significa, ma è così.

D'altronde "a noi ce piace de magna' e beve, e nun ce piace de lavora'; Daje de tacco, daje de punta quant'è bona la sora Assunta": si stava meglio quando si stava peggio... Diluiamo gli atavici dolori nell'imberbe infanzia di eterni ritorni. Dissociamoci da obiettivi depistanti essenza. Depensare risposte e significati, Grattare la ferita del nostro nulla. Naufragare la sicurezza di approdi dorati.

Trapassato da "Atmosphères" gnostiche mi presto alla mediazione: abbandonare la menzogna, conquistare solitudine, rendere protagonista l'alieno che è in noi, innaffiare disadattamento, sposare sparizioni, perorare fallimenti, anelare al Dio interiore, perseguire la leggenda impersonale, annullare riflessi, parlare di silenzio, riconoscersi al buio, infettarsi di patologie, cercare la follia, aspettare pronti l'amica morte, rifuggere consensi, naufragare metodi, volere il deserto, uccidere il maestro.

Epoptico sguardo: “Non c’è nessuno che ode la voce invocante nelle tenebre; ma perché la voce esiste?”

Lo spazio profondo è dietro l'angolo...

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Riassunto del Bot

La recensione di Atmosphères di György Ligeti offre una lettura intensa e filosofica dell'opera, enfatizzando il senso di alienazione e la riflessione sull'infinito. Il testo esplora il rapporto tra vita, morte e solitudine evocato dalla musica, lontano da approcci tecnici ma ricco di suggestioni oniriche e simboliche. Ligeti viene visto come un mediatore di emozioni profonde e di uno spaesamento creativo.

Tracce

01   Atmosphères (1961) (09:05)

02   Volumina (1961-62, Rev. 1966) (17:28)

03   Lux Aeterna (1966) (07:59)

04   Organ Study No. 1 "Harmonies" (1967) (09:04)

05   Lontano (1967) (12:44)

06   Ramifications (1968-69) (08:28)

07   Melodien (1971) (13:07)

György Ligeti

Compositore ungherese (1923–2006) nato in Transilvania, figura centrale della musica contemporanea. Fuggito dall’Ungheria nel 1956, visse tra Vienna e Amburgo, dove insegnò a lungo. La sua scrittura, celebre per la micropolifonia, spazia da orchestra e coro a quartetti, tastiere ed elettronica.
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